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8 aprile 2021
Le farfalle di Moreno Panozzo

Le ultime grandi opere di Moreno Panozzo, come “Suburban Doors”, risalgono all’inizio del recupero dei container: i container (voluminosi quanto un palazzo di quattro piani) destinati al macero, sono trasformati dalle sue braccia, tecnicamente abili per sensibilità e maestria, a lavorazioni artistiche di elevato e palpitante spessore. Dopo quel periodo, che lo ha impegnato per una decina d’anni, a partire dal 2018, Moreno incomincia a progettare nuove sculture, più piccole e concentrate, sempre derivanti dal riutilizzo del container, dove ha trovato “materia viva” da trasformare, in modo egregio, in creazioni plastiche e poeticamente dinamiche. Nel frattempo e per un lungo periodo, esplora il formato “15x15” “Road”, ricercando e sperimentando tutto ciò che era possibile, operando senza tregua e con coinvolgente libertà di espressione. Già da questi fondamentali elaborati artistici, si denotano chiaramente delle forme curvilinee, delle estroflessioni, che in piccola parte siamo stati abituati a vedere su alcune tele di grandi maestri moderni.

Da quelle “formelle”, raccogliendo i vari pezzi come fossero delle pagine, su cui poi appunta i personali segni-graffiti delle proprie impronte, Moreno inizia a costruire dei “libri”, denominati “Container Book”. Le forme curvilinee si accentuano, l’autore comincia su alcune opere a intravedere “vibrazioni alari”. Da lì, prova il taglio nelle diagonali, di quelli che fino a poco prima erano dei quadrati e subito in quelle iniziali azioni ritmiche, quasi a scandire il tempo, il suo tempo, intuisce quello che sarebbe stato il percorso successivo da intraprendere. Dalle forme dinamiche, quasi aereodinamiche di questi “libri”, legate a quelle continue ricerche e sperimentazioni, lo portano nell’aprile del 2019 a realizzare, con geniali accostamenti, le prime farfalle, di eccellente bellezza e armoniosa eleganza.

Le “Container Butterflies

Le farfalle, con la loro effimera e soave leggerezza, in Panozzo, si trasformano nella consistenza della scultura e si fanno “gioielli”, in materie forti, indistruttibili, che resistono al tempo, a testimonianza che l’arte è lunga, come asserivano gli antichi. Mentre, al contrario, le farfalle volano per brevi attimi, libere, come gli ideali romantici dei giovani: sogni che non sopravvivono all’avanzare degli anni, quando ci si accorge di come sia breve la vita. Tra le mani talentuose di Moreno, i materiali, che danno origine a questo “stuolo” di farfalle, sono assemblati, sagomati, saldati, decorati e resi raffinati dall’autore, senza una vera programmazione progettuale. Infine, vengono plasmati con i polpastrelli delle sue dita, impastati di colori e rifiniti con grazia e partecipato spirito lirico. Molte di quelle farfalle diventano anche simbolo della “joie de vivre”: la poetica esistenziale dell’anima, che canta un inno alla bellezza e alla speranza. Agli occhi di chi le ammira, a seconda anche del punto tridimensionale di osservazione, suscitano profonde riflessioni mistiche, umane, sociali. Con questi “manufatti” d’arte, in cui è stata creata la sensazione del volo, la giusta apertura alare e gli equilibri formali necessari, Panozzo vuole sensibilizzare al rispetto per l’ambiente che ci circonda e dimostrare quante meraviglie esistono ancora, senza che ci si allontani troppo da casa, osservando questi visitatori comuni di prati, parchi e giardini di ogni dove, che volteggiano leggeri e liberi tra i fiori selvatici o coltivati, di prati e giardini.

Inoltre, l’autore con la sua abilità artistica, nel dare forma e colore ai voli metafisici delle sue farfalle, pare riuscire a far loro perdere nell’aria la pesantezza della materia con cui sono state realizzate. È, comunque, sufficiente pensare alla trasformazione da bruco-crisalidi a farfalle, simbolo di speranza e trasformazione, per richiamare l’essere umano a quella libertà a cui aspira. In quel soffio vitale si percepisce il simbolo di una gioiosa rinascita, di un festoso rinnovamento, in particolare, per il brillio delle loro preziose cromie, che esprimono allegoricamente una felice positività, nel prosieguo cosmico della vita. Se poi sulle loro ali appaiono pentagrammi e note, subito una musica serena avvolge i nostri animi di sacrale celestialità; o ancora, se vi sono le impronte, le tracce o i tagli, i segni arcani e primordiali di civiltà antiche o moderne, personali di Moreno fin dai suoi inizi scultorei e pittorici, si rimane incantati dalla sorta di spiritualità laica che emanano: un pathos universale che urge nel suo cuore e si manifesta nell’energia creativa delle sue farfalle.             

Giuseppe Possa


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(Moreno Panozzo e Giuseppe Possa)

















<<Basta che le farfalle di Moreno Panozzo siano poste sopra fili spinati, che possono ricordare presagi di memorie tristi o messaggi di pace e libertà, a seconda che si trovino di qua o di là del reticolato>> (G.P.)






permalink | inviato da pqlascintilla il 8/4/2021 alle 22:58 | Versione per la stampa
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