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1 gennaio 2018
Carlo Galli – Carlo Pessina: Comazzi Srl (dalle risaie ai laghi alle alpi in viaggio da cent’anni)

Oltre che a documentare, con suggestive immagini, la storia di una celebre Azienda di Autoservizi e della propria “ragnatela” di linee per corse giornaliere e per quelle di viaggi organizzati, il volume appare come un catalogo delle bellezze del Novarese e del Verbano Cusio Ossola, lungo le strade delle valli alpine, dei laghi e delle risaie percorse dai bus della Comazzi.

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<<La grande difficoltà per realizzare questo volume è stato far combaciare le mie esigenze con il poco tempo che poteva mettermi a disposizione l’imprenditore, poiché era sempre molto impegnato nello svolgimento del proprio lavoro e quindi difficilmente raggiungibile>>. A rivelarci questa confidenza è il noto fotografo Carlo Pessina, coordinatore editoriale e autore delle fotografie del corposo volume: <<Comazzi Srl galli 1 e 2(dalle risaie ai laghi alle alpi in viaggio da cent’anni)>>. L’imprenditore è Carlo Galli, terza generazione alla guida dell’Azienda di Autoservizi  Comazzi, di cui è presidente e amministratore, che questa pubblicazione, unitamente al figlio Nicolò, ha voluto fortemente col cuore per celebrare i cento anni, dal 1917 a oggi, dell’attività creata dalla sua famiglia: <<Ripercorrendo esordi, persone e itinerari che hanno riempito questi anni, che hanno dato anima e sostanza alle vicende aziendali, senso all’impegno profuso, significato alle vittorie, motivazioni nei momenti di difficoltà>>. Così afferma Galli - la cui Azienda ha sede a Borgomanero, con filiale a Domodossola e due partecipate al cinquanta per cento, la Società Trasporti Novaresi e l’Almatour di Verbania - per poi concludere: <<Ho pubblicato e dedicato questo libro alla mia famiglia e a tutti coloro che ci hanno accompagnato, alle persone e agli uomini di tutti i livelli professionali che hanno creato con il lavoro e il sacrificio i presupposti che ci hanno portato alla celebrazione di questi primi cento anni>>.

<<Per la verità>> aggiunge subito Pessina, <<in corso d’opera abbiamo scoperto - per merito di un ricercatore amico, Alberto Brugnoni, il quale ha trovato un documento a Domodossola nell’archivio comunale - che nel 1890, quindi trent’anni prima, tra gli svizzeri del Vallese che viaggiavano attraverso il Sempione con una diligenza a cavalli, c’erano anche i Fratelli Comazzi fu Giovanni, pertanto, già da tale data i Comazzi svolgevano servizio di pubblico trasporto da Domodossola a Briga>>.

Ma andiamo con ordine. Nella prefazione, Maurizio De Paoli scrive: <<Leggere questoformgalli 1 libro vuol dire iniziare un nuovo viaggio, idealmente uniti ai milioni di lavoratori, studenti, turisti che le vecchie corriere e i moderni pullman della Comazzi hanno portato e portano sul luogo di lavoro, di studio, di vacanza. Dentro e fuori i nostri confini>>. “I nostri confini”, in cui l’Azienda rende i suoi servizi al territorio, promuovendone anche lo splendido scenario, sono idealmente quelli della Provincia di Novara, da una ventina d’anni sdoppiatasi in due con la nascita della Provincia del Verbano Cusio Ossola.

Cinque sono gli autorevoli narratori di questo passato e della storia dei luoghi e delle bellezze sulle cui linee si svolge l’attività della Comazzi: Alfredo Papale che illustra la zona del borgomanerese (“Borgomanero Nini Pinot”); Dorino Tuniz quella del novarese carlo_galli_carlo_pessina(“Uomini, strade, pellegrini e merci sulle terre di Novara”); Vittorio Grassi ci racconta del Verbano (“Lago Maggiore, il Verbano”) e Lino Cerutti del Cusio (“Lago d’Orta, Cusio Comazzi”); l’Ossola è raccontata dalla penna di Enrico Rizzi (“Ossola, strade e corriere”). Nella postfazione (“Il regista di un istante”), in concreto un breve racconto, Andrea Dallapina, dopo aver scritto degli aneddoti di un autista, dà una pennellata ritratto del coordinatore editoriale e autore delle fotografie: <<E intanto Pessina, canuto e dall’aspetto altero, ascolta. Alto, slanciato, barba e capelli candidi, pelle abbronzata, il fotografo ha il phisique du role di chi potrebbe essere il grande maestro, una spocchiosa e ieratica via di mezzo tra Robbe-Grillet e Jodorowsky…>>.

E proprio con Carlo Pessina, che ne è l’autore principale, comincio a sfogliare questa bella pubblicazione per ammirarne le immagini e apprezzare lo sforzo finanziario affrontato dal proprietario, non solo a celebrazione della propria azienda, ma del territorio intero su cui opera nel trasporto pubblico di persone.

Il viaggio in un libro, il trasporto di persone dalle risaie ai monti passando per il lago. Carlo, perché ti ha entusiasmato fotograficamente questa richiesta di Carlo Galli, amministratore della Società Comazzi, per raccontare la storia dell’attività imprenditoriale della sua famiglia?

<<Ho accettato questo incarico editoriale e fotografico perché avevo le idee ben chiare su cosa si poteva realizzare e perché, parlandone col committente, ho percepito subito che avevamo gli stessi gusti. Le idee che avevo sono quelle che abbiamo realizzato: illustrare il territorio con le sue meraviglie dal novarese, attraverso i nostri laghi, fino al Monte Rosa … e pure al Cervino, perché lavorano anche con Zermatt. Ho poi verificato che il cliente, oltre il noleggio dei bus per i vari eventi, trasporti pubblici di persone, possiede una ragnatela di linee percorse dalla Comazzi con i mezzi adatti ai tipi di percorsi e adeguati alla larghezza delle strade e delle viabilità>>.

Come è nato il progetto e poi la “regia” per la scelta dei luoghi e le pose o le improvvisazioni degli scatti fotografici?

<<Ecco, è nata dall’idea di fotografare, nei punti strategici del territorio, parchi e riserve, sacri monti, santuari, castelli, simboli dei più importanti paesi, con la presenza dei Bus. Abbiamo quindi seguito gli itinerari delle linee gestite dalla Società, portando i mezzi nei sempione compunti strategici delle località più caratteristiche, nel cuore dei paesi, nel centro delle città, nelle piazze o accanto alle chiese e in ambienti suggestivi della natura, come le cascate del Toce o creati dall’uomo, come la Galleria del Sempione o anche altre opere del Sempione, perché gli svizzeri si sono molto impegnati a questa realizzazione. Oltre a essere un libro che documenta la storia della società e della famiglia, è in sostanza un catalogo delle meraviglie dei nostri luoghi. Mai nessun privato ha dato alle stampe una pubblicazione così completa sulle due province, superando quello che è il campanilismo delle nostre zone. Ovviamente, abbiamo messo in luce, in primo luogo, la ricchezza documentale della “flotta” storica e in uso della Comazzi. In definitiva, comunque, mi ha affascinato anche questa lungimiranza e passione per il territorio di Carlo Galli>>.

Racconta qualche episodio particolare accaduto durante la preparazione di questo lungo lavoro.

<<Sono veramente troppi da sintetizzare in una breve intervista. Per esempio, nella clausuraortaclausura dell’isola San Giulio, per realizzare le pagine dedicate all’isola e alle benedettine - pagine che mi stanno molto a cuore, perché nella clausura ho potuto fotografare le novizie e dal loro convento ho scattato istantanee esclusive dei panorami in vista - la suora addetta si è messa i pantaloni e mi ha accompagnato sui tetti per fotografare gli esterni, naturalmente con il permesso della Superiora. O ancora, dalla piazza di Orta l’autista non riusciva più a uscire col pullman e ha dovuto procedere a gran fatica in retromarcia, ma ce ne sono tanti altri, dietro ogni foto c’è una storia e sull’insieme degli episodi si potrebbe scrivere un libro>>.

Parlaci dei momenti e delle giornate trascorse coi proprietari e coi dirigenti della Comazzi, ma anche con gli autisti e il personale dell’Azienda.

<<E’ stata una bella esperienza. Il proprietario, difficilmente raggiungibile, ha dedicato del autistadonnasuo prezioso tempo e lo ha speso per fare una cosa molto bella, raggruppando tutta la flotta, togliendola momentaneamente dalle linee, rimuovendo molti mezzi di servizio e spostandoli dalla sede di Domodossola e viceversa. Con il personale è stato un piacevole incontro, tutti hanno contribuito, dando la loro paziente collaborazione, dagli autisti, agli impiegati, dai meccanici a tutti gli altri dipendenti. Ti voglio far notare che hanno anche una donna autista, Lorenza, che abbiamo voluto fotografare quale rappresentante femminile>>.

Ci sono stati tuoi scatti che avresti inserito e per una qualche ragione sono stati esclusi? Non dico sui pullman e sulle corriere, ma per esempio noto in molte officine poster di donne nude accanto a santi o altri simboli religiosi e qui, al contrario, non ne vedo.

<<C’è una foto non passata. Infatti, non è stata pubblicata l’istantanea di un’officina con un poster di papa Francesco che sorride in mezzo a quelli di nudi femminili.  Abbiamo pensato che bastava il racconto dell’uccello del prete, rievocato nello scritto del Rizzi, che rischiava di saltare perché in inglese non riuscivano a tradurre in modo significativo “il menare e rimenare l’uccello del prete”, ma poi sono stati trovati i termini appropriati che recuperassero l’ironia del doppio senso. Il racconto è riportato a pag. 199 (<<Tra le infinitenovara pessina cose che i valligiani spedivano con la corriera, la più curiosa forse furono le vipere dirette all’Istituto Sieroterapico Milanese o gli uccelli destinati a essere impagliati, affidati all’autista della corriera dal parroco–viperaio di Croveo, don Amedeo Ruscetta. Per questi trasporti l’autista percepiva un piccolo compenso. Un giorno don Ruscetta consegnò alla corriera un’aquila perché fosse imbalsamata. Quando l’uccello tornò in Valle impagliato, l’autista fece consegnare al vecchio prete, su di un biglietto di quaderno, la sua nota-spese, dove aveva scritto: “Per avere menato e rimenato l’uccello del prete di Croveo: Lire 20>>). La storiella naturalmente fece il giro della valle, dove ancora oggi qualcuno la ricorda>>.                     

Sei soddisfatto dell’opera?

<<Puoi ben dirlo. Anche perché se la Comazzi festeggia il secolo di attività con questo volume, io realizzo il centesimo libro dedicato al mio lavoro fotografico. Mi ha, comunque, affascinato, come già ti ho detto, questa lungimiranza e passione per il territorio di Carlo Galli, tant’è che questa pubblicazione potrebbe essere anche considerata un catalogo di turismo, tra le valli alpine, le pianure e le strade lungo i laghi, percorse dai pullman. Infine, ho potuto lavorare su più fronti. Tieni presente che le immagini sono state prese da terra o dall’alto, da aerei, elicotteri e droni, nelle tre stagioni fotografiche più espressive coi colori primaverili, autunnali, invernali, quella estiva appare, per cromie, con meno valori>>.

Ci sono anche fotografie del passato, dev’essere stata sicuramente una ricerca impegnativa: come hai operato, a chi ti sei appoggiato, quali archivi hai visionato?

<<Molte di queste immagini, appartengono all’archivio della mia famiglia e la loro ricerca iconografica è stata eseguita da mia figlia Lara. Ci sono istantanee che oggi non sono più stresa galli 2ritrovabili: per esempio i Sabbioni in Val Formazza, un tempo con ghiacciaio, oggi appaiono come una spiaggia; certi ponti storici non esistono più a causa di alluvioni o di incuria; i sassi al passo di Premia sono spariti, anzi sono stati eliminati per essere utilizzati come pietra, questa è una foto che ho scattato da ragazzo; enormi massi, raffigurati in passato in diverse stampe, sono rarità che non esistono più ma che sono qui riportate, così come le mondine, i lavoratori con carretti e animali che oggi sono scomparsi o, ancora, vedute di frazioni e villaggi, fino a pochi anni fa abitati, ora in pratica sono disabitati o addirittura diroccati; alcune baite caratteristiche, che potrebbero avere un valore documentale, sono state rimosse o rimesse a nuovo. Infine, le ricerche storiche sulle corriere del passato sono state recuperate da raccolte fotografiche di privati, dal nostro archivio e soprattutto da quello della società. La ricchezza della documentazione della “flotta” storica e in uso, è stata, quindi, ben rappresentata>>.

Quest’opera monumentale dove può essere visionata, dal momento che è fuori commercio?

<<Ne sono state tirate 1600 copie, stampate da Saccardo di Ornavasso e inserite in un elegante cofanetto; i testi sono stati tradotti anche in inglese dallo Studio STR di Trento. Con un’auto, messa a disposizione dall’Azienda e guidata dal controllore Corrado Gamba, siamo andati a consegnarla di persona in posti mirati. A oggi, sono state distribuite ai 164 Comuni del Novarese e del VCO; a tutte le scuole medie e superiori, pubbliche e private, oltre alle Università locali e alle biblioteche; molte sono andate a enti, ospedali, cliniche, grandi alberghi e ristoranti, alle sezioni del Cai Est Monterosa, alle sedi dei Club di Golf e quindi sono finite nelle loro biblioteche o sale di letture; molte copie le abbiamo lasciate a giornali, radio, TV e altri organi d’informazione. Naturalmente, il libro è stato donato anche a tutti i dipendenti e collaboratori della Comazzi>>.

Certo, questo foto-libro non è insolito, come celebrazione e storia di un’azienda impegnata in un servizio così importante, ma è unico nell’espressione fotografica che ne celebri nel contempo un territorio vasto come le province di Novara e del VCO: stupendo e unico, per le bellezze naturali e per le opere dell’uomo, che vanno da quellegranigapess paesaggistiche a quelle artistiche e costruttive. E questo merito va in primo luogo a Carlo Galli - nato a Novara nel 1954, residente a Domodossola con la moglie Lucilla e il figlio Nicolò sposato con Alessandra - imprenditore di vasta lungimiranza che ha avuto l’idea di pubblicare questo grande volume illustrato “Dalle risaie ai laghi alle alpi”, un vasto itinerario d’immagini, oltre settecento, per festeggiare i cento anni (più i 30 “ritrovati” grazie alla testimonianza accennata prima) di attività di famiglia fin dai propri albori, da lui e dai suoi congiunti magistralmente proseguita e ampliata, ma anche come omaggio agli angoli pittoreschi e d’incanto, promuovendo gli splendi scenari lungo cui si snodano le diverse linee percorse dai bus aziendali. Poi, per aver scelto a coordinare quest’opera un maestro della fotografia, che di quest’arte ha fatto la sua lunga professione: Carlo Pessina, nato a Domodossola nel 1939, dove risiede e opera dal 1955. Nel corso degli anni ha creato un archivio immenso di immagini in bianco-nero, a colori e poi in digitale. Ha collaborato a riviste, giornali ed Enti; ha ottenuto premi e riconoscimenti. Pessina, inoltre, per dare maggiore impulso e professionalità, con riprese più incisive e uniche, alla sua arte fotografica, nel 1972 ha conseguito il brevetto di pilota Aviazione Italiana.

Giuseppe Possa

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Carlo Pessina e Giuseppe Possa




permalink | inviato da pqlascintilla il 1/1/2018 alle 17:36 | Versione per la stampa
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