.
Annunci online

Blog di cultura - critica - arte - recensioni
arte
25 febbraio 2019
Licia Fusai: “Sapori su tela”

(di Giuseppe Possa)

Un’artista milanese che attraverso i suoi quadri, insoliti e intriganti, esalta tutti gli elementi, o ancora meglio gli “alimenti”, che copiosa la Natura offre.

Il ristorante Bianca di Milano, in via Panizza 10, un locale candido, rilassante,img_e94231.jpg dall’atmosfera calda e accogliente, nato dalla passione per la cucina, ha ospitato una mostra interessante di Licia Fusai, “Sapori su tela”, che ben era intonata con l’ambiente. L’artista milanese (ma lei prima che artista preferisce definirsi “trasformatrice di materie”) con i suoi quadri, insoliti e intriganti, esalta tutti gli elementi, o ancora meglio gli “alimenti”, che copiosa la Natura offre. Le sue opere sulle pareti mi si sono presentate davanti come se scorressero attorno a me su un “carrello”, quali portate di stuzzicanti materie prime per piatti prelibati, di forza attraente, che alimentano gioia, danno speranza, invitano a nutrirsi con un’alimentazione salutare. Un piacere per gli occhi, una fonte di “benessere”, perché le creazioni di Licia sono eseguite con i medesimi ingredienti che si usano generalmente per preparare o dare sapore e colore alle ricette di cucina.

Sono lavori unici su tele, cartoni riciclati o compensati, in cui l’autrice pone, mischiandoli, cereali, sementi diverse, chicchi di caffè, spezie, senape, chiodi di garofano, bacche, frutti di bosco, piccole foglioline, fili d’erba, petali o un’infinità di altri prodotti  della terra, mischiati e tenuti insieme da resine bianche su sfondi scuri, e li stende con le mani (raramente aiutandosi con spatole), facendo scorrere le dita sui supporti come in una danza dagli intensi ritmi musicali. Ogni opera è irripetibile, perché la forma è stata modellata davanti agli occhi dell’ideatrice come per magia, con tonalità basse e profonde, dove qua e là spuntano rossi, gialli, blu o altri cromatismi che brillano improvvisi, creando movimenti di forme misteriose che affascinano.

IMG_E9420[1]La predisposizione alla manualità, Licia la possedeva già a scuola nelle attività creative, alle quali si dedicava con passione, ma poi ha intrapreso un percorso lavorativo del tutto diverso che l’ha portata a collaborare con studi di architettura e importanti brand di moda. Fin da giovane si è dedicata al “benessere” del corpo e dello spirito interessandosi di macrobiotica e di pratiche orientali.  Sposata, due figlie, ha trovato nella famiglia la forza per superare le conseguenze di un incidente automobilistico che nel 2001 l’ha tenuta ferma per parecchi mesi, permettendole di interrogarsi più a fondo sul forte legame che unisce l’uomo alla natura e all’alimentazione: da qui, meditando e applicandosi, è scaturita questa nuova esperienza artistica: <<mi sono avvicinata così ai rimedi della naturopatia>> come ora afferma, <<iniziando un percorso personale che ha trovato compimento in questa mia forma espressiva, che ritengo un cammino terapeutico. Per me l’arte è diventata la conseguenza necessaria del desiderio di condividere emozioni>>.

Rivendicando l'autonomia del gesto come procedimento che libera l'inconscio e consente all'arte di non essere più il fine, bensì il mezzo con il quale si sprigiona una diversa img_e94251.jpginventiva, che sale dal profondo con straordinaria intensità, Licia si è mossa oltre l'inerzia del ripetitivo, per attuare un processo creativo che si esprime secondo modalità impreviste, sottoposte a regole imponderabili, le quali le hanno portato in superficie emozioni del sé profondo. Lavori informali, di astrattismo geometrico, con rudimenti figurali, sono i suoi; “inni” gioiosi, quali doveroso omaggio alla Natura capace di ispirarla in continuazione con le sue molteplici varietà di forme e cromie, nate, come afferma lei stessa: <<dal desiderio di esaltare, anche da un punto di vista estetico, tutti gli elementi che contribuiscono a dare sapore ai nostri cibi… così il rosa del sale dell’Himalaya, il nero o il verde del pepe, il grigio o il beige dei semi, il rosso della paprica o del peperoncino, il giallo dello zafferano si trasferiscono  sulla tela per dar vita a quadri fantasiosi e creativi che ci avvicinano in parte alla natura che per prima li ha creati>>.

Non ci sono speculazioni di tipo concettuale o filosofico nelle sue composizioni ludiche, ma la ricerca del bello, di un sentire interiore, dove tutto è ricondotto all’istinto primordiale dell’essere vivente, ovvero il cibo. Ed è proprio da qui che scaturisce la forza comunicativa delle opere di Licia, le quali mutano il loro valore convenzionale per assumere una nuova energia, una forza magnetica che diviene un coacervo di concetti, pensieri, sensazioni e soprattutto speranza di vedere il mondo vegetale, animale e la nostra società in armonia. E’, quindi, un invito a tutti, il suo, affinché si diventi più coscienti nell’utilizzare le potenzialità della natura, cercando di capire che non si deve distruggere il nostro pianeta ma rispettarlo e soprattutto che occorre vivere in felicità e non in tristezza.

Per concludere, voglio anche esprimere un giudizio critico sulle opere, al di là di ogniIMG_E9439[1] considerazione precedente. Senza supporto di alcun disegno prestabilito, lasciandosi però sospingere unicamente dall’istintualità del gesto rappresentato da una percezione soggettiva, Licia Fusai compone le sue creazioni con l’ispirazione dell’inconscio e con lo spirito dei sentimenti più reconditi, stendendo elementi naturali su un’improvvisazione geometrica e cromatica che si riflette, poi, sulla forza evocativa di un movimento in continua evoluzione, fino alla realizzazione definitiva. È un’arte gestuale estemporanea, ma che evidenzia una stesura emozionale, la quale riflette un’informale non completamente astratto dalla possibilità di forme e figure casuali (come capita d’intravvedere tra le nuvole), in un plastico intensificarsi dei colori dai toni metafisici. L’autrice s’immerge completamente nel suo fare e diventa lei stessa parte dell’opera, quasi in un cercato incontro tra l’essere e la natura.

Ogni composizione risulta lirica, con combinazioni cromatiche solide, convincenti e compatte, rivelandosi altresì, con misurato senso tattile, nella giusta tonalità di accostamento e nella purezza del personale stile espressivo. L’arte di Licia è un chiaro messaggio che esce dirompente dal suo animo, segno di una grande forza interiore. I suoi quadri sono poesie in cui specchiarsi per ritrovare noi stessi nell’armonia della natura: è un vero e proprio omaggio alla terra che ci dona sapori preziosi, dei quali talvolta non conosciamo l’esistenza.

Giuseppe Possa

IMG_E9442[1]

G. Possa e L. Fusai
sfoglia
gennaio        marzo

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 2244149 volte

 pq la scintilla

Perché questo blog?

giuseppe possa

è nato a Domodossola nel 1950. Residente a Villadossola (VB), lavora a Milano in un’importante casa editrice. ...

continua >>

§

giorgio quaglia

è nato a Domodossola nel 1952, ha pubblicato... 

continua >>