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arte
22 settembre 2015
Mostra GIULIO ADOBATI e MAX FERRARO
Spazio Museale (ex cinema) di Villadossola
Espongono GIULIO ADOBATI e MAX FERRARO
“La dimensione del nudo femminile:
Mito-psico-tecnologigo
dal 26 settembre al 4 ottobre 2015.

VILLADOSSOLA – Sabato 26 alle ore 17 sarà aperta la mostra, “La dimensione del nudo femminile: mito-psico-tecnologico”, di Giulio Adobati e Max Ferraro allo Spazio Museale (ex cinema di via Boldrini 1) di Villadossola, che sarà visitabile tutti i giorni fino al 4 ottobre (orari: 16-19 e 21-23; sabato e domenica anche dalle 10 alle 12). Si tratterà di un’esposizione molteplice e articolata, in cui coesistono miti, allegorie e visioni psichiche o tecnologiche, a seconda dei casi.  Dicono i due artisti: <<Prima di iniziare, ci siamo chiesti come potevamo rappresentare la dimensione del nudo e se ha ancora senso parlare della bellezza femminile che ha dominato nei secoli, ma soprattutto come rivisitarla in chiave contemporanea, restando, tuttavia, fedeli alla pittura a olio su tela>>. Così hanno composto una serie di quadri, in cui Adobati – pittore, scultore e docente di pittura all’Università della terza età di Domodossola - dipinge nudi classici, di stilizzazione geometrica, ma rappresentati con corpi di donne come “forme-oggetti pittorici consumistici”, a volte racchiusi in spazi a incastri, altre volte lo splendore delle forme fisiche è visto quale elemento di forza autonoma oppure come corrosione del tempo che passa o ancora come amara riflessione di mercificazione sensuale. Mentre da Ferraro - pittore per passione e musicista di professione - il corpo femminile è colto quale racconto e indagine del quotidiano <<come elemento vissuto in maniera introspettiva - afferma lui - e come analisi del rapporto tecnologico, che sempre condiziona la nostra vita di tutti i giorni>>. A tale proposito, significativa appare la sua opera “Bacio biomeccanico”, in cui una donna abbraccia un robot. Interessante un lavoro di Adobati, “Italia e Mediterraneo”, un’allegoria pop, che l’artista ha ideato per questa esposizione, in cui si scorge la bella Italia, mentre è contemplata da un Mediterraneo triste e inquieto per l’agitarsi dei pesci che le nuotano attorno.

Giuseppe Possa

(articolo pubblicato anche su Eco Risveglio Ossolano)

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