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arte
30 novembre 2018
Sandra Marzorati: pittrice e poetessa “nel fondo del cuore”


Da anni conosco la pittrice Sandra Marzorati e in più occasioni ho ammirato le sue opere in mostremarzorati 8 personali o collettive. Non sapevo, però, che scrivesse anche poesie. Infatti, incontrandola di recente, mi ha fatto dono della sua raccolta di liriche fresca di stampa: “Nel fondo del cuore(I.R.D.A. Edizioni, Martina Franca - pag. 60 - € 10). Nella prefazione, Francesco Luca Santo scrive: “I versi sono accennati, sussurrati, sono perle di saggezza e amore. Non c’è sbavatura nello stile, non c’è contraddizione, tutto è, perché è il talento a crearlo”.

L’autrice, appunto, sa recepire ogni sollecitazione, ogni sfumatura del mondo che le sta attorno, e riesce a cogliere con la propria interiorità i versi che si piegano a un canone di sonorità e di bellezza. Ecco che allora le sue liriche scorrevoli non lasciano spazio a parole forbite, ma con efficacia Sandra sa trasmettere le proprie emozioni: <Calpestando l’asfalto/ nel respiro ignorare/ l’affanno dei passi// per non sfiorare, nella folla intorno,/ l’umanità delusa// Derisione, senza pudore,/ di noi che non vediamo/ dove siamo> (da “Fuga”).

Ci sono poi immagini frutto di un’attitudine pittorica che si mescolano a quelle di un vissuto interiore di riflessioni, nate quando: <Nel soffio freddo/ sibilava il silenzio/ solitudine ottusa/ come una lama vuota.// Prigioniera una speranza/ senza appigli sgocciolava/ il tempo senza storia/ immobile, perso>.

marzorati 6Tuttavia mi pare, ‘nel fondo del cuore’, che sia l’amore il leimotiv di queste composizioni brevi e delicate, perché come sostiene Sandra: <<Nella coscienza di sé, in armonia con l’universo, il dono dell’inaspettato emerge, misteriosamente>>. L’amore, infatti, è un bisogno, una necessità; un sentimento che trasforma, che rende il mondo più bello di quanto abbiamo sempre sognato, anche se poi svanisce nel nulla come un’illusione: <Ti riconobbi subito/ ti accolsi con un grido/ tramutasti in gemiti/ la mia attesa,/ in un vuoto, senza appigli,/ il caldo impulso dell’amore./ Persa guardo oltre il limite/ un sole che non brucia>.

Per ricordare che Sandra è anche pittrice e, dopo qualche accenno biografico,  per poi parlare di lei in tale veste, riporto questi suoi versi: <Le tele ammucchiate,/ in fila, lungo la parete/ stanno in silenzio/ getti di colore e sagome nere/ dagli inconsapevoli destini>.

 Sandra Marzorati è nata a Milano, dove ha conseguito il diploma al Liceo Artisticomarzorati 2 “Beato Angelico” e in seguito la laurea in Architettura al “Politecnico”. Dopo aver insegnato alcuni anni disegno e storia dell’arte alle superiori, decide di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione pittorica. Dipinge da sempre, ma espone solo verso la fine degli anni Ottanta, con una serie di mostre in diverse città italiane. Risale al 1996 il primo approccio con le installazioni che la porterà anche verso una scultura minimalista fatta di forme assemblate. In seguito, la sua pittura, dal tocco spatolato e dal cromatismo materico, diventa la ricerca delle “città che si destrutturano” nel fluire magmatico del tempo. È del 2006 la prima opera presentata alla Permanente di Milano, nella rassegna dei soci “Ventipiucento”. Seguono altre sue esposizioni: l’istallazione “Il raccolto” all’Umanitaria per “Arte da Mangiare”, una personale al cinema Apollo di Milano e un’antologica al marzorati 3.jpgCircolo Filologico Milanese. Nel febbraio del 2011 una sua opera è in mostra al Museo Nazionale di Belgrado, selezionata per un’asta, con artisti internazionali, tra essi Mimmo Paladino, Sandro Chia, Ana Adamovic. Ha poi allestito personali, tra le altre a Venezia, Roma, Innbruck e Milano (nella storica “Galleria degli Artisti”). Di recente è entrata a far parte del movimento internazionale “Neutral-ism” di Francesco Perilli. Sandra, inoltre, integra la sua attività occupandosi di ricerche e approfondimenti legati alla storia dell’arte; scrive racconti, poesie e collabora con rubriche o inserti culturali a vari periodici.

La mostra in cui Sandra Marzorati arriva a una visione delle “città che si destrutturano”marzorati 12 (il suo ciclo di opere più significativo) è quella proposta nel 2013 al “Museo della Permanente” di Milano “Anime, volti e città destrutturate”, presentata da Mario Quadraroli. In queste opere, alcune solari altre un po’ inquietanti, l’autrice dipinge megalopoli apocalittiche che si disfano in altri assesti di spazi e luci, riciclandosi poi in una diversa energia cosmica. Scrive Massimiliano Porro: “La sua Città Cosmica conserva il sapore antico delle architetture classiche, tra cielo e terra, mentre riverbera uno specchio d’acqua a ricordare la laguna, origine di Vita. Uno spazio costruito da pennellate anche ruvide ma dense di desideri, paure, sentimenti roboanti”. In effetti, nei nostri agglomerati urbani si vive accatastati tra mura di cemento, in una malinconica solitudine che spesso si trasforma in una strisciante e permanente depressione.

marzorati 7.jpgDepurate dalle scorie della rappresentazione, le sue tele paiono geometriche astrazioni, con un centro dentro uno sfondo informale e su queste aree pittoriche si adagiano un colore materico e forme metafisiche con una spinta segnica dinamica. Da simili immagini spesso raggianti, con nette campiture cromatiche, pare di scorgere un mondo dentro un vortice in equilibrio oltre il caos e oltre il nostro tempo spazio, dove gli esseri umani, per altro assenti, sembrano apparire negli intrecci fitti e nel luccichio sfavillante dei campi gravitazionali che le attraversano. <La bellezza salverà il mondo> da <una nuova Babele>? Si chiede l’artista.

A questo punto viene da considerare una Sandra Marzorati che concentra sulle tele valori interiori emotivi, i valori della sua poesia che <cresce dentro l’anima [come] un piccolo fiore… a sorpresa>.

Giuseppe Possa

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permalink | inviato da pqlascintilla il 30/11/2018 alle 15:56 | Versione per la stampa
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