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4 ottobre 2018
PERCEZIONI EMOZIONALI NELLA PITTURA DI CRISTIANO PLICATO

Urto di masse sovrapposte e colori ribollenti, nel segno dell’armonia. Scavi febbrili28577673_10215985395853725_8301187527450811076_n.jpg tra inquietudini e tormenti umani, ma con un occhio alla speranza. Paesaggi espressionisti intrisi di gioia poetica. Ha esposto in un centinaio di mostre personali in Italia e nel mondo.

Cristiano Plicato è un pittore vitale che ha trasfuso nei propri dipinti tutta la sua libertà segnica e cromatica. Dal magma del quadro la sua energia lirica – tra forma ed astrazione – crea masse materiche, racchiuse attorno al nucleo germinante delle immagini, unitamente a toni e semitoni taglienti, in un risalto di colori ribollenti, ma armonici.

11009216_10207086974318748_4071517666308791930_nPer anni ha evocato figure inquietanti e misteriose, da cui scaturiscono messaggi di dolore e d’angoscia, spesso caratterizzate soltanto da macchie, mentre le forme, interne, restano appena accennate. In tal modo Plicato pare privarle della loro identità, per rendere simile indeterminatezza più efficace e universale. Attraverso queste tele, esprime la realtà esistenziale del quotidiano: si tratta di visioni stimolanti, di situazioni riprese nell’attimo dello smarrimento. Hanno taglio provocatorio quei visi enigmatici: presenze spettrali, scolpite nella materia, talvolta scavate in una specie di stoica sofferenza; donne e uomini indecifrabili, probabilmente feriti da prostrazioni psico-fisiche, ingolfati all’interno di giungle dai lampi cromatici infernali o su sfondi che paiono plasmati dal big bang o da esplosioni atomiche.

Plicato, di recente, all’inquietudine che ne aveva caratterizzato l’opera, ha volutoFOGLIA_2 sostituire le quiete di una natura dalle vedute espressioniste, che, però, sanno trasmettere, nella loro squillante colorazione, speranza. Questi paesaggi, originati da percezioni visive, misti a stimoli psicologici, si trasformano fino a restituire di sé un’immagine evocativa: sono rappresentazioni da cui l’autore recupera quella gaia spensieratezza che cattura i segni dell’anima, per sfuggire le ansie di tutti i giorni e aggrapparsi a nuovi orizzonti, a rinnovate aspettative. E diventano vedute, quasi imperscrutabili, tra cielo e terra: orizzonti di sentimenti o visioni di tormentata intensità emotiva come per rigenerare e conciliare l’uomo al contatto con l’ambiente circostante. Sono macchie di colori che si confondono e si mescolano in vivide atmosfere. Da esso viene quella magia che sa 197IMG-20170130-WA003esprimere pace: come se l’autore avesse trovato una più intensa voglia di vivere e di trasmettere agli altri. È la luce che irradia questi dipinti, una luce indefinita, non proveniente da nessuna fonte localizzabile, che penetra l’intero motivo e che avvolge i suoi paesaggi, semplificati, in un bagliore che è quello dell’attesa di un mondo migliore. Scorci ambientali di puro colore, grandi nudi all’aperto, entrano nella pittura attuale di Cristiano Plicato: essa è personale e si riconosce per la carica di rassicuranti suggestioni che trasmette, per il senso di conquista che esercita sul fruitore sensibile, ma soprattutto perché invita alla riflessione, al sentimento, al dialogo con la sofferenza o con la gioia, in un autentico slancio comunicativo.

Giuseppe Possa

gppos

 

 

 

 

 



Biografia: Cristiano Plicato nasce in Sicilia a Camastra,  nel 1950. Con il padre Stefano e la famiglia nel 1959 si trasferisce a Milano e l’anno seguente a Desio.  Compie gli studi all’Accademia di Roma, dove frequenta il corso di Architettura degli Interni. Nel 1968 è invitato da Rafael Alberti, al Concorsophoto Internazionale di Alba Adriatica, “Marino Mazzacurati e la Resistenza”. Partecipa alla contestazione della 35a Biennale di Venezia nel 1968 con la performance “Arte in cenere”. È il 1972 quando Emilio Tadini, in occasione della mostra alla Galleria Ticino, scrive: “Il giovane Plicato, pittore, espone una ventina di quadri alla galleria Ticino di Via Brera. Occorre dire, che dà buona prova di rigore, serietà e certezza”. Principali mostre personali: ARCO88, Madrid; Galleria Sargadelos, Milano, Barcellona e Madrid; Galleria Fons d’Art Olot, Girona; Radison Gallery, New York; Galleria Hofficina d’Arte, Roma; Galerie Art Culture, Monaco di Baviera; Galleria Guido Iemmi, Milano; Babel Art, Alessandria; Galleria Spazio Frisi Milano; Galerie Vogel, Berlino; Strand Gallery, Londra; Museo della Permanente, Milano; MAC, Museo di Arte Contemporanea scalvini gLissone; Palazzo Coen e Museo del disegno, Salò; Museo d’Arte del Belem, Lisbona; Museo d’Arte Contemporanea, Bruges; Museo Salvador Dalì, Berlino; Museo Internazionale per le Arti Contemporanee, Mosca. Ha ordinato oltre ottanta mostre personali in Italia e nel mondo. Le sue opere sono presenti in collezioni private, musei, istituzioni. Hanno scritto di lui storici, studiosi e critici dell’arte, tra questi: Alberto Veca, Flaminio Gualdoni, Rachele Ferrario, Renata Ghiazza, Gino Sordini, Marcello Riccioni, Luca Cavallini, Sabrina Arosio, Giorgio Seveso, Raffaele De Grada, Emilio Tadini, Carlo Belloli, Gianni Pre, Pasqualino Colacitti, Aquilez Ortiz, Monica Ruiz, Maria Luisa Caffarelli, Claudio Rizzi, Giuseppe Possa, Judit Nahóczky. Dal 2003  è curatore  del Museo Giuseppe Scalvini con sede in villa Tittoni nella città di Desio (MB) e presiede  l’Associazione Amici del Museo Scalvini.




permalink | inviato da pqlascintilla il 4/10/2018 alle 10:19 | Versione per la stampa
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