.
Annunci online

Blog di cultura - critica - arte - recensioni
9 maggio 2010
GIANLUCA RIPEPI: TRA INQUIETUDINE E QUIETE

Nell’arte di tutti i tempi, si ritrovano sempre opere in cui l’iconografia del corpo, dai nudi ai ritratti, è soggetta a riflessioni sulla gioia o sul dolore, sulla contrapposizione fra materia e spirito o sulla necessità di spogliarsi di un’apparenza per assumerne un’altra.

Anche Gianluca Ripepi, in molti suoi lavori, riflette proprio sulla figura umana, lasciandosi trascinare dalla fantasia in un mondo inquieto, ma a volte pure inquietante, attraverso contenitori di sensazioni imprigionate in strutture e spazi fantastici o, comunque, irreali.
Le invenzioni costruttive dai tagli scompigliati, però tecnicamente ordinati, creano un cosmo d’energie, dovuto non solo alle invenzioni segniche e simboliche, ma soprattutto cromatiche.
In una delle composizioni più significative, “Pacchetto classico”, lo spazio ristretto in cui l’autore ha chiuso (un po’ alla Christo) una testa quasi rassegnata - per nulla pronta a gridare con voce forte di spada, come ci si aspetterebbe da un volto costretto dentro simile manufatto - mostra la paura di un essere umano a ribellarsi alla costrizione, al soffocamento e all’incomunicabilità.
Altrove, in certi labirintiche superfici, si colgono particolari di figure, torsioni anatomiche, zoomate impietose su dettagli o ritratti come maschere piegate a esigenze espressive, che sostanzialmente rievocano stati d’animo o circuiti di sofferenza, affioranti dall’intimo.
Tuttavia, il silenzio abissale, ansiogeno e gravoso che scorre intorno, sembra concettualmente favorire un improvviso grido di liberazione possibile: come dalle “mani” del quadro omonimo; come dai volti scolpiti segno per segno dall’esistenza; come dalla lama rossa dello “Schiavo ribelle”; come dai vari tagli improvvisi, disseminati qua e là, intesi “come potatura, rigenerazione e vita nuova”. Tutte composizioni, queste, che dimostrano la capacità di sintesi dell’artista, il quale, tracciando con pochi tratti quanto vuole esprimere, riesce a inchiodare i riguardanti al disagio dell’immagine.
Gianluca Ripepi crea, però, anche lavori più distesi, morbidi e misteriosi, in cui rappresenta paesaggi sognati ad occhi aperti o assemblaggi di oggetti vari, con cromie più accese che paiono sorgere da un sole generatore di vita. Qui la tensione drammatica dell’artista, alla fine, si fa meno gravosa nell’accettazione della quotidiana esistenza.

Giuseppe Possa

(Gianluca Ripepi, giovane artista ossolano, frequenta gli studi all'Accademia di Belle Arti "Aldo Galli" di Como, sotto la guida di Pier Antonio Verga. In passato ha partecipato ai corsi della pittrice Paca. La sua ricerca concettuale, dopo un figurativo legato al realismo classico, è approdata a una profonda sperimentazione interiore, in un'originale sintesi tra passato e contemporaneo, fra natura e arte)


sfoglia
aprile        giugno

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

 pq la scintilla

Perché questo blog?

giuseppe possa

è nato a Domodossola nel 1950. Residente a Villadossola (VB), lavora a Milano in un’importante casa editrice. ...

continua >>

§

giorgio quaglia

è nato a Domodossola nel 1952, ha pubblicato... 

continua >>