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letteratura
20 novembre 2019
Eugenio Giudici: “L’uomo che non amava il Rex” (Eclissi Editrice)

66692320_1297518750426195_6492647201745928192_nAnche in questo nuovo libro di Eugenio Giudici (“L’uomo che non amava il Rex”, il sesto della "Suite Di Matteo"), il “giallo” costituisce il lievito delle sue pagine, sebbene apparentemente l’intrigante trama, rispetto ai precedenti, abbia meno suspence nell’evolversi dell’azione e del finale. Qui, però, l’autore costruisce la storia con perfetto stile letterario, soffermandosi di più sugli elementi reali e sulle emozioni o sui sentimenti possibili nel clima rarefatto di una breve crociera degli anni Trenta (per la precisione, siamo nel settembre del 1932). Credo che in pochi romanzi, ormai, gli scrittori riescano a utilizzare un ritmo così elevato di composizione, usando i termini peculiari e forbiti nel descrivere sia gli avvenimenti che gli ambienti in cui si svolgono i fatti, tenendo sempre vivo l’interesse del lettore con digressioni fantasiose e intrecci originali.

Il transatlantico Rex, orgoglio della marineria italiana e genovese, partirà di lì a poco per il suo viaggio inaugurale con l’ambizione di conquistare subito il Nastro Azzurro. Occorre una minicrociera per collaudarlo, ma una minaccia incombe sulla nave e di conseguenza su passeggeri ed equipaggio.  

Al commissario Saro Di Matteo e ad alcuni suoi collaboratori viene concessa una gita premio. Si uniscono così agli altri ospiti, con l’intento di indagare in segreto per impedire un probabile attentato, di cui si sospetta. A bordo c’è un’aria di divertimento e lusso, di vacanza mondana con incontri eccitanti, ma pure drammatici. Impossibile per Di Matteo e la sua squadra godere di quella inaspettata vacanza, anche perché i sospettati sono diversi e gli indizi pochi. Inoltre, qualcuno nell’ombra sta in agguato, per far fallire i suoi piani. E chi mai potrebbe nascondersi dietro l’uomo che non amava il Rex?

Eugenio Giudici, per completare questo romanzo, ha consultato documenti specifici, ha1a5ab27 interpellato persone attinenti con il mondo che ha descritto, come confida lui stesso: <<Sono salito sul Rex attraverso le fantastiche illustrazioni di Edina Altara… la Fondazione Ansaldo mi ha messo a disposizione materiale introvabile, come fotografie della sala macchine, delle caldaie, dei giganteschi turboriduttori ecc. Ho ascoltato anche, e mi sono piaciuti, i racconti di Zeffiro Rossi, capitano di macchina e medaglia d’oro di lunga navigazione, sulla vita di bordo, la passione marinaresca per le parti riposte e segrete come la centrale termica e i tunnel degli assi “sempre ben ingrassati”, dove solo i marinai potevano accedere…>>.

Infine, per come lo conosco io, l’autore ha saputo amalgamare tutte le sue esperienze di vita in un intenso racconto umano, percorso e come sorretto da una vibrazione lirica che dona lievità e morbidezza inconfondibile al suo stile. Ne è nato così un lavoro più singolare, pur tra i suoi numerosi libri, tutti di ottimo livello culturale, soprattutto di fronte alla letteratura d’evasione di questi anni. Egli possiede il dono di un tocco leggero, che conferisce, anche alle situazioni più realistiche o drammatiche, un’aria d’incanto e alla sua prosa sa infondere le cadenze di un ritmo “geniale”  (sebbene, forse, il suo capolavoro sia il libro uscito in contemporanea: “Il sarto di Crema”, un imponente romanzo storico, pubblicato da Castelvecchi, che racconta la vicenda ricca di passioni amorose e la formazione illuministica del giovane Paolo Ghedi, poi impiccato dagli austriaci nel 1816 e rimasto nella memoria popolare come un bandito leggendario).

In tempo di consumismo anche letterario, Giudici è uno scrittore creativo e scorrevole, pure nei dialoghi vivi e culturalmente pregni dei personaggi; egli ci da opere riuscite di piacevole e interessante lettura, confermandosi tra le voci più autentiche della narrativa poliziesca contemporanea (è stato tra i 3 finalisti al Premio Fedeli, dedicato al Giallo e ha ottenuto altri importanti riconoscimenti).

Giuseppe Possa

giudici














E. Giudici e G. Possa

 




permalink | inviato da pqlascintilla il 20/11/2019 alle 8:20 | Versione per la stampa
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