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CULTURA
21 marzo 2009
"pq la scintilla": perché questo blog.

Ci conosciamo fin dai tempi della scuola.
Erano anni di grandi fermenti giovanili, in cui la nostra generazione, invasa di passione sociale, si è battuta contro un potere borghese, che attraverso i propri pilastri e le proprie istituzioni, sfruttava le sue “vittime”, svuotandole di ogni energia fisica e intellettiva. Pur relegati in provincia, anche noi avevamo colto le ideologie e le contestazioni studentesche prima, operaie e sindacali poi, frutto di quel ’68, tanto contestato oggi, ma che di sicuro ha reso meno brutale, almeno in gran parte del mondo, la vita degli uomini.
Sotto quella spinta, nella nostra piccola Val d’Ossola, alla fine del 1975 e alla morte di
Pier Paolo Pasolini (che destò in noi enorme scalpore ed emozione ) costituimmo - insieme ad altri giovani - un circolo culturale a lui intestato cercando di coinvolgere e interessare i più ampi strati di popolazione.

E ciò anche attraverso un foglio, “La Scintilla”, che già da tempo distribuivamo gratis in migliaia di copie all’ingresso delle fabbriche e delle scuole, quale strumento di informazione pubblica e di dibattito intellettuale. Le scarse iniziative dell’epoca, infatti, erano quasi sempre rivolte a un’élite, a gruppi ristretti o alla cerchia degli appassionati. Presero così corpo, anche attraverso programmazioni in Comuni e Comunità montane, attività legate a cineforum, spettacoli teatrali e musicali, mostre di pittura e di fotografia. Nel tempo però, in particolare rispetto alla pubblicazione della “Scintilla”, per giunta a causa del disinteresse e del disimpegno delle forze politiche, si determinarono serie difficoltà economiche tanto da portare alla fine di quella esperienza editoriale e culturale.
Molti anni intanto erano trascorsi e gli eventi anche personali, privati della vita ci avevano spinto su strade diverse anche se con le stesse “passioni”. Ci si vedeva per un caffè settimanale, più per amicizia che per interessi culturali. Sul finire degli anni Novanta, però, un giorno discutendo abbiamo capito che avevamo bisogno di nuovi stimoli creativi, abbiamo sentito la necessità di proseguire ancora un cammino insieme. Ambedue eravamo concordi nel verificare che pochi intellettuali noti riuscivano ad analizzare con consapevolezza la nostra condizione di uomini e di cittadini. Tutto il resto ci sembrava ipocrisia, spettacolo, inganno, interesse di parte, mancanza di indignazione e di moralità pubbliche. Soprattutto la nostra cultura locale ci appariva ancor di più in una situazione di ristagno, crisi e recessione.
Allora, nei tempi successivi, ha preso il via la pubblicazione di alcuni libri (anche se non avevamo mai smesso di scrivere su giornali e riviste, l’uno in campo politico-sindacale e l’altro in quello artistico-letterario), pubblicazioni che ci hanno portato a trascorrere giorni assieme in occasione di convegni, mostre ed eventi vari: ricordiamo in particolare l’invito al “Salon International du livre” a Salon de Provence in Francia o l’intenso coinvolgimento nell’esposizione delle “Storie di S. Francesco” nella Basilica di Assisi, dell’amico pittore Sergio Bertinotti.
In questi ultimi tempi, poi, siamo stati pervasi da un’inquietudine nel constatare non solo il revisionismo dei rapporti sociali, ma il consenso illimitato che danno al potere costituito proprio coloro che ne sono le vittime, a cui vengono tolte speranze e aspirazioni.
Favoriti anche dalle possibilità che offre gratuitamente internet e superando i limiti “espressivi” insiti in Facebook, abbiamo così deciso di reagire e di tornare con più forza attivi, aprendo questo nostro BLOG e perchè non titolarlo con lo stesso nome di quel foglio giovanile? Ecco dunque la nascita di “pq la Scintilla”!
Siamo, dunque, pronti a cogliere le sollecitazioni che ci verranno dal mondo della cultura, dalla storia, dalla politica, da tutti quegli aspetti quotidiani della vita che - volta per volta – ci presenteranno nuovi interrogativi (nonché ad accogliere tutti quei contributi seri che ci perverranno, anche dai tanti “amici” di Facebook).
Soprattutto, nello scrivere, vogliamo ritornare a quei nostri ideali poetici che ci hanno sorretto in gioventù, perchè riteniamo che anche e soprattutto attraverso la poesia sia ancora possibile inviare un messaggio e lasciare una testimonianza; infatti, sebbene i poeti non abbiano mai abbattuto governi o modificato sistemi, le loro intense e infuocate immagini liriche hanno più volte spianato la via alla riappropriazione di una coscienza civile e morale.
La speranza, la battagliera “speranza” non può soffocarla nessuno e può diventare invece “la scintilla” di nuove rinascite.

giuseppe possa   giorgio quaglia 

giorgio quaglia giuseppe possa    


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permalink | inviato da pqlascintilla il 21/3/2009 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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