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letteratura
21 gennaio 2021
Franco Esposito ricorda Giuliano Crivelli

Riceviamo dallo scrittore Franco Esposito di Stresa, direttore della rivista culturale “Microprovincia”, questo ricordo dell’amico e artista Giuliano Crivelli, scomparso di recente, come riportato sul blog PQlaScintilla

https://pqlascintilla.wordpress.com/2021/01/11/e-morto-giuliano-crivelli-artista-ossolano

Preso da altri impegni culturali, confesso con una punta di amarezza di aver trascurato il mondo dell’arte, in modo particolare della pittura. Dei nostri artisti ho comunque seguito in silenzio, con discrezione, soltanto i migliori. Tra questi, in modo particolare per la bravura e la non comune personalità, l’amico Giuliano Crivelli.

In un tempo di tristezza, di sofferenza e di confusione come quello che stiamo vivendo, la notizia della sua scomparsa mi è giunta in lieve ritardo dagli amici di Domodossola.

La pittura, o forse meglio l’arte di Crivelli, mi ha sempre affascinato, fin dai lontani anni Settanta. Ho sempre sostenuto che fosse il più preparato e ne sono convinto ancora oggi: il pittore più rappresentativo non solo per la sua presenza nella nostra provincia, ma anche per la bravura con cui ha saputo oltrepassare i confini geografici, per sbarcare persino a New York e a Detroit con la sua splendida serie di ritratti dei più grandi sassofonisti jazz. Per anni sono andato a trovarlo nella sua Trontano e ho sempre trovato il solito Giuliano Crivelli, amico carissimo e lavoratore infaticabile, perseverante più che mai nel suo mestiere ed eccezionale esperto di ogni tecnica pittorica. Affascinante acquarellista, colorista insuperabile, illustratore e incisore essenziale, sicuro nei tratti, efficace.

Insomma era una gioia trascorrere un pomeriggio nel suo studio, osservando le sue ultime opere. E non meno importante discorrere con lui di pittura e di musica.

Tutto questo per lanciare un messaggio ai più giovani: per diventare artisti non basta scarabocchiare su tele o su fogli, ci vuole soprattutto cultura, che si acquista leggendo, osservando, discutendo. E poi, ancora la predisposizione ad accettare i ritmi di una disciplina severa e continua, la stessa che poi consentirà di realizzare le proprie idee con rigore e perseveranza. Questo insegnava l’utopia di Crivelli e questo esige la pittura, come ogni lavoro artistico, affinché si possa raggiungere qualcosa di valido, di originale.

Ancora oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, se qualcuno mi chiedesse di classificare Giuliano Crivelli, non saprei cosa rispondere. A mio parere è sempre stato “al di fuori del coro” per le sue talentuose e intrinseche qualità. Ad ogni visita mi sorprendeva, sia con la sua quasi innata immediatezza tecnica, sia con le scale cromatiche, capace di spaziare in campi che ti lasciavano senza parole.

Proprio in questo, in questo lasciare senza parole, penso che si nasconde la grandezza dell’amico Giuliano Crivelli.

Addio Giuliano, un altro grande amico che ci lascia.

Franco Esposito










F. Esposito e G. Crivelli

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permalink | inviato da pqlascintilla il 21/1/2021 alle 18:47 | Versione per la stampa
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