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CULTURA
24 dicembre 2010
“MICROPROVINCIA” rivista di cultura

Fondata e diretta da Franco Esposito a Stresa, è pubblicata da 30 anni con contributi di eminenti studiosi.

Superato il trentesimo anno di pubblicazioni, Microprovincia  (via Rosmini, 28 - Stresa) conferma il suo carattere di rivista di riflessione che si tiene lontana dal dibattito “camaleontico” di certi ambienti intellettuali e politici, ancorandosi invece (in particolare negli editoriali del direttore Franco Esposito) a un taglio coraggioso e polemico. Ancora oggi, Esposito - fondatore del periodico che nel 1979 aveva assunto una veste e una diffusione amatoriali e poi si è posta via via obiettivi decisamente più ambiziosi, ottenendo successi significativi, dalle colonne di “Eco Risveglio del VCO” di Verbania (di cui è collaboratore), ha lanciato di recente il suo grido: <<Sono sempre più convinto che non si può vivere senza cultura, senza valori, soprattutto in un territorio come il nostro che si è ridotto a una bella scatola vuota, un guscio di persone che si avvia tristemente al declino. E’ sufficiente fare un giro nei centri più importanti della provincia per toccare con mano la qualità letteraria e artistica che ci viene offerta. Direi che è piuttosto scadente>>. Poi ha proseguito: <<Fare cultura vera non è necessariamente scrivere solo libri, collaborare sui giornali, apparire in televisione, sostenere avvenimenti artistici, invitare improbabili artisti di grido, ma significa arginare lo smarrimento intellettuale ed etico che ci attanaglia da molti anni. Non occorre spiegare la vita, ma al contrario raccontarla e questo è quanto ha fatto in sordina, lontano dai clamori per trent’anni “Microprovincia”>>. Infine un accorato appello: <<In questi mesi dall’uscita dell’ultimo numero del periodico, il quarantasettesimo, notato il silenzio di tutte le istituzioni (dalla Regione, alla Provincia, alle Fondazioni) mi viene da domandare, se dopo tanti sacrifici e duro lavoro per tenere in vita l’unica rivista di cultura di tutto il Piemonte, ne valga ancora la pena. Sarei tentato di dire di no. Siccome qualche amico m’invita a tenere duro, a non perdere la passione per la cultura, non ho altro mezzo che quello di spiegare pubblicamente come stanno le cose. Mi auguro di essere smentito>>.

 

Noi restiamo convinti che Microprovincia continuerà la sua pubblicazione di qualità, d’interesse, di ottima leggibilità, diretta da un protagonista che ha sempre preso posizioni coraggiose, con scelte di campo precise e che ha “esternato” ed “esterna” cose scomode (anche se talvolta con troppa vivacità di linguaggio), affrontando argomenti di rilievo difficilmente trattati dalla stampa a grande tiratura. Oltre ai saggi, ai racconti e alle poesie, molte pagine sono dedicate al costume, all’arte, alle recensioni e a scritti di varia umanità. Insomma, in ogni numero c’è sempre “qualcosa” per invogliare e stimolare i lettori alla lettura, riportando alla luce questioni sopite o aprendone di nuove. Basti ricordare  che, proprio per questo, la rivista è stata apprezzata da molti giornali con lodevoli recensioni, spesso anche sul “Corriere delle Sera”, su “La Repubblica” su "La Stampa", su "Avvenire", su "Il Sole 24 Ore", su "Il Corriere del Ticino" e su “L’Espresso”.

 

“Microprovincia” era nata come bimestrale, otto facciate con una grafica semplice, per modificarsi poi in trimestrale; nel 1985 si trasformava in volume con uscita annuale e iniziava anche la sua ascesa  fuori dalla provincia del Verbano Cusio Ossola, in particolare perché Esposito, attraverso i suoi libri di poesia viene conosciuto come autore in proprio a livello nazionale. E’ soprattutto a questo punto, che provocazioni, idee, stimoli, suggerimenti, trovano spazio in tale periodico, a cui collaborano firme note, proprio nel momento in cui le riviste diventano più che altro contenitori pubblicitari. In un mercato com’è quello della cultura in Italia, asfittico per tradizione, solo minimamente scalfito e in più ormai totalmente divorato dai grandi sponsor, le riviste  – gettando un sasso magari piccolo nelle stagnanti acque della nostra cultura – non possono che adottare una tattica “irregolare”, altrimenti si condannano all’anonimato. E’ ovvio che così si rischia l’isolamento, eppure a volte tale “testardaggine” paga. E “Microprovincia” svolge proprio questa funzione: sebbene nata su scala locale, ben presto si è diffusa in campo nazionale ed europeo, grazie anche ai contributi dei più noti critici, quali Giorgio Bàrberi Squarotti, Carlo Bo, Oreste Macrì, Gaetano Afeltra, Marcello Venturi, Giulio Nascinbene, Giuliano Gramigna, Luciano Erba, Carlo Della Corte, Umberto Muratore, Giancarlo Vigorelli, Carlo Carena, Giò Ferri, Eugenio Borgna, Roberto Cicala, Tiziano Salari, Gianfranco Ravasi, Maurizio Cucchi, Franco Loi, Angelo Giaccone, Corrado Stajano, Paolo Di Stefano, Sebastiano Vassalli, Guido Ceronetti, Sandro Sinigallia, Piero Chiara, Vincenzo Consolo, Ismail Kadarè e non poteva mancare il nostro Benito Mazzi, ma ne ho accennato solo alcuni.

 

C’è stato un periodo, in cui metà della rivista (a volte superava anche le 400 pagine) era dedicata come “omaggio” a personaggi illustri, con il profilo di un autore scomparso, degno di essere rivalutato.

 

Con alle spalle lustri di vita rigogliosa, anche questo numero, il quarantottesimo, si apre con l’editoriale del direttore che illustra le molte pagine dedicate a Vincenzo Consalo, la cui opera è animata da una costante passione civile e da un grande amore per la sua terra. Lo scrittore siciliano con il suo impegno civile ci ha sempre messi in guardia dai pericoli incombenti, anzi reali, di una nebulosa letteratura d’evasione che offusca l’orizzonte dei giovani.

 

In questo nostro elenco ai tanti meriti di “Microprovincia”, non possiamo dimenticare il numero del trentennale, con il suo viaggio tra gli autori del Lago Maggiore e immediati dintorni con scritti su personaggi, a cui in passato erano già stati dedicati numeri speciali, tra essi ne ricordiamo alcuni: Enrico Emanuelli, Antonio Rosmini, Gianfranco Contini, Sandro Sinigallia, Giuseppe Prezzolini, Piero Chiara, Clemente Rebora (a questo grande poeta rosminiano, che ha avuto profonde radici culturali nel nostro territorio e che è sepolto a Stresa, è sempre stato riservato, su ogni numero, un “omaggio”: una sua poesia o una sua meditazione oppure un intervento su di lui).

 

Meritano anche di essere segnalati, tra gli altri, il poeta Vittorio Sereni, Mario Soldati, Gianni Rodari (quest’anno ricade il trentennale del maestro omegnese), Mario Bonfantini (scrittore che operò in Val d’Ossola durante la Resistenza), Dante Graziosi (fu parlamentare e autore di “Una Topolino amaranto”), Giovanni Bagneri Ramella (poeta che pubblicò anche da Mondadori, visse a Orcesco di Druogno).

 

Nel 1994, anche con il contributo delle “Edizioni Rosminiane” il periodico si è ulteriormente rinnovato, rendendo più intenso il dibattito culturale alle soglie del terzo millennio, onde recuperare una comunicazione alla luce della libertà  e nella speranza-utopia di un mondo diverso, più umano e ricco di valori intellettuali. Infatti, Microprovincia, grazie all’impegno del fondatore e direttore, ha continuato mossa da una volontà precisa per quanti credono alla cultura, ad essere anche ideale laboratorio.

 

Speriamo che Microprovincia continui, poiché in una società come la nostra, la cui politica sta dissacrando e dissipando i più alti valori della vita, esaltando il consumismo e il  pensiero telecomandato, nell’indifferenza di politici e intellettuali, ormai di regime, e nell’incapacità di saper ragionare con la propria testa, più che mai c’è bisogno di riviste militanti come questa di Franco Esposito, che con modesti finanziamenti ha saputo conservare una propria dignità etica e, nel contempo, affrontare scelte ideologiche, libere dai condizionamenti dei potenti mass media privati e statali (ormai privatizzati).

Giuseppe Possa



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permalink | inviato da pqlascintilla il 24/12/2010 alle 15:7 | Versione per la stampa
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