.
Annunci online

Blog di cultura - critica - arte - recensioni
arte
3 dicembre 2019
Zemfira Alekperova giovane pittrice russa

La pittura espressionista di Zemfira Alekperova (una giovane russa che attualmente,IMG_20191110_001116 per meglio specializzarsi nel proprio ramo di studi, sta frequentando l’ultimo anno all’Università “La Sapienza” di Roma, facoltà Design del prodotto) presenta la gestualità forte e prorompente di una colata lavica. Se i suoi quadri di paesaggio appaiono incandescenti, per quel loro accendersi e rigenerarsi dando forma estetica all’energia della natura, con cromie calde e solari tra cielo, terra e acqua, i volti che propone, al contrario, denotano l’inquietudine della coscienza umana di ogni individuo raffigurato, quasi fosse martoriato da forze interiori sconosciute.  

La ricerca di questa artista, nello splendore della sua primavera creativa (è nata a Baku Cattura zu 6nel 1990 e nella sua città si è laureata all’Accademia delle Belle Arti in pittura e poi ha proseguito i suoi studi presso l’Istituto Europeo di Design a Firenze), ha uno spessore e una tangibilità poetica, nel riprendere scorci e angoli di vedute, poiché ella non si ferma al semplice aspetto visivo. Coglie pure, con movimenti di linee e forme figurali, la corposità magmatica dei suoi colori vivi e ribollenti, come se sgorgassero dalla profondità dei paesaggi dipinti. Ne sortiscono visioni sognate, forse improbabili nella realtà, tuttavia riconoscibili al vaglio di una surreale immaginazione, per la forza evocativa di questi scenari densi e popolati di sostanze ed elementi naturali o di strutture edificate dall’uomo. Ai fruitori, tali opere appaiono simili ad atmosfere cariche di energie potenti, con le quali l’autrice riesce a esprimere in modo sofferto il degradamento ambientale, qui inserito in una tessitura spaziale volutamente onirica.

Cattura zu 8Sono, però, i suoi ritratti spigolosi e deformati nell’espressione fisiognomica, a farci soprattutto riflettere, per quell’incisione segnica e cromatica, in cui esprime crudamente, ma anche con strazio introspettivo, l’apprensione angosciosa sua e di tutti quanti, attraverso i visi dei raffigurati, quasi maschere di tendenza tragico-grottesca. E sebbene sembrino appartenere a una dimensione atemporale, perché hanno perso i loro connotati realistici, mantengono un legame inscindibile con il presente.

Nodale e centrale in questa tematica di Alekperova risulta l’iconografia dell’essere umano messo di fronte a se stesso – alle sue fobie, alle sue paure, alle sue lacerazioni oCattura zu 10 alle sue illusioni – e qui ripreso con notevole causticità mascherante e con tonalità potente, che la giovane artista ben ha studiato e che sa usare con macerata efficacia. Possiamo così ammirare volti effigiati nella loro sorda angoscia che pare rimbombare attraverso la cortina dei colori: esseri chiusi in loro stessi, paiono soggiogati dal peso di una precaria condizione esistenziale, che li sommerge in un travaglio senza echi, travolgendoli e trascinandoli in uno smarrimento senza appigli, né certezze. Eppure è proprio questo lavoro di penetrazione psicologica dell’animo umano che offre un filo di speranza, in particolare nell’interpretazione in profondità della nostra percezione, della nostra coscienza, per trasferirla come fosse un racconto sulla tela, quasi in attesa di un’impollinazione cromatica della vita. In particolare, è nei loro occhi toccanti che spesso si possono cogliere espressioni addolcite d’energia vitale. In questo modo la forza prorompente di Zemfira, attraverso la sua intima ricerca figurativa, crea un’immagine, un pensiero, un concetto, che fanno prendere coscienza a noi delle nostre personali contraddizioni.

Zemfira Alekperova (che fin da piccola ha partecipato a numerose collettive in Russia eCattura zu 3 in questi mesi sta allestendo le prime personali) dipinge, a mio avviso, prima di tutto per un proprio motivo esistenziale e poi come punto di arrivo della sua passione per l’arte: ed è questo il senso che ne motiva la talentuosa attività di ricerca. Pertanto, la ritengo un’autentica e potente creatrice di immagini comunicative, testimoni del nostro tempo, sia nella resa estetica che contenutistica. È di questi giovani artisti – a cui lei appartiene – che abbiamo bisogno, perché con la loro pittura ancora fresca e poco contaminata dalle mode del contemporaneo, sono antenne e tentacoli con cui sentono la condizione ansiosa dell’umanità alienata e le comunicano il proprio tremore, la propria angoscia, da cui la nostra attuale società globalizzata non può liberarsi, se non svuotandosi del pessimismo lacerante che dentro l’attanaglia.

Giuseppe Possa

gppos

 

 

 

 




Cattura zu 7




permalink | inviato da pqlascintilla il 3/12/2019 alle 21:14 | Versione per la stampa
sfoglia
novembre       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 2367942 volte

 pq la scintilla

Perché questo blog?

giuseppe possa

è nato a Domodossola nel 1950. Residente a Villadossola (VB), lavora a Milano in un’importante casa editrice. ...

continua >>

§

giorgio quaglia

è nato a Domodossola nel 1952, ha pubblicato... 

continua >>