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20 novembre 2019
Grazia Motetta: una pittrice che predilige dipingere i volti.

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DOMODOSSOLA - Al concorso di pittura “Claudia Giovanola Cerri” di Trontano (VB) nel 2018, Grazia Motetta ha vinto il terzo premio con il quadro “In viaggio”, ma già l’anno precedente con “Sinfonia d’autunno” aveva ottenuto un premio speciale “Per l’originale sinergia fra i due termini del tema proposto”. La pittrice ossolana, però, se si esclude qualche sporadica esposizione in collettiva da giovane, per lo più fuori dalla propria zona, non aveva mai partecipato a concorsi e neppure esposto con una personale. Eppure aveva sempre disegnato fin dall’infanzia e poi dipinto, ma solo per passione e per abbellire la sua abitazione.

73191616_10221518706415879_5645864570791657472_nRicordo che tempo addietro, su suggerimento di un’amica che ne lodava l’abilità tecnica, mi recai da lei per constatarlo di persona. Appena entrato in casa, fui subito “attorniato” dai gatti… raffigurati nelle tele appese alle pareti! Essi possedevano una bellezza virtuosistica che parevano caricare di stimoli narrativi anche gli oggetti familiari di uso quotidiano, che Grazia aveva per lo più adornato con vivaci cromie. Pure le altre opere con i fiori e i volti di persone, create con minuziosità poetica, facevano bella mostra di sé all’interno di cornici semplici, ma riccamente colorate da lei stessa. Fu in quell’occasione che gli suggerii di allestire una mostra con quei quadri figurativi così precisi da sfiorare la perfezione, ma nel contempo trasfigurati. Tali creazioni magiche o trasognate, furono poi oggetto di una personale a Graglia di Baceno, intitolate “D di Donna”.

Cacciato più volte dalle tele, il realismo in pittura ha sempre finito per rientrarci. Sebbene in certi periodi sia stato considerato una negazione della fantasia è costantemente riaffiorato; così altrettanto oggi, in cui gli è stato dato un soffio di moderna eleganza, evitando le secche dell’accademismo. Ed è proprio in questo solco, a me pare, che si sia inserita Grazia Motetta, da autodidatta, senza la mediazione di scuole o maestri, ma aggrappandosi alle proprie doti naturali, che ha portato avanti sfruttando le sue qualità di sorprendente quanto efficace evidenza.

75398311_10221518790897991_1126013697706164224_n72290226_10221518790937992_3040403595036983296_nIn generale si può affermare che i suoi soggetti - fiori, volti di persone e animali, scene di vita con baci e abbracci, momenti particolari di quotidianità spensierata o contenuti immaginativi - appaiono di una liricità assoluta, alieni da sottintesi simbolici e toni squillanti. Eppure questa pittura precisa, senza sbavature, attenta alle velature, alle tinte cromatiche e alla pianezza delle forme, sembra caricarsi di memorie, di valori poetici del reale, di gioiose atmosfere affettive ed echi ricchi di sentimenti. Tutto questo sembra provenire, più che dalla sfera psicofisica, dal cuore, dalla profondità interiore, intensa ed emotiva dell’autrice.

Di recente, Grazia Motetta ha esposto in una collettiva nell’antica serra di Villa Castelli a Masera e con una personale a Domodossola all’Art’ARCH, in via Madonna della Neve, in cui ha proposto “Volti”. In quest’ultima mostra (presentata dalla professor74398556_10221518792098021_124729260479873024_nessa e storica dell’arte Silvana Pirazzi), Grazia si è rivelata un’interprete talentuosa della figura umana: in particolare, nei “ritratti”, in cui dimostra di essere un’acuta osservatrice delle molteplici e singolari situazioni che scandiscono la vita delle persone. Nei suoi delicati lavori, lo studio dello spazio e la collocazione centrale del volto dei diversi personaggi, in particolare dei bambini, sono ben combinati e nei loro occhi brilla spesso la luce di un sorriso. Sensibilità, delicatezza, percezione ed emozione, ricerca tra l’io intimistico e le fattezze visive interpretate, sono un tutt’uno nello sguardo finale d’insieme dell’opera. Le creature ritratte comunicano generalmente positività, sensazioni e pensieri solari; in qualche caso le loro espressioni possono manifestare insoddisfazioni e contrasti con la realtà; altre volte sembrano come sospese in chissà quali ricordi o sogni. Fatto sta che, comunque, ognuno di questi ritratti s’impone immediatamente per la finezza e l’abilità esecutiva.

76726992_10221518791057995_1609450650993688576_nGrazia Motetta è nata nel 1959 a Domodossola, dove vive e svolge la propria attività professionale in campo riabilitativo infantile. È stata iscritta al “Gruppo Quantarte” di Domodossola. Il suo stile ha subito nel tempo alcuni cambiamenti, perché come lei stessa afferma: <<La mia indole mi ha sempre spinto a sperimentare in continuazione: dall’iperrealismo all’impressionismo, fino a un mix di queste ricerche con la pop-art>> e conclude, <<i miei contenuti, colori, messaggi, sono cambiati nel corso degli anni e testimoniano un percorso interiore importante per me. Libertà, creatività, curiosità, sono i miei stimoli principali. I soggetti che prediligo? I volti. Che programma ho per il futuro? Continuare a dipingere e creare>>.

Giuseppe Possa

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permalink | inviato da pqlascintilla il 20/11/2019 alle 8:21 | Versione per la stampa
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