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30 ottobre 2017
Mauro Polli: "Pino l'Alpino" (Edizioni Landexplorer)

DOMODOSSOLA - Lasciata l’esperienza politica (è stato deputato nella XI e XIIb_polli_mauro_peloso.jpg legislatura), Mauro Polli, nato a Domodossola nel 1952, laureato in Amministrazione Industriale all’Università di Torino, ormai da alcuni anni è sulla via letteraria e propone, con una certa frequenza, volumi dedicati ai fumetti, dopo il libro auto-ironico “Non fate i polli! Vita da peones” (2012) sulla sua esperienza istituzionale a Montecitorio.  Ora ha pubblicato per le “Edizioni Landexplorer” (progetto editoriale di Samuel Piana),  “Pino l’Alpino”, un personaggio che l’ex parlamentare ossolano ha creato pensando a "L'alpino Giuseppe", da lui ideato sul finire degli anni Settanta (a suo tempo apparso su una ventina di numeri del giornale sezionale alpino “La Vetta”) e realizzato graficamente già allora da Alfredo Fantozzi, che da anni “traduce”, con un tratto segnico sinuoso e incisivo, le fantasie dell’autore.

Scrive Luca Ciurleo (che ha già curato le precedenti pubblicazioni vignettiste di Polli) nella prefazione: <<Un libro tutto da divorare, veloce, folgorante, pungente ed ironico (anche autoironico, caratteristica fondamentale di Mauro Polli), che scherza bonariamente sugli Alpini, evidenziando allo stesso tempo, l’importante ruolo sociale che ricoprono>>.

41dHlBC+cYL._SY378_BO1,204,203,200_Dunque, dopo il personaggio “Homo Pelosus”, nato negli anni del liceo scientifico, ecco “Pino l’Alpino”. E’ il caso, però, di fare un breve cenno sulle origini di questi protagonisti. Al Liceo Scientifico Rosmini di Domodossola, 50 anni fa, durante le lezioni, tre studenti, Mauro Polli, il creativo, Massimo Stringara, l’artista e Claudio Rossi, il brooker - scaldando i banchi e facendo prendere aria ai libri (come si diceva allora) - crearono L’Homo Pelosus, per svagarsi e far divertire i compagni. Ma a fine studi i tre  inventori l’abbandonarono e per qualche decennio giacque dimenticato nel cassetto. A rispolverarlo qualche anno dopo sarà proprio Polli, che si farà assecondare, nelle sue “follie” inventive, dai disegni di Alfredo Fantozzi. I due decidono di inserire il personaggio in un contesto “preistorico” e di farlo rivivere in striscia umoristica in 3 vignette sulla falsariga di noti fumetti, per intrattenere i lettori e farli ridere. Seguirà la “Femina pelosa” in “49 sfumature di rosa”, fino a questo “Pino l’Alpino(€ 9,99), fresco di stampa con la consueta verve comica di Polli.

L’inizio è già esilarante: l’autore, rivolgendosi a Pino, gli chiede “Hai avuto difficoltà a condividere questo libretto con l’Homo Pelosus?...” e lui risponde “… Un po’, perché i Pelosi non hanno il senso dell’umorismo… una barzelletta non basta che gliela spieghi… devi anche dargliela da studiare a casa!...”

E così via per 150 pagine, con l’ironia che  contraddistingue  Mauro, mettendo a nudo, senza screditare o profanare, difetti, vizi e virtù di un’associazione amata da tutti, come quella delle penne nere. Sono vignette di allegria alpina improvvisate o sapientemente cercate e studiate, non necessariamente riconoscibili nel contesto ossolano, perché allargate anche al territorio nazionale. Si tratta di freddure o paradossi con qualche commento frivolo, ma mai impertinente e, comunque, sempre in allegria; infatti, sfogliando queste vignette a strisce  ci si mette di buonumore sia per le immagini che per le battute spiritose. Una lettura piacevole per passare qualche ora lontana dagli assillanti problemi della vita familiare o lavorativa e dalla sempre più difficile esistenza quotidiana.

Giuseppe Possa

 


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permalink | inviato da pqlascintilla il 30/10/2017 alle 17:56 | Versione per la stampa
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