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Blog di cultura - critica - arte - recensioni
CULTURA
26 gennaio 2015
"Come stanno le cose": nuovo e-book 'Mnamon' con tutti i servizi 2014 del blog "pqlascintilla"

 

Siamo all'ormai consueto, annuale appuntamento-incontro con 'Mnamon' e il nostro blog, ossia alla pubblicazione e-book che raccoglie tutti i servizi così come sono apparsi nel corso di dodici mesi (fotografie comprese). Quelli del 2014, sono stati infatti racchiusi nel volume di 180 pagg. "Come stanno le cose" (da un articolo relativo a Lucrezio), che può essere scaricato in modo veloce, semplice e gratuito dal sito appunto di 'Mnamon' di cui per comodità riportiamo di seguito il link:


http://www.mnamon.it/ritagli/cosa-cè-di-nuovo-ebook                                                  

 



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permalink | inviato da pqlascintilla il 26/1/2015 alle 17:57 | Versione per la stampa
arte
3 gennaio 2015
FEDERICO UNIA: un artista tra caustica satira e crudezza realistica.

“Cosa bolle in pentola” in questa “torre di Babele”?

Ho avuto modo di ammirare, appese alle pareti di collezionisti appassionati, la pittura di Federico Unia e se ne scrivo è perché la sua audace compenetrazione di classicità e modernità, suffragata da vivace fantasia creatrice e dalla validità dei contenuti, mi ha favorevolmente colpito.



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CULTURA
30 dicembre 2014
A Matera il mio "addio" a Pier Paolo Pasolini (e alla odierna 'consapevolezza' umana)

 

"In quel precipizio è Matera. Ma di lassù dov'ero io non se ne vedeva quasi nulla, per l'eccessiva ripidezza della costa, che scendeva quasi a picco... La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati...questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamavano Sassi: Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l'inferno di Dante. E cominciai anche io a scendere per una specie di mulattiera, di girone in girone, verso il fondo. La stradetta, strettissima, che scendeva serpeggiando, passava sui tetti delle case, se così quelle si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone: ognuna di essa ha sul davanti una facciata...sorgono in basso a filo del monte e in alto sporgono un poco: in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Le porte erano aperte per il caldo. Io guardavo passando, e vedevo l'interno delle grotte, che non prendono altra luce e aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall'alto, attraverso botole e scalette. Dentro quei buchi neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per tutta abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini e bestie. Così vivono ventimila persone... Di   bambini ce n'era un'infinità. In quel caldo, in mezzo alle mosche, nella polvere, spuntavano da tutte le parti, nudi del tutto o coperti di stracci. Io non ho mai visto una tale immagine di miseria... Uno spettacolo come  quello di ieri non l'ho mai neppure immaginato".



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letteratura
28 dicembre 2014
RISONANZE VIGEZZINE (a cura di Benito Mazzi)

(Edito da "Il Rosso e il Blu", S. Maria Maggiore, pg 150, € 16)

Per l’ottantacinquesimo compleanno di Edgardo Ferrari, eclettico studioso e maestro nella divulgazione della cultura ossolana, le edizioni “Il Rosso e il Blu” gli  hanno voluto dedicare questo volume curato da Benito Mazzi, in cui sono raccolti scritti vari.



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cinema
14 dicembre 2014
ALESSANDRO CHIELLO: C’ERAVAMO TANTO AMATI

(i capolavori e i protagonisti del cinema italiano)

DOMODOSSOLA - Alessandro Chiello, in questo suo libro “C’eravamo tanto amati” Ed. Narcissus – titolo tratto dall’indimenticabile opera di Ettore Scola) sui capolavori e i protagonisti del cinema italiano, passa in rassegna 30 film del passato, noti al grande pubblico e che hanno fatto epoca, rievocandone anche i protagonisti più famosi.



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letteratura
6 dicembre 2014
Nkulngui Mefana: scrittore camerunense

La moglie, sempre più spesso, mi costringe a svuotare i cassetti da quelle che lei chiama le mie “cianfrusaglie”. Così l’altro giorno, passando a uno a uno i fogli da buttare, ho trovato vecchi appunti di quando da giovane lavoravo in Camerun. Su uno di questi c’erano scritte alcune note riguardanti uno scrittore del luogo, conosciuto per caso a Yaoundé. Avevo completamente rimosso dalla memoria quell’incontro, ma ora mi sovviene, seppure molto vagamente: era il 1973.



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arte
27 novembre 2014
BORGO ARTE: “Grafica, scultura e gioiello d’artista”
dal 6 dicembre 2014  al 6 gennaio 2015

Alla galleria BorgoArte di Borgomanero (NO) – corso Mazzini 51

Inaugurazione sabato 6 dicembre alle ore 18

con performance di Grazia Simeone

 

Patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Borgomanero e dalla Provincia di Novara, apre a Borgomanero una mostra che unisce grafica, pittura e scultura a gioielleia artistica. 

Per informazioni: tel. 0322834262 - galleriaborgoarte@gmail.com

 

La Galleria BorgoArte, di Angelo Tappa, seleziona sempre artisti interessanti per le proposte di ricerca visiva, mettendone in luce i diversi modi espressivi.



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letteratura
14 novembre 2014
“IL PANE DEL FANTE” DI VINCENZO GORRIS (Diario della Grande Guerra)

 

Il pane del fante” è un diario della prima guerra mondiale, una testimonianza commovente scritta con grande passione e amor patrio da uno dei protagonisti di quegli orribili combattimenti. Come sempre, la storia bellica ha registrato solo i personaggi più noti, ricordando i caduti nelle commemorazioni, come semplici “militi ignoti”, e dimenticandosi, spesso, di tutti coloro che sacrificarono la propria giovinezza nelle trincee. Uno di costoro, l’autore di questo corposo ed emozionante scritto, è Vincenzo Gorris.



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CULTURA
1 novembre 2014
Per non commemorare Pasolini 'icona di massa' (contro tutti gli "eredi" di Oriana Fallaci)

 

Il 40° anniversario dell'uccisione di Pier Paolo Pasolini è stato e sarà il pretesto per una mole di interventi, iniziative, manifestazioni di ogni genere e grado, portando l'utilizzo della figura e delle opere del "Poeta di Casarsa" a un livello ancor più vasto e variegato, rispetto a quanto si è già registrato negli ultimi due decenni. E' il caso, a tale proposito, di ribadire ciò che su queste pagine abbiamo sempre sostenuto, ossia che riteniamo deleterio, e per certi aspetti indecente, il modo in cui la gran parte del mondo intellettuale abbia voluto trasformare in “icona-feticcio” di massa la sua figura, sfruttando e fomentando il crescente interesse legato alla sua vita, alla sua “produzione” e, non di meno, alla sua morte. Anche il ricorrente, nonché inutile, dibattito intorno alle ipotesi del suo assassinio ha ormai raggiunto punti insostenibili di morbosa e faziosa strumentalizzazione, dove ancora pesca, in modo torbido, il mondo infausto e fangoso dell'in-formazione. Infatti, molte delle pubblicazioni che riguardano Pasolini, più o meno in modo diretto, utilizzano l'argomento pure per dimostrare un presunto “legame” masochistico e sublimale fra la personalità dello scrittore e la sua fine violenta, quasi ricercata: fra gli altri, possiamo citare i volumi del 2014 "Pasolini raccontato a tutti" di Fulvio Abbate (Baldini & Castoldi) e "P.P.Pasolini - Futuro nostro contemporaneo" di Andrea Panizzi (De Ferrari), nonché "Dimenticare Pasolini - Intellettuali e impegno nell'Italia contemporanea" (Mimesis) del 2012.

In risposta anche a tali posizioni e per sfuggire all'insieme del senso apologetico ipocrita che si vuol dare alla ricorrenza, abbiamo scelto di "ritornare", a modo nostro, proprio a quei giorni lontani e alla dura risposta che un giovane di 23 anni diede allora a Oriana Fallaci, che sul giornale Europeo aveva scritto una "Lettera a Pier Paolo", diventata poi nel tempo il “mantra” di tanti "eredi". Era il 10 Novembre 1975 e in Val d'Ossola era stato appena costituito un circolo culturale intestato alla memoria di Pasolini, ucciso pochi giorni prima, nella notte fra l'1 e il 2. La lettera dell'amico Giorgio Quaglia, uno dei fondatori del circolo con altri ragazzi del luogo, non fu pubblicata dal giornale e forse non arrivò mai neppure alla Fallaci, ma il contenuto della stessa, ancora oggi, crediamo mantenga intatto - per chi abbia amato davvero Pier Paolo e continui a farlo - il suo messaggio di struggente attualità.

 Giuseppe Possa



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permalink | inviato da pqlascintilla il 1/11/2014 alle 18:3 | Versione per la stampa
letteratura
31 ottobre 2014
Presentato a Bognanco il libro "Questi Cavallini… da ricchi che erano" di Pierangelo Boccalari

Si è parlato di Emilio Cavallini, il primo acquirente delle fonti di Bognanco, durante la presentazione del libro di Pierangelo Boccalari "QUESTI CAVALLINI... DA RICCHI CHE ERANO", in cui si ripercorre la storia della famiglia Cavallini negli oltre 150 anni in cui è stata protagonista nella politica, negli affari, nella vita di Mede e dei Comuni lomellini.

 



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