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letteratura
5 febbraio 2018
Adriana Pedicini: “I luoghi della memoria”

<<Le storie di questa raccolta sono legate da un motivo conduttore, enunciato dal sottotitolo: “Racconti sul filo della memoria”, che suona come una dichiarazione d’amore per il passato, per quel tempo perduto che “srotola all’indietro riportandoci in un baleno a ciò che eravamo” ma che trova nella cultura locale, sempre radicata nei costumi, una continuità nel presente>>. Così dichiara, tra l’altro, Adriana Pedicini nella prefazione e con questo viatico ho iniziato a leggere il libro, ben scritto con una prosa forbita, sciolta e scorrevole, dal tocco lirico. L’autrice, del resto, è stata docente di lettere classiche nei Licei e squisita creatrice di versi armoniosi, intensi e commoventi, che ha pubblicato in alcune sillogi. Ed è come poetessa che l’ho conosciuta al Concorso Letterario Bognanco Terme, a cui ha partecipato nel 2014, ottenendo il primo premio. Fu in quell’occasione che mi chiese se volevo preparale una prefazione per la raccolta di poesie, “Sazia di luce”, che stava per dare alle stampe.

http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it/2013/09/15/adriana_pedicini_sazia_di_luce.html

Ora Adriana Pedicini, in questo bel volume di racconti, che esce per i tipi delle “Edizioni Il Foglio”, con un acquarello in copertina di Angela Argentino, raccoglie e offre al lettore, con indubbia sagacia e inequivocabile senso narrativo, tra memoria, ricordi familiari e un pizzico d’inventiva, personaggi reali, storie vere e spunti autobiografici. Con cuore amico e con sapiente stile, ella riavvolge il tempo passato come in un film, descrivendolo umanamente, con grande efficacia e realismo, addentrandosi spesso in condizioni sociali umili, semplici, ma d’universale portata.

In un incrocio di rievocazioni nostalgiche e passioni o in un insieme d’intrecci, di situazioni e relazioni diverse, la scrittrice ramifica la propria memoria in una pluralità di sguardi sui luoghi in cui ha trascorso l’infanzia.  Ambientazioni e protagonisti sono narrati oltrepassando i confini e i contesti locali, perché il tutto pare collocato in una posizione di ricerca ideale, oltre il paese e la propria tradizione. Infatti, anche i lettori possono assaporare con partecipazione questi squarci di lampi emozionali, rispolverati in pagine genuine che finiscono per farsi testimonianza collettiva di sentimenti o di fantasie e sogni che cercano sbocchi nel futuro. Si parla, inoltre, di solitudine, di dolori, di riti tra il magico e il religioso; di episodi d’intolleranza, di speranze o di angosce; di emarginazione cupa che si prende la scena; d’amore pure, che nella rievocazione appare poetico o struggente. Ecco qualche titolo: “Sapore d’infanzia”, “Teresina”, “Frammento d’amore”, “La nomade”, “La forza di vivere”.Nella seconda parte, i racconti di Adriana Pedicini diventano più emotivi e coinvolgenti, anche perché sono implicati in eventi o “mali oscuri” che minano le radici della vita. A volte, sono descritte pure situazioni psicologiche o malattie, che portano a meditare sul significato della vita e sul valore di tante piccole cose che in certi momenti estremi possono confortare, dare gioia e forza per guarire o per affrontare con determinazione ciò che ci riserva il futuro. Di certo, ognuno dalla lettura del libro può trarre i propri messaggi e le proprie considerazioni, perché da queste pagine traspaiono cultura e passione, ma soprattutto c’è molto su cui riflettere.

Giuseppe Possa




permalink | inviato da pqlascintilla il 5/2/2018 alle 13:44 | Versione per la stampa
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