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letteratura
26 maggio 2018
Alessandro Chiello: “Il vagabondo che amava Mozart” (Ed. La Pagina, Villadossola)

Alessandro Chiello, 48 anni, vive a Domodossola e si è laureato in storia dell’Arte; ha già pubblicato dodici libri, tra saggi e romanzi, da quello giovanile, “Il re di Parigi”, ai recenti noir, “Misteriosi omicidi sulle sponde dell'Ovesca”, “I delitti del Calvario” e “Morti a Venezia”. L'ultimo: "Il vagabondo che amava Mozart".

Mentre a Parigi gli assassini non vanno mai in vacanza, a Domodossola nulla sembraVagabondo Mozart_copertina singola.jpg scalfire la quotidianità di una cittadina normale e tranquilla. Così il commissario Eugenio Cecchi, detto Gegé, vedovo di mezz’età - già protagonista in molte indagini, le ultime in Ossola, tanto da essere noto nell’ambiente poliziesco per il suo acume nel risolvere anche i casi più intricati - si concede con l’attuale giovane fidanzata, una vacanza nella capitale francese, su invito di un amico.

Una serie fortuita di avvenimenti, però, lo coinvolge, sulla scia dei suoi precedenti successi, a dare la caccia a un serial killer che sta aggredendo e uccidendo alcune incolpevoli vittime. Sono tante le domande, senza risposte, che si pongono gli inquirenti; nel frattempo, gli eventi assumono contorni drammatici, cominciando a sconcertare i cittadini. 

Gegé, convinto dall’amico a collaborare con Lucas Delacroix, commissario di Polizia Giudiziaria francese, si metterà sulle tracce dell’efferato assassino e farà inquietanti scoperte. Cosa avranno in comune il più famoso direttore d’orchestra del momento, la titolare “zitella” di una cartoleria, un cameriere che per passione la sera lavora in una radio, la moglie di un attempato magnate della finanza? Chi li ha uccisi, incidendo un rudimentale tatuaggio sulla loro schiena con le celebri note della “piccola serenata indexchiello1notturna” di Mozart? Qual è il movente che spinge il carnefice a tanto, ispirandosi a quella musica sublime? Infine, cosa ci fa un cadavere tra le profonde gole degli Orridi di Uriezzo, in quel di Baceno? Alcuni indizi sono “seminati” qua e là nel romanzo dall’autore, Alessandro Chiello, ma si colgono solo a conclusione di lettura, come un grande puzzle che conduce alla soluzione del mistero. Fermata la catena di omicidi e trovato il colpevole, si ricostruiscono i fatti, scavando nel suo passato, che si rivelerà carico di ricordi, pieno di rimpianti e col “dovere” di una vendetta, covata per decenni.

Non potendo, però, svelarvi altro, anche perché ci sono inaspettate sorprese finali, non mi resta che consigliarvi di leggere questo intrigante noir, edito da “La Pagina” di Villadossola, con l’immagine in copertina di Roberto Antonello e all’interno i disegni di Adriano Sarazzi. Oltre a una piacevole quanto accattivante lettura, “ Il vagabondo che amava Mozart”, con la sua trama che si dipana su due piani, potrebbe essere trasportato pure in un film thriller, perché gli ingredienti ci sono tutti: le particolareggiate descrizioni e ambientazioni dei delitti, i tempi incalzanti, i colpi di scena, le “suspense”, i cruenti omicidi seriali, i momenti dedicati ai piaceri di svago e di sesso, i dialoghi scorrevoli ed efficaci.

Giuseppe Possa

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recensione apparsa anche su Eco Risveglio Ossolano




permalink | inviato da pqlascintilla il 26/5/2018 alle 9:3 | Versione per la stampa
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