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letteratura
28 marzo 2019
"Preludi" di Claudio Zella Geddo

Tra premi e pubblicazioni, la produzione letteraria di Claudio Zepreludilla Geddo prosegue con un nuovo romanzo, “Preludi” (Ed. Mnàmon, Milano – in copertina foto di Michele Frasca), che riserverà felici sorprese ai suoi affezionati lettori. Pubblichiamo la prefazione del libro a cura di Giuseppe Possa.

“Preludi”, questo ultimo romanzo di Claudio Zella Geddo, è suddiviso in libri e capitoli secondo un'architettura che richiama, ambientate in epoche diverse, oniriche atmosfere tra classico, gotico e illuminismo, unitamente a riflessioni irrazionali sulla vita e sul declino delle società; sempre, però, sul filo dell’ironia o della parodia. Racconta il percorso iniziatico (o il sogno deragliato?) di J.H. un giovane moderno, disadattato, solitario, il cui vero nome si scoprirà solo a lettura ultimata.

zella claudio geddo Riuscirà il protagonista, nel tempo, a sviluppare e conservare le proprie energie fisiche e mentali per affrontare, superandole, tutte le prove e le traversie che lo attendono nel suo surreale cammino (ha l’opportunità e la possibilità di attraversare diversi periodi storici), così da accedere al totale dominio del Mondo, che sta per aprirsi davanti a lui? Saprà esserne il “Reggitore” in un divenire di nuove ere, buie o illuminate che siano, senza venire sopraffatto dagli sconvolgimenti che si accavallano tra guerre, violenze e rivoluzioni?

L’imperscrutabile personaggio sarà, però, costretto, “malgré soi”, a lottare in tre epoche diverse, scontrandosi prima con loschi figuri della Roma militare ai tempi della rivolta di Spartaco; poi, nel Basso Medioevo dovrà sapersi confrontare con l’emergere della stampa a torchio e l’infierire di gruppi esoterici che si credono a contatto con potenze ed entità soprannaturali; infine, lo attende il periodo del Grande Terrore durante la Rivoluzione Francese, in cui sperimenta la pienezza dell’amore, ma pure il dover elargire la morte, senza pietà, per supremo interesse. Nel frattempo, è accompagnato da personaggi stravaganti, al limite del raziocinio, se non addirittura folli, che lo incontrano, lo seguono o lo cercano, a volte anche per ucciderlo.

Il senso ultimo dell’intero romanzo va, forse, individuato in una sorta di ricerca del benessere e della felicità, legata a una specie di nirvana scevro di emozioni e passioni. Lo si coglie, soprattutto, nell'incontro tra l’ambizioso J.H. e le presenze evanescenti delle persone attorno a lui, che sono soltanto alla ricerca di un’esistenza semplice e felice, per rinascere dalle ceneri catastrofiche del passato e restare parte della società in cui vivono, senza cercare la folle ambizione del potere e della volontà di dominio, ma anche senza ridurre il tutto al disincanto sregolato del piacere e della voluttà.

Giuseppe Possa

zellas




permalink | inviato da pqlascintilla il 28/3/2019 alle 20:50 | Versione per la stampa
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