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16 dicembre 2010
ARRIGO PARNISARI: PITTORE ASTRATTO-GEOMETRICO

 

Nasce a Stresa nel 1926. Prolifico risulta il periodo trascorso in Toscana nel dopo guerra, dove espone coi più noti artisti e condivide con loro scontri ideologici e inquietudini. Il forzato ritorno in Ossola, voluto dal padre, ne mortifica l’ispirazione. Pittore astratto-geometrico, simpatizzante di “Corrente” e del Mac (Movimento Arte Concreta). Muore a Domodossola nel 1975.

Il pittore Arrigo Parnisari moriva trentacinque anni fa a Domodossola. La sorella Alma si prodigò in più occasioni per rivalutare la figura artistica del fratello, considerato uno dei testimoni della cultura e dell’arte italiana dell’immediato dopoguerra. In quel periodo, infatti, si trovava in Toscana, dove aderì al movimento d’avanguardia “Arte d’oggi”, partecipando alle accese polemiche, agli scontri ideologici ed alle inquietudini di quell’epoca e figurando tra i fondatori e i redattori di due periodici toscani “Base” e “Numero”.

A Firenze (Palazzo Strozzi) i suoi dipinti apparvero accanto a Guttuso, Cassinari, Morlotti, Turcato e altri. In seguito, tra Milano e Roma, partecipò ad importanti collettive con Dova, Crippa, Fontana, Licini, Munari, Reggiani, Soldati, Vedova, Veronesi. Solo il forzato ritorno in Ossola, voluto dal padre, nel 1951 ne mortificò, dopo una così proficua crescita intellettuale e operativa, l’ispirazione, facendolo cadere in una grave forma depressiva. Per la forte delusione provata, rimase nell’ombra per un decennio; solo negli ultimi anni, tormentato dalla malattia, tornò a esporre in pubblico. Il suo nome è citato anche in un libro di Vittorio Sgarbi; sulla pubblicazione dell’Editrice Electra di Milano “Pittura del Novecento” è inserito tra gli artisti dell’avanguardia fiorentina, con biografia e due riproduzioni a colori; al “Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi”, sono conservate sue opere grafiche; alcuni disegni si trovano alla “Biblioteque Nationale de Paris”, così come al museo italoamericano di Caracas in Venezuela. Il critico Franco Passoni, in un articolo sulla rivista d’arte “Il terzo occhio”, lo ha inserito come pittore e simpatizzante di “Corrente” e del Mac (Movimento Arte Concreta).
Arrigo Parnisari nasce a Stresa nel 1926, ma subito dopo la sua famiglia si trasferisce a Domodossola. Inizia la propria formazione artistica sotto la guida del maestro Carlo Bazzi. A 15 anni espone già i suoi quadri, dapprima alla tipografia Porta e successivamente all’albergo Corona; nel frattempo frequenta il liceo Rosmini, diplomandosi. Alla fine della guerra Parnisari raggiunge Milano e s’iscrive all’Accademia di Brera, ma mal si adatta agli ambienti accademici. Quindi, su sollecitazione di un amico e dopo aver ottenuto alcune indicazioni dal critico Gianfranco Contini, parte per Firenze, dove trascorre il periodo più proficuo, che si concluse, come mi confidò una volta la sorella Alma, “perché il padre, convinto che in Toscana andasse socialmente e artisticamente alla deriva, gli tagliò i “viveri”, costringendolo ad un improvviso e non desiderato rientro a casa”. Nella retrospettiva di Verbania del 1995 (in cui è stato pubblicato anche un catalogo ragionato dell’opera) si è potuto ammirare il meglio della sua produzione, da quella figurativa degli anni giovanili, a quell’astratta-geometrica (cui l’autore deve la propria notorietà in campo nazionale), dove incidenze segniche e nuclei cromatici sono disposti in rapporti di simmetria e di contrasto. In questi quadri, emozionali all’impatto visivo, Arrigo Parnisari è riuscito a seguire una ricerca di purezza ed equilibrio, facendo assumere alle figure geometriche il massimo d’ordine e chiarezza, esaltando le potenzialità ritmiche del colore e scoprendo soluzioni formali che lo collocano tra i più significativi astrattisti del tempo. Muore a Domodossola nel 1975.

Giuseppe Possa

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