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Blog di cultura - critica - arte - recensioni
CULTURA
20 aprile 2010
Il legame ideale con un grande conterraneo: il Prof. Gianfranco Contini.

 

Non potevamo lasciar trascorre il ventennale della sua scomparsa, senza occuparci in qualche modo di uno dei più illustri nostri conterranei, ossia il prof. Gianfranco Contini al quale ci sentiamo idealmente legati, sia per quella che a detta di Giorgio Quaglia e della sua famiglia - faremo seguire a giorni un ricordo della moglie Rita Barberis - fu una straordinaria ed intensa conoscenza personale, sia per la visita che Pier Paolo Pasolini fece all’emerito professore di filologia romanza nella sua casa di Calice in Domodossola subito dopo la guerra e in seguito alla recensione svizzera che era stata fatta delle “Poesie a Casarsa”. In più, quando nel 1975 – alla morte del poeta – insieme ad altri giovani della Val d’Ossola decidemmo di costituire un circolo culturale a lui dedicato e di pubblicare poi il giornaletto “La Scintilla” (che un anno fa ha dato anche il nome al nostro blog), il prof. Contini rispose con una lettera critica di “incoraggiamento”. Così, anche per meglio inquadrare l’aspetto di forte, umile ed ironica carica umana da parte del grande studioso (nonché per fare in qualche modo da corollario alle celebrazioni ufficiali in corso), abbiamo deciso di pubblicare in copia fotostatica quella lettera e alcune altre che nel corso del tempo inviò sempre a Giorgio Quaglia. Il tutto preceduto da una interessante analisi svolta dal prof. Antonio Lista, che anch’egli conobbe Contini, al servizio del quale fra l’altro per molti anni lavorarono i suoceri.

 

Giuseppe Possa

 

Contini: la vittoria dell’intelligenza sull’ovvio e sull’inessenziale.

“Con la scomparsa di Gianfranco Contini è venuta meno una figura di studioso della letteratura di eccezionale dimensione intellettuale, quale l’Italia non ha probabilmente avuto dai tempi di Benedetto Croce”. Con queste parole nel 1994 apriva un suo intervento in memoriam Carlo De Matteis, ma potrei citare tanti altri studiosi, professori, critici che concordano nell’attribuire a Contini una valenza europea nel campo della critica letteraria e della filologia romanza. Quello che mi ha sempre colpito, oltre alla profondità dei contenuti delle sue esegesi, è la limpidezza del suo scrivere, mai banale, essenziale, a lampi, a torto ritenuto uno scrivere difficile. Naturalmente si sa che sono più famosi i concorrenti dei vari programmi televisivi, i campioni della pedata nazionale e internazionale e che, specialmente nel campo degli studi letterari ed umanistici, è molto difficile avere un nome spendibile in conversazioni da bar dello sport (absit iniuria verbis).



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arte
18 aprile 2010
DIPINTI DI TANZIO DA VARALLO IN ALCUNE CHIESE OSSOLANE


L’Ossola possiede due capolavori di Tanzio da Varallo: “S. Carlo comunica gli appestati”, conservato nella collegiata di Domodossola (VB), e “La visitazione della Vergine a S. Elisabetta”, esposto sull’altare della navata sinistra della chiesa di Vagna; una terza tela, che si trova nella parrocchiale di Vogogna , è stata a lui attribuita ed è probabilmente sua (come cerca di dimostrare in modo esauriente B. Canestro Chiovenda, in “Oscellana” 1971), anche se alcuni preferiscono ritenerla opera del Moncalvo. Per dimostrare l’importanza storico-artistica dei primi due dipinti, è sufficiente accennare che essi sono stati esposti al museo civico di Torino nel 1959-60, in occasione della mostra sull’artista, e a Milano nel 1973 durante la rassegna dei “Pittori lombardi del Seicento” e nel 2000 in una mostra dedicata al Tanzio, a Palazzo Reale. Inoltre, il “S. Carlo comunica gli appestati” ha avuto un vero successo nel IV centenario della morte del Santo milanese: non solo è apparso su tutte le riviste o le pubblicazioni dedicate al Borromeo, ma il 4 novembre 1984 il particolare del volto di S. Carlo è stato pubblicato sulla terza pagina del “Corriere della Sera”, in un articolo di Giovanni Testori. Il noto scrittore e critico gli ha anche dedicato la copertina del suo “S. Carlo a Milano”, ottima pubblicazione edita da “Il sabato” con il patrocinio della Cariplo.


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arte
16 aprile 2010
VIBRAZIONI DI LUCE E COLORE IN ANTONELLA TOSATTO
 

“Vibrazioni di luce e colore” è il titolo della mostra di Antonella Tosatto inaugurata il 15 aprile al Blevel di via Alserio 3 Milano e aperta fino al 2 maggio.
Antonella Tosatto
nasce a Milano e si avvicina all’arte attraverso alcune esperienze come costume designer per produzione cinematografiche e televisive, sia americane che italiane. Inizia il suo percorso pittorico partecipando ad alcune mostre collettive (Festival Latino Americano, Mostra Pittori Lentatesi, Sotto Sopra, Profumatamente, Colori e Suoni, International Mail Art) e con una personale presso l’Enterprise Hotel di Milano. E’ presente nella galleria on line londinese The Saatchi Art Gallery e lavora attualmente nello staff del Museo del Novecento di Milano.
Le opere astratte della pittrice milanese sono forti di grazia, d’eleganza formale, d’intenso e misterioso fascino. I colori a volte sono distesi in leggeri spessori materici, in altre occasioni scivolano via plasticamente organizzati in armoniose geometrie o in prospettiche illusioni aeree.
Appaiono, le composizioni di Antonella Tosatto, quali partiture cromatiche, eteree, leggiadre, intonate delicatamente per spezzare quel silenzio, tra il mistico e il misterioso, in esse contenuto.
Sono, inoltre, accattivanti i suoi quadri e sempre pervasi da piacevoli atmosfere irreali che sembrano proiettarsi, come per magia, fuori dal tempo e fuori dallo spazio. S’intravede, osservando queste vibrazioni di luce e colore, la paziente tecnica dell’autrice e la costanza nel proporre il proprio lavoro artistico che scaturisce dalle emozionanti vibrazioni delle sue immagini, rivelatrici di profondi stati d’animo.

Giuseppe Possa




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letteratura
12 aprile 2010
ANTONIO SCARFÒ: L’EFFIMERO SENSO DEL MISTERO

Con le sue feconde liriche, Antonio Scarfò non finisce mai di stupire, perchè riesce a trovare continua linfa, nel profondo della propria anima, e a rinnovarla, con quella ricchezza d’aneliti che aspirano all’elevazione intellettuale e materiale dell’uomo. Certo i suoi versi (“lo scrivere diventa/ necessità e lotta quotidiana/ in cui trovo/ la realizzazione ultima/ dell’essere”) si sono fatti più intimi, privati, rispetto al passato. Ancora oggi, però, la sua poesia è penetrata da aspirazioni sociali: essa appare commovente e ansiosa, quando descrive una società dove: <<simili a fantasmi/ uomini bendati/ escono dalle tane/ come belve feroci/ in cerca di prede>>; suadente e armoniosa quando auspica una vita intima che, come un’energia luminosa, ci aiuti a superare le difficoltà di ogni giorno: <<Mi piacerebbe vivere/ in mezzo alla natura/ libera e feconda/ ... come quando, fanciullo/ spensierato, correvo/ per campi seminati/ di verde e di rugiada/ profumati>>.



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arte
9 aprile 2010
INQUIETUDINE E SPERANZA: L'ARTE DI ACCURSIO TRUNCALI


Costumista cinematografico, maestro di pittura, collage, scultura e grafica, maestro del riciclaggio e dell’assemblaggio di materiali vari e di scarto, maestro dell’inquietudine e dell’introspezione. Artista dallo sguardo empatico che esprime il conflitto di un animo sensibile proiettato nell’assurda condizione di degrado in cui la nostra società versa. Attraverso le sue opere, spesso crude e violente allo sguardo, non si può che riflettere: esplosione di rosso fuoco e d'azzurro, galleria composita di antropomorfiche figure da cui emerge il malcelato turbamento di una post-modernità senza scampo.  Figure amputate, incatenate, assemblate ad ingranaggi, animali e uomini sorretti da bulloni e molle, sono i protagonisti delle sue rappresentazioni dissacranti e accusatorie.


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4 aprile 2010
TOGO: TRA FERMENTI E STIMOLI

I dipinti di Togo (Enzo Migneco), al limite dell’astratto, sono pervasi dal senso della natura e possiedono colori caldi dalla solarità mediterranea, dove la luce è protagonista. Maestro dell’arte incisoria, il suo segno, fatto di perizia estrema che è assoluta padronanza del mezzo espressivo, dà il senso del suo stile inconfondibile.

Al direttore di <<Controcorrente>> che, per la prima volta, mi confidava con entusiasmo di voler fondare una rivista di arte e cultura, non riuscii a nascondere alcune perplessità: di ordine pratico ed economico, naturalmente, non sotto l’aspetto culturale, poiché già ci univano precedenti esperienze letterarie.

Una sera, però, che stavamo parlando di questo progetto tra amici, nello studio-fucina del pittore Togo, egli – sempre pronto e sanguigno nell’appoggiare nuove sfide e fermenti intellettuali – sostenne con passione e slancio l’iniziativa di Gianni Pre, a tal punto da fugare in me ogni dubbio sulla riuscita e sulla durata del trimestrale.

A volte, come si vede, basta una forza coinvolgente per spingerci ad andare al di là di noi stessi, a non spaventarci oltre misura degli ostacoli.

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permalink | inviato da pqlascintilla il 4/4/2010 alle 19:44 | Versione per la stampa
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