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letteratura
5 febbraio 2020
Nel Pulviscolo dell'Universo (di Giuseppe Possa)

Nel pulviscolo dell'universo

(di ©Giuseppe Possa©)

Il vento improvviso mulina tra i larici

e diffonde arcani rumori.

M’inebria quest’aria di ginepri,

qui, dove il tempo e lo spazio

sono ancora il mio infinito.

Nel pulviscolo dell’universo,

mentre il giorno s’abbraccia alla notte,

le stelle che da tempo non guardavo

brillano sempre innumerevoli.

Ma muta è ora la mia valle:

il suo silenzio sgretola le baite

gli alpeggi abbandonati

i sentieri di pietrame.

(© Giuseppe Possa ©)

La poesia, che qui è riportata solo nella parte centrale (il cuore),  ma che sotto trovate completa, col titolo originale, l’ho scritta nei primi anni Settanta ed era finita dimenticata tra altre carte in un cassetto. Mai pubblicata, perché in quegli anni "rivoluzionari" (si fa per dire... visti i risultati!!!), ci si sentiva imbarazzati a dare alle stampe versi di questo genere, intimisti e privi di "impegno sociale" (così pensavo anch'io, allora... e lo penso tuttora). Ritrovata verso il 2009, l'ho trascritta sul computer e nel 2014 l’ho inviata al premio "Andrea Testore - Plinio Martini - SALVIAMO LA MONTAGNA", Carvegno (Svizzera) Fondazione Valle Bavona. Vinse il 1° premio [Giuria: Alessandro Martini (presidente), Benito Mazzi, Teresio Valsesia, Paolo Crosa Lenz, Patrizia Testore, Matteo Ferrari, Tiziano Ferraris, Vasco Gamboni, Giorgio Cheda].

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MUTA È ORA LA MIA VALLE

di

Giuseppe Possa

 

Dalla città – caotica metamorfosi –

torno tra le mie montagne,

dove un tempo s’udivano

suoni di campanacci

e faticavano in silenzio

con sudore antico, i nostri avi.

Il vento improvviso mulina tra i larici

e diffonde arcani rumori.

M’inebria quest’aria di ginepri,

qui, dove il tempo e lo spazio

sono ancora il mio infinito.

Nel pulviscolo dell’universo,

mentre il giorno s’abbraccia alla notte,

le stelle che da tempo non guardavo

brillano sempre innumerevoli.

Ma muta è ora la mia valle:

il suo silenzio sgretola le baite

gli alpeggi abbandonati

i sentieri di pietrame.

Non più un muggire di giovenche

nelle stalle e dietro le rovine

i risorti fantasmi del passato

vagano nella notte, senza pace,

chiamandoci nei secoli per nome.

IMG_4909

https://www.youtube.com/watch?v=zMXhhArsbCE

<<A Pulviscolo/  poeta/ non minuscolo/ allieta/  le sere solitarie/ sognando arie/ che sanno di montagna / dove il cuore accompagna/ Alegar e Grazia>> (Raffaele Fattalini, professore emerito, scrittore e studioso ossolano,  così scrisse, invitandomi a concentrare “il pulviscolo dell’universo” nel “cuore” della lirica!)

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Antonio Lista, Raffaele Fattalini, Giuseppe Possa, Giorgio Quaglia

Val Bognanco panoramica - Foto Studio RDS




permalink | inviato da pqlascintilla il 5/2/2020 alle 13:11 | Versione per la stampa
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