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31 maggio 2019
“Boschi dipinti”: mostra di MARIO PASQUALINI a Domodossola
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L’esposizione delle sue fotografie è visitabile allo Studio Quadra di Domodossola (via Marconi 26) fino a fine agosto (orari d’ufficio: da lunedì a venerdì: 8.45 - 12.45 e 15.00 - 18.45; sabato: 8.45 - 12.45). I suoi sono boschi incantati con immagini dal taglio per lo più verticale, realizzate con la tecnica del mosso intenzionale, ottenuto facendo oscillare la fotocamera durante il tempo di posa, così da ottenere l’effetto del movimento. Ne parliamo con la professoressa Anna Brambati.

La mostra di Mario Pasqualini è stata inaugurata a metà maggio, dalla prof.ssa Anna Brambati. Con questi scatti il fotografo di Villadossola vuol far “vivere” i suoi “boschi dipinti” cogliendoli in scorci o spazi emozionanti, in particolarità atmosferiche, utilizzando intuizioni personali, ma muovendo il mezzo fotografico verticalmente, ma anche orizzontalmente, in modo intenzionale così da ottenere un effetto di movimento della natura. Alla presentatrice abbiamo posto alcune domande.

Prof.ssa Brambati, ci parli innanzi tutto dell’autore.

<<Mario Pasqualini è un fotografo-artista “ossolano” - nato nel 1947 a Milano, vive e operaPB173978web a Villadossola (VB) - che si è fatto notare sulla scena artistica grazie alle numerose mostre personali e collettive e alla partecipazione a vari concorsi, nei quali ha spesso vinto o ha comunque ottenuto risultati eccellenti classificandosi ai primi posti, anche in concorsi di carattere internazionale. E ci spieghiamo chiaramente questo “primato”, perché le sue fotografie sono davvero belle: di altissima qualità tecnica, e soprattutto di grande impatto emotivo>>.

Quali sono le sue qualità.  

<<Gli scatti di Mario esprimono sempre il suo mondo interiore sognante, poetico, affascinato, proprio di colui che sa guardare la realtà con occhi stupiti che cercano una nuova prospettiva, un punto di vista diverso dal comune, perché Mario sente che dietro l’apparenza del reale si cela qualcosa di più profondo. Proprio quest’ultimo significato intrinseco diventa il vero protagonista delle opere dell’artista, il quale si avvicina ai suoi soggetti “in punta di piedi”, con il massimo rispetto, come un osservatore incuriosito che scopre la novità, la freschezza che comunicano anche gli oggetti più semplici e che noi, con uno sguardo superficiale, talvolta diamo “per scontati”>>.

Che invece Mario Pasqualini ben coglie nei suoi lavori, sia in quelli passati, più classici, sia in quelli recenti, più moderni.

P6036356web<<Infatti l’artista, ha sviluppato presto la passione per la fotografia e inizialmente ha realizzato immagini di tipo classico, ispirate alla natura. Troviamo allora stupendi primi piani di fiori di campo (crocus, mughetti, narcisi, genziane…), paesaggi dall’ariosa profondità e di grande nitidezza colti in diversi momenti dell’anno (penso alle immagini di Devero, Veglia, Sempione, del fiume Toce…), animali (dai gatti domestici o randagi alle marmotte e agli stambecchi montani). Già questi primi soggetti naturalistici sono indagati da Mario con grande delicatezza e attenzione, che si manifestano nella resa formale attraverso la cura della composizione spaziale, delle luci, del taglio della scena: tutta questa perizia determina un ottimo equilibrio compositivo>>.

Questo per quanto riguarda il passato, mentre oggi?

<<La passione che lo animava all’inizio del percorso artistico non è mai venuta meno, tanto che il fotografo ha voluto cimentarsi con tecniche diverse e nuove idee, allontanandosi un po’ dalla maniera tradizionale per sperimentare una fotografia maggiormente “personale”, in cui l’elemento visivo viene interpretato in modo più soggettivo. È possibile che su questa “nuova maniera” abbia influito anche l’esperienza pittorica, a cui l’artista si è dedicato per alcuni anni. In particolare, le fotografie esposte allo Studio Quadra mostrano i risultati ai quali Pasqualini è pervenuto, e sono esiti di alta qualità e grande capacità comunicativa>>.

Prof.ssa Brambati, qui troviamo una grande varietà di immagini. Ci può evidenziare le caratteristiche principali?

<<Come può notare, ci sono elementi in primo piano, come tronchi d’albero singoli o in gruppo che campiscono lo spazio centrale dell’opera; taluni sono animati da un impeto dinamico e sembra che ci vengano incontro correndo, staccandosi da uno sfondo autunnale dai toni marroni e verdi. Scopriamo stradine e gallerie di alberi dalla chioma verde, simili a tunnel che immettono l’osservatore verso qualcosa di misterioso: siamo guidati dalle linee compositive in direzione del fondo dell’immagine, quasi alla ricerca di un segreto (il sentiero ci conduce lontano e noi non sappiamo cosa ci sarà oltre l’ultimo albero o dietro la curva…); il corso di un fiume riflette la natura circostante definendo una cornice arborea alle sue acque. È una cornice morbida e vibrante che attira lo sguardo incantato e oscillante dell’osservatore tra acqua e cielo>>.

Noto che in alcune fotografie il mosso intenzionale è più intenso.

<<Esatto, allora, pur intuendo la forma, la nostra mente è portata a dimenticarla per unPA193186web attimo: ci concentriamo di più sulle macchie cromatiche per lasciarci trasportare in un’atmosfera di sogno, dove tutto può accadere. In altri casi, le chiome pendenti degli alberi ci ricordano i filamenti colorati dei fuochi d’artificio: spettacolari fontanelle luminose, che dopo l’esplosione ridiscendono verso terra. Infine, merita attenzione la foto di locandina: bellissima! La fotocamera questa volta si è mossa in obliquo generando un effetto pittorico, come se si trattasse di pennellate che vanno dal basso verso l’alto e da sinistra a destra. Da un tappeto in primo piano di morbida erba secca prendono vita le forme di alcuni alberi, tra cui un sempreverde e una pianta dalla chioma ingiallita dall’autunno>>.

Emerge anche, mi pare, la conoscenza che Mario ha del mondo della pittura?

<<In lui, la lezione dei maestri impressionisti si fa sentire nella capacità di cogliere il momento, nella brillante luminosità, nella vibrante resa dei soggetti e nel lieve disfacimento dei contorni. Bianchi, verdi, grigi, gialli, azzurri nelle loro diverse gradazioni animano questa fotografia che propone un sereno paesaggio, percepito dal fotografo poeticamente, per comunicare quel senso di calore e armonia che si può provare passeggiando in un bosco in una tiepida giornata autunnale>>.

La prof.ssa Anna Brambati ci invita, per concludere, a lasciarci allora guidare dalle immagini di suggestiva bellezza del fotografo Mario Pasqualini, chiudendo per un momento fuori dalla porta i rumori del quotidiano ed entrare nel suo mondo incantato, dove forme, luci e colori vibranti ci sapranno emozionare.

(a cura di Giuseppe Possa)

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(foto Carlo Pasquali) - Pasquale Natale (St. Quadra), Anna Brambati, Mario Pasqualini



permalink | inviato da pqlascintilla il 31/5/2019 alle 14:10 | Versione per la stampa
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