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14 agosto 2018
Le “Donne” di Sergio Franzini esposte a Vallesone

IMG_E7077Sergio Franzini esporrà al Torchio di Vallesone, frazione di Domodossola, durante la festa del patrono S. Gaudenzio, una ventina di quadri, in cui sono dipinti espressivi volti e figure di donne. Inaugurazione sabato 1 settembre 2018, alle ore 18. E’ stato pubblicato un catalogo con tutte le opere in mostra: soggetti femminili - reali, interpretati o immaginati - avvolti nelle spire di colori luminosi ma morbidi e pacati, realizzati con sensibilità e con intuizioni personali di valido effetto.

DOMODOSSOLA – Sono nello studio di Sergio Franzini - artista che non conoscevo, sebbene sia ossolano come me - su invito dell’amica Mirella Gentili che mi chiede se posso presentargli la mostra che proporrà durante l’imminente festa patronale, nella frazione Vallesone di Domodossola. Eccomi, quindi, a colloquio con lui: una persona umile e riservata, che ti mette subito a proprio agio, per cui darci del tu diventa quasi spontaneo. Pur definendosi un autodidatta (comunque, come si noterà, con un curriculum ragguardevole seppure conosciuto da pochi), d’acchito, sono meravigliato nel constatare che la sua pittura abbia raggiunto livelli così pregevoli, nonostante che si sia dedicato a tutt’altra attività professionale.

franzini1Nato nel 1953 a Borgonovo Val Tidone (PC), è ancora fanciullo quando il padre, per lavoro, si trasferisce, con la famiglia, a Domodossola, dove tuttora Sergio risiede. Nel capoluogo ossolano ha studiato fino al diploma, si è sposato e ha avuto due figli. Giunto alla pensione, dopo essere stato impiegato in un noto gruppo industriale, si è dedicato a tempo pieno alle sue passioni per il disegno e per la storia che ha coltivato da sempre, nel tempo libero, dilettandosi a illustrare fumetti ambientati in diverse epoche. Negli anni, ha disegnato saltuariamente copertine o servizi interni per le riviste ossolane “Pucianiga” e “Oscellana”; le francesi “L’art de la Guerre”, "Histoire médiévale"; le italiane “Alpha Dimensione Vita” e “Il grande Blek”. Ha illustrato pure alcune simpatiche filastrocche composte da lui e i due libri scritti dal padre Deliso: “Rimembranze di guerra” e “Infanzia a retorto (Il ciliegio proibito)”. A coltivare la pittura, prima a olio e poi ad acrilico, ha iniziato negli anni Settanta, dedicandosi a un realismo figurativo; in seguito, ha dipinto molto ad acquarello e spesso a tempera. Non ha, però, mai frequentato Accademie o Maestri.

I suoi soggetti sono principalmente figure e volti, soprattutto femminili; poi scene di vitaIMG_E7089 legate alla storia, in particolare orientale. Alcune composizioni le ritrae dal vivo, altre ispirandosi a fotografie di cui, comunque, trasfigura ambientazioni e volti, rendendoli personali. Franzini (Franz) ha scelto volutamente di restare nell’ombra, pur dedicandosi all’arte con perizia, preparando prima schizzi e bozzetti su fogli, poi le creazioni definitive su tela o su carta per gli acquerelli. In tutti i suoi lavori dimostra qualità segniche e di contenuto, che gli hanno fatto ottenere il primo premio al concorso Artistico Saronnese, nel 2016 per il disegno a matita e nel 2017 per l’acquerello.

Nella pittura, Sergio si affida solo al proprio modo di sentire e di realizzare l’opera, IMG_E7087seguendo il forte pulsare dei suoi sentimenti, da cui trae linfa vitale per autodeterminarsi artisticamente, e proponendo unicamente quei risultati espressivi che meglio ne fanno apprezzare la sua personalità, la tecnica e la carica comunicativa. E’ vero che qua e là, più o meno inconsciamente, si notano suggestioni - come sostiene anche Camilla Bertolino, nella prefazione al catalogo “Donne” - che ricordano vagamente, negli sfondi o in alcune impostazioni, Klimt e il decorativismo floreale, oppure riferimenti della grafica giapponese, del Liberty o di altre citazioni, tuttavia, non destituiscono il pittore Franzini dalle posizioni di originalità raggiunte. Egli procede, infatti, per immagini, rifiutando strade facili e le sue figure femminili hanno peso e solidità, oltre a una personale poetica nei tratti somatici.

IMG_E7085Io sono convinto che chi ammirerà la sua mostra al Torchio di Vallesone, noterà la schietta rappresentazione delle sue raffigurazioni, in cui riesce a infondere una dominazione delle luci e del colore, dando realismo espressivo alle figure e ai visi. Un verismo che è frutto di un’abilità manuale, fuori dall’ordinario per un autodidatta, come in “Giorgia”, “L’attesa” o “Sophie”: il tutto in inquadrature curate nell’intonazione scenografica, ispirandosi magari alla fotografia, quando la utilizza, aggiungendole però anima.

In “Pensieri svelati”, per esempio, o in “Medicina orientale”, ma anche in “Ponte sottofranzini 2 il monte Fuji”, l’autore dà origine a immagini che esaltano, con incredibile verosimiglianza, l’espressività del reale, dove le figure femminili appaiono – per le scelte delle pose - misteriose, fiere o ieratiche, immerse tra vivaci soluzioni tonali ed eleganti effetti di chiaroscuro. Il volto di “Stelle a strisce” richiede di essere ammirato, oltre che per lo sguardo sinuoso e altero, per gli occhi enigmatici e seducenti. Gli stessi risultati Sergio Franzini li ottiene pure nelle altre opere, in cui capta e rivela, psicologicamente, quel che di luminoso o trasfigurato c’è nel cuore delle persone.

La mostra di Vallesone si compone di una ventina di tele e merita di essere visitata: le sue figure femminili - reali, interpretate o immaginate - avvolte nelle spire di colori  morbidi e pacati, sono dipinte con sensibilità e con intuizioni personali di valido effetto.

Giuseppe Possa

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permalink | inviato da pqlascintilla il 14/8/2018 alle 12:13 | Versione per la stampa
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