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24 novembre 2019
Un libro di Pier Franco Midali per celebrare i 10 anni del Parco Valle Antrona

Locandina decennale Parco Valle Antrona definitiva (FILEminimizer)Nel contesto delle opere paesaggistiche di Ugo Pavesi (un’esaustiva antologica con molti quadri di grande formato che illustrano le bellezze delle nostre valli), al Teatro La Fabbrica di Villadossola, Sabato 30 novembre 2019, alle ore 20.30, si terrà una serata celebrativa del decennale d’istituzione del Parco Naturale della Valle Antrona con il Laboratorio Corale Cantar Storie diretto dal maestro Luca Bonavia e un incontro con i promotori dell'idea, moderato dal giornalista RAI Maurizio Menicucci. Durante questo evento, a cura dei Comuni di Antrona e di Borgomezzavalle, sarà presentato la pubblicazione di Pier Franco Midali. Nell’intervista che segue, si parla con l’autore dell’argomento Parco.

Innanzitutto, Midali, perché un libro sul Parco Naturale della Valle Antrona?

<<Sono passati dieci anni dall’istituzione dell’area protetta della Valle Antrona (La legge regionale 33 che istituì l’area protetta è del 22 dicembre 2009).  Essendo stato tra i promotori di quell’idea, mi è sembrato doveroso offrire un omaggio al territorio in cui risiedo. Una zona affascinante che può e deve credere nel suo rilancio turistico.  Le incontaminate bellezze naturali, tra l’altro ben documentate nel testo, altro non sono che un prezioso biglietto da visita per turisti e visitatori>>.

Quindi vuoi dire che l’area protetta della Valle è stata pensata per tutelare le bellezze naturali, affinché possano diventare attrattiva turistica e moderno volano per il rilancio economico?

<<Certo. Perché l’Antrona è una valle magica, non solo per i paesaggi incantati che sa offrire, ma anche per l’eco che risuona tra le sue valli, i suoi alpeggi e i suoi centri storici. Un’eco che racconta storie antiche, tramandate da secoli, che affascinano e catturano il visitatore>>.

Nella serata a “La Fabbrica” di Villadossola del 30 novembre traspariranno questi ricordi, insieme al racconto delle circostanze che portarono all’istituzione dell’area protetta?

La luce fa la differenza.... (FILEminimizer)<<Proprio così. Se da un lato il Laboratorio Corale Cantar Storie diretto dal Maestro Luca Bonavia eseguirà brani che traggono origine da questo territorio e sono inseriti in un repertorio di canti popolari davvero molto belli, dall’altra sarà il racconto degli allora protagonisti a far rivivere, dieci anni dopo, le sensazioni e le emozioni che si vissero nel momento istitutivo. Sarà, infatti, presente Paolo Caruso, allora assessore ai parchi della Provincia del VCO; ci saranno gli amministratori che credettero nell’istituzione dell’area protetta e chi ha contribuito a impreziosire il lavoro di ricerca. La serata sarà coordinata dal giornalista RAI Maurizio Menicucci, amico del territorio antronese, che con la troupe televisiva documenterà il decennale del parco regionale>>.

Pier Franco, chi ti ha aiutato nel lavoro di ricerca e documentazione affinché il lavoro intrapreso potesse rappresentare al meglio quanto accaduto per arrivare all’istituzione del Parco e promuovere turisticamente il territorio della Valle Antrona?

<<Molte cose le serbo nella memoria poiché fanno parte del bagaglio culturale derivante dall’attività amministrativa svolta su questo territorio. Altre sono scaturite da un’attenta ricerca fatta negli archivi. Indagine tra l’altro estremamente semplice, giacché la realtà dell’area protetta è tutto sommato “giovane” e Erebia Christi. (FILEminimizer)quindi non si è dovuto scavare più di tanto tra le carte e gli atti d’archivio. Il merito maggiore va però riconosciuto a due persone straordinarie, che hanno abbellito il testo grazie alle fotografie pubblicate. La loro passione per le istantanee e l’estrema capacità di cogliere l’attimo con l’obiettivo, hanno consentito di impreziosire il lavoro svolto. Sono gli amici Dario Broggi e Edith Steinbach. Il primo, appassionato frequentatore dei nostri sentieri, custodisce immagini straordinarie della flora, della fauna e dell’ambiente antronesco. L’altra, studiosa dei lepidotteri, ha regalato al lettore scatti preziosissimi per far comprendere quanto vero fosse il detto dei nostri progenitori, quando asserivano che l’Antrona sia per eccellenza la Valle delle farfalle>>.

In effetti, il simbolo scelto per identificare l’area protetta che celebra il decennale istitutivo è proprio quello di una farfalla veramente rara e delicata …”.

<<È vero, un capitolo del libro è stato proprio dedicato all’Erebia Christi, un lepidottero delicato e a forte rischio d’estinzione che trova il suo habitat naturale sulle cenge rocciose dell’Antrona. Sono poche nel mondo le località che possono vantare la presenza dell’Erebia Christi sul proprio territorio.  Pensa come sia, semplicemente, un esserino fragile, la cui apertura alare non va oltre i tre centimetri. Eppure è riuscito a interessare studiosi e ricercatori di tutto il mondo.  Vive soltanto in quattro, cinque vallate comprese tra il Piemonte e la Svizzera ed è diventata, questa farfalla, il simbolo per eccellenza della biodiversità del Parco Naturale dell’Antrona>>.

Raccontaci le impressioni più intime che hai vissuto in questi dieci anni, soprattutto quelle che ti hanno indotto a credere in quest’avventura e a spenderti affinché l’area protetta potesse essere realizzata.

<<Vorrei che dal testo trasparisse l’idea che oggi è ancora possibile investire sul futuro della Valle Antrona. Vorrei che aiutasse a evocare la storia, l’arte, il paesaggio e gli altri valori positivi di un territorio in grado di attrarre chi è alla ricerca di un’esperienza turistica extra ordinaria. Per questa ragione e con fiduciosa convinzione, vorrei che il testo fungesse da ponte per chi volesse viaggiare all’interno della Valle Antrona alla ricerca della cultura e della Piccolo, ma nel cuore della gente di due Valli..... (FILEminimizer)“vita” dei suoi luoghi. Per chi considerasse l’esperienza di questo territorio un valore aggiunto rispetto ad altre mete turistiche. I capolavori dell’arte, i percorsi religiosi e naturalistici, le tracce storiche, quelle archeologiche, i tesori minerari e gastronomici, ma anche la letteratura e la pittura devono divenire risorse straordinarie di promozione e sviluppo.  La Valle Antrona deve imparare a investire su queste sorprendenti qualità e saper creare modelli virtuosi di turismo contemporaneo>>.

Mi risulta che non tutto sia andato secondo pronostico, ma al contrario che qualcosa non ti abbia soddisfatto appieno … racconta anche questo interessante aspetto della vicenda.

<<Hai ragione, ritenni uno sbaglio - e ne sono tuttora convinto - che l’aver voluto accorpare la gestione dell’area protetta antronese con quell’antigoriana del Veglia Devero, sia stato un errore. Lo definirei uno sbaglio culturale, gestionale, antropologico e amministrativo. Sono troppo diverse le due realtà per pensare a una gestione congiunta. Al parco naturaleStambecchi della Valle Antrona doveva essere attribuita una gestione autonoma, portata avanti da persone presenti sul territorio disposte a svolgere una delicata missione territoriale, quasi a sacrificarsi per un progetto ambientale. E non sarebbe stato difficile recuperarle. Perché il parco della Valle Antrona non può essere considerato un ente territoriale come altri. Non necessita solamente di politiche incentrate sulla conservazione dell’ambiente, sulla pianificazione del territorio o sulla promozione di eventi marginali. Ha bisogno di una politica rivolta al rilancio occupazionale e alla crescita economica delle sue genti, agevolando la formazione di posti di lavoro legati alla creazione di attività economiche. Quello che a oggi non è ancora stato fatto. Solo una regia di persone nate e cresciute in valle può sostenere una sfida di così grandi dimensioni>>.

Infine, caro Pier Franco Midali, quale approccio consigli a chi si accinge a leggere la tua opera sul decennale del Parco della Valle Antrona?

<<I lettori sono sufficientemente scaltri nel saper discernere i veri contenuti dell’opera. A loro resta, ovviamente, il giudizio sulla stessa e sulle parti maggiormente coinvolgenti. Dovessi dare un consiglio a chi si appresta ad affrontare il testo, suggerirei di leggere con attenzione la presentazione e l’epilogo dell’opera. Da quegli scritti trapela il mio pensiero. Penso traspaia con l’identica nitidezza con cui le straordinarie fotografie rivelino la bellezza del territorio dell’Antrona. Sono curioso di ascoltare le critiche e le recensioni che scaturiranno dopo la sua presentazione…>>.

(a cura di Giuseppe Possa)

14100536_10209105828155722_500658958359953163_n Giuseppe Possa e Pierfranco Midali[/caption]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIER FRANCO MIDALI, nato a Premosello Chiovenda nel 1959, ha trascorso gli anni giovanili a Villadossola e oggi risiede a Viganella, località del Comune di Borgomezzavalle, nella valle Antrona. Dopo il diploma di perito elettrotecnico all’ITIS di Domodossola, inizia l’attività lavorativa, che svolge tuttora, nelle Ferrovie dello Stato, ora Trenitalia. Nel 1987 si sposa con Paola Ghersi e avrà due figlie, Fabiola e Gloria. Collabora come pubblicista conmidali sole le testate giornalistiche “Il Popolo Dell’Ossola” e “Il Sabato” di Novara; inoltre; dal 1994 al 1997 è redattore capo della rivista “Nuova Valle Antrona”. Dal 1999 al 2009 è stato sindaco di Viganella (ora con Seppiana, unite nel Comune di Borgomezzavalle, di cui è vicesindaco). Ideatore del progetto “specchio di Viganella”, realizzato dall’arch. Giacomo Bonzani, ha ottenuto diverse note di merito e onorificenze sia nazionali che internazionali. È Cavaliere Ufficiale “al merito della Repubblica Italiana” e ha riceve il “TAU D’ORO 2006” premio internazionale di televisione e della comunicazione europea, ritirato ad Orta S. Giulio. Nel 2016 ha ottenuto il Premio Bognanco Terme per la letteratura. Prima di questo libro ha dato alle stampe diverse pubblicazioni su argomenti o autori locali; tra gli altri, si ricordano: “Sol omnibus lucet” il volume che narra le vicende del progetto “Specchio di Viganella”; “Sulle orme di antichi passi”, un saggio che illustra i ritrovamenti litici del ricercatore Bruno Pavesi; “Don Remigio Biancossi”, vita e opere del poeta di Bognanco; “Oltre l’ignoto”, viaggio nella Valle Antrona Preistorica; “Ex devotione hominum terrae Vallis Antrona”, arte e devozione negli ex voto della Valle Antrona.




permalink | inviato da pqlascintilla il 24/11/2019 alle 10:19 | Versione per la stampa
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