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SPORT
20 marzo 2016
Benito Mazzi: “Il Toro nell’anima. Emozioni e ricordi della provincia Granata”

Il Rosso e il Blu Editore, S. Maria Maggiore, 2015 (pag 134, euro 16.00).

Il volume è corredato con la presentazione di Eraldo Pecci, centrocampista del Toro di Radice che nel 1976 vinse lo scudetto, e con un intervento dell’On. Enrico Borghi (<<...Il Toro non è solo una squadra di calcio. E’ la metafora della vita. O meglio della vita di chi non nasce con la camicia, di chi non ammette la logica dei salotti buoni, di chi sceglie l’idea che siano fatica, sudore e sacrifici a stare alla base dei risultati...>>)

Non occorre essere tifosi granata per apprezzare la parabola sportiva del grande Torino, che con le sue leggendarie vittorie e la sua tragica fine a Superga è entrato nel cuore di tutti gli sportivi.



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letteratura
1 febbraio 2016
Il “Malabrocca” di Benito Mazzi tra i migliori 10 libri di sport

secondo la classifica di Radio Deejey

Successo di un libro dello scrittore ossolano, edito nel 1993.

Radio Deejay ha inserito il romanzo di Benito Mazzi Coppi, Bartali, Carollo e Malabrocca, edito nel 1993 da Luciano Conti (Guerin Sportivo) e ristampato da Ediciclo di Portogruaro, fra i dieci migliori libri di sport che siano stati scritti. Questa la motivazione: <<Dopo tanti libri sui “grandi” dello sport, eccone uno su un perdente: Luigi Malabrocca. Quella del due volte “Maglia Nera” al Giro d’Italia è un’inedita storia sportiva vista da una prospettiva diversa. E’ quella di Malabrocca che, nell’Italia povera del dopoguerra, pedala lento per arrivare ultimo e aggiudicarsi le poche lire del premio di consolazione>>.



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letteratura
13 marzo 2015
Paese mio: nuova collana per chi ha qualcosa da dire

Le ultime pubblicazioni della casa editrice “Il Rosso e il Blu” di Santa Maria Maggiore (VB), curate dallo scrittore Benito Mazzi

 

E’ uscito ai primi di febbraio un nuovo libro dell’editrice “Il Rosso e il Blu” di Santa Maria Maggiore in valle Vigezzo. E’ intitolato Dai dai, cünta sü (la Vigezzo si racconta)”. Curato da Benito Mazzi, è un “libro di gruppo”, nato a ruota libera dalle testimonianze, dai ricordi e dalle chiacchierate con la gente della valle



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letteratura
28 dicembre 2014
RISONANZE VIGEZZINE (a cura di Benito Mazzi)

(Edito da "Il Rosso e il Blu", S. Maria Maggiore, pg 150, € 16)

Per l’ottantacinquesimo compleanno di Edgardo Ferrari, eclettico studioso e maestro nella divulgazione della cultura ossolana, le edizioni “Il Rosso e il Blu” gli  hanno voluto dedicare questo volume curato da Benito Mazzi, in cui sono raccolti scritti vari.



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letteratura
20 agosto 2014
Benito Mazzi: “Il falsario sognatore (un bohémien di provincia)” (Interlinea Edizioni, Novara € 18)

Leggo sempre i libri di Benito Mazzi, scrittore vigezzino, con un intenso e mai interrotto interesse, compreso questo suo ultimo, “Il falsario sognatore”, in cui rievoca benissimo, con vivacità e penetrazione psicologica, le vicende di un “bohémien” ossolano. Pier, giovane di Masera (VB), aveva tante storie biografiche da raccontare e Mazzi, attento osservatore della gente di paese, ha saputo ascoltarle, ma soprattutto reinventarle letterariamente e tratteggiarle sulla carta con felice vena di narratore.



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letteratura
14 marzo 2014
MARIO BORGNIS: “MORTE IN UN SORRISO” (Edizioni “Il rosso e il blu”, S. Maria Maggiore, pg. 200, € 12)

Il serial killer che si pensava ormai consegnato alla giustizia, dopo una breve interruzione, ritorna a mietere vittime, mettendo in subbuglio una provincia tranquilla come quella del Verbano Cusio Ossola.  Ma chi è allora il misterioso assassino, noto come l’annegatore, ombra imprendibile nonostante le assillanti ricerche delle forze dell’ordine? L’efferato omicida ha già ucciso sette giovani donne (senza violenze carnali e abbandonandole nude in posti diversi e impensabili della zona) e sta preparando nuove e crudeli trappole, senza concedere tregua (undici saranno alla fine i delitti). 



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letteratura
25 gennaio 2012
BENITO MAZZI: “LA RAGAZZA CHE AVEVA PAURA DEL TEMPORALE”

“Antonietta (Neta), mamma di Giuliana Sgrena e amica d’infanzia dello scrittore ossolano Benito Mazzi, è la protagonista di “La ragazza che aveva paura del temporale” insieme con il marito partigiano: nel racconto si incrociano la guerra di Russia, la Resistenza, il contrabbando e il rapimento della figlia in Iraq. Emerge così un ritratto di Neta quale donna saggia, paziente, forte e innamorata, ma anche animata dalla paura che ha sempre saputo dominare per affrontare le difficoltà della vita. Il romanzo collettivo di una valle di confine, una piccola patria d’Italia”

 

BENITO MAZZI:
“LA RAGAZZA CHE AVEVA PAURA DEL TEMPORALE”
Interlinea Edizioni, Novara – pg 160 - € 18
Presentazione di Giuliana Sgrena
 


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SPORT
25 maggio 2011
UN RACCONTO DI BENITO MAZZI

 

 

Il Giro d’Italia in più occasioni ha fatto tappa nel Verbano Cusio Ossola, in tracciati tra laghi e monti, con arrivi a Domodossola, a Macugnaga ai piedi del maestoso Monte Rosa o alla Cascata del Toce e con transiti dal Passo del Sempione, dal Lago d'Orta o dal Lago Maggiore e con partenze da Verbania o Mergozzo. A tale proposito, “PQ La Scintilla” pubblica un prezioso contributo dello scrittore ossolano Benito Mazzi, che ricorda un episodio dei fratelli Barale di Villadossola, due gregari al “servizio” del mitico Coppi.

 
Storie toccanti del ciclismo ossolano
QUANDO GERMANO BARALE CORSE IL GIRO
ANCHE PER IL FRATELLO RIMASTO A CASA
 
di Benito Mazzi
 
 
Giro di Campania 1958. Sono in fuga sei corridori tra i quali lo svizzero Ferdy Kubler, Luciano Pezzi e l’ossolano di Villa Giuseppe Barale, gregario di Fausto Coppi nella Bianchi. Barale  è il più veloce del gruppetto, allo sprint è sicuro di avere la meglio, perciò ci dà dentro a tirare. Dietro strombazza una macchina, il “Pino” non le presta soverchia attenzione, ma quella insiste col clacson e lo affianca. C’è a bordo la Dama Bianca, la donna di Coppi


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letteratura
12 dicembre 2009
"La formica rossa" di Benito Mazzi

<< La formica rossa >>

Priuli & Verlucca Editori

 

 

Nell’odierna narrativa, Benito Mazzi è riuscito a conquistarsi uno spazio di notevole prestigio.

I suoi precedenti libri di racconti, << Il piano delle streghe >> e << L’osteria dei Patrizi >>, hanno ottenuto largo consenso e dato una meritata notorietà al loro autore. Con questa prova, << La formica rossa >>, lo scrittore ossolano, pur cimentandosi per la prima volta con il romanzo, non abbandona totalmente la misura del racconto: per ottenere ciò suddivide l’impianto narrativo in tanti capitoli perfettamente inseriti l’uno nell’altro.

Due pregi ritroviamo confermati in questo lavoro: l’abilità del Mazzi come cronista e il suo amore per una civiltà montanara in via d’estinzione, ma che egli continua a cantare in queste pagine con perfetto senso del realismo con un sano umorismo e con un pizzico di malinconia.

Attorno alla rievocazione autobiografica della propria giovinezza, ruota tutta una valle, la Valle Vigezzo, con i suoi tipici personaggi, i cui caratteri egli ha quotidianamente catturato dal vivo, fissandoli e sfumandoli in sottili quanto penetranti indagini psicologiche.

Pur muovendosi in un tracciato rievocativo, riesce a trasfigurarlo e a dilatarlo in passaggi decisi, rapide annotazioni, risvolti introspettivi, analisi della gamma dei sentimenti umani, tramite una scrittura raffinata e duttile, sempre attenta a tradurre i richiami stratificati e fertili della memoria.



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