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Chiesa e Politica: nuove seducenti forme di "demago-latria"


 

Demagogia”, dal greco ‘demos ossia popolo e ‘agein’ , trascinare , che definisce un comportamento politico mirante, attraverso false promesse vicine alle aspirazioni del popolo, ad accaparrarsi  il suo favore, facendo leva spesso su irrazionalità e bisogni sociali o alimentando odio e paura nei confronti di avversari politici.

 

Idolatria”, dal greco ‘éidolon’, cioè idolo e ‘latréia’, ossia culto, che indica religioni pagane che adorano idoli, immagini o feticci; adorazione che il cristianesimo nega anche per i santi e gli angeli; per estensione il termine indica trasporto o amore viscerale per una persona o per un culto.

 La storia italiana è stata impregnata con ricorrenza di fenomeni riconducibili – in senso sociologico e culturale – a tali termini e le conseguenze più o meno gravi ed evidenti sulla vita collettiva e sulla situazione politico-istituzionale nel tempo sono andate di pari passo con il progressivo, conseguente e reciproco adeguamento dei fenomeni stessi. Le recenti elezioni politiche, con l’affermazione di una forza che non si richiama più ai partiti e alle sue ‘ramificazioni’ centrali e periferiche di potere (come ad esempio il Movimento 5 Stelle), hanno messo però in moto un processo di ‘omologazione etica’ tendente a saldare i nuclei originali  dei due vocaboli prima accennati, con un corollario di gesti e propositi di natura più che altro “simbolica”.

 Dal nuovo Pontefice alle cariche nel Parlamento, è un richiamo continuo ai ‘valori’ dell’umiltà e della povertà  nonché un ripetersi di ‘gesti’ o scelte in sintonia apparente con i medesimi ‘valori’: uso di abiti e monili ecclesiastici più sobri, visite e lavaggio dei piedi ai carcerati, riduzione di compensi e superamento di protocolli e consuetudini giudicate costose o sfarzose, rapporti più confidenziali con i cittadini fedeli-elettori, ecc. ecc. 

 Tutto ciò avrebbe ben poco rilievo, oltre alla percezione di ‘novità morale’ in un Paese così poco propenso e disponibile alla stessa, se la struttura dell’in-formazione comprendente tv, giornali, Internet, social network, non lo riportasse, amplificato ed enfatizzato a dismisura, fin nei minimi particolari e con la solita massiccia “dose” di accondiscendenza e servilismo. E’ la massa l’obiettivo di tale vasta  e generale azione di “marketing” comportamentale, sono la sua vulnerabilità percettiva, la sua instabilità sentimentale,  la sua pressoché totale mancanza effettiva di princìpi. La volgarità, la violenza, il turpiloquio, la falsità, l’inganno, l’indecenza complessiva che dagli schermi e da molti programmi viene “scaricata” in modo quotidiano e contemporaneo sulla vista e sulle menti di milioni di persone, soltanto con il buonismo, la compassione, la pena, la carità, i bei comportamenti…possono essere mitigati o meglio mistificati e alla fine assimilati meglio nella psiche senza eccessive reazioni. In più, attraverso ciò e come substrato emotivo del suo abituale ‘senso comune’, fra la gente è facile far leva sull’autoreferenzialità che scaturisce dal convincimento di veder espresse le proprie ‘pulsioni’, giudicate positive, anche dai rappresentanti ‘alti’ del Potere: “Hai visto che ‘gesti’ straordinari fa questo Papa, mi piace, è simpatico, è come noi, è uno di noi”!...”E’ un bel segnale di novità la nuova presidentessa della Camera che mangia alla mensa con i dipendenti, brava”!

 E’ anche in questo modo accattivante (la versione mediatica della classica 'funzione di captatio benevolentiae') che oggi, in particolare, si sta cercando di recuperare - da una moltitudine disorientata, disillusa e in parte oberata anche da ingenti problemi economici - un rapporto più diretto di fiducia e di consenso aperti, ma con scarse finalità risolutive rispetto ai problemi più o meno percepiti o reali. Gli scopi, senza sostanziali ‘differenze’ fra destra e sinistra, si mostrano più interni ai meccanismi di verifica, mantenimento ed espansione degli spazi di potere posseduti dalle varie alte sfere di “rappresentanza sociale”.

 Così, una Chiesa che stava mettendo in discussione, 'infangandola', la paziente e arretrata ubbidienza di milioni di fedeli e la disponibilità religiosa di tanti giovani, con una insolita ‘dimissione’ dell’ex Papa tedesco, giudicata "umile e coraggiosa", e una calcolata ‘elezione’ del nuovo, appunto insieme ai suoi primi ‘gesti’, al suo comportamento e a quel suo nome "affascinante e emblematico"…Francesco, sta cercando di recuperare in tempi molto brevi il vuoto reverenziale ed economico dispersi negli anni di scandali e congiure, accrescendo oltretutto una rischiosa commistione fra la laicità dello Stato garantita dalla Costituzione ma spesso disattesa e una sua confessionalità mai accantonata o sminuita, anzi sempre attiva.

 Così, una classe Politica peraltro corrotta, immorale, incapace e ormai allo sbando, scossa da un’imprevista perdita di ‘autorità elettorale’ a vantaggio di chi invece si è affermato - comunque non del tutto estraneo ai gesti di ‘incantamento’ - sta con insistenza blandendo sostenitori e detrattori con la “sirena” assordante del rinnovamento rimasta muta in tutti questi anni, con la ricerca dei candidati ad effetto, con lo sbandieramento dell’inderogabile esigenza di dare un Governo al Paese per risolvere gravi e assillanti questioni; il tutto in realtà per continuare (o ritornare) ad essere un ‘punto di riferimento’ e insieme uno strumento di svariati interessi non soltanto collettivi.

 Sono essenziali in tutto questo la capacità e la possibilità di “guidare” la massa, di incanalare le sue tensioni e le sue aspirazioni, peraltro già indotte, di fornirle l’illusione che non siano andati perduti per sempre i legami ideali ed esistenziali con i vari “centri” di dominio e clientela cui si affidava, a seconda delle rispettive appartenenze.    

Da qui l’azione ingannevole in atto, non solo a livello mediatico e a ulteriore detrimento fra l'altro di una ‘democrazia delegata’ già resa sterile e snaturata, per ciò che sempre di più va intesa come una potente e subdola spinta ad accrescere, unificare e esaltare le potenzialità di nuove e seducenti  forme di “demago-latria”.

Giorgio Quaglia


 

Pubblicato il 24/3/2013 alle 19.3 nella rubrica politica e società.

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