Blog: http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it

Nuova edizione di “8.11.43”: un libro di Carlo Squizzi sui primi partigiani ossolani, pubblicato da “La pagina” di Villadossola

E’ stata ora pubblicata la seconda edizione del libro di Carlo Squizzi, arricchita di alcune testimonianze, in cui si parla dell’insurrezione di Villadossola, che ha vissuto la prima scintilla, ma anche una delle pagine più drammatiche della Resistenza Ossolana. (http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it/2013/11/02/la_ribellione_che_non_verra_e.html).

Qui di seguito si può leggere la recensione apparsa sul settimanale “Eco-Risveglio Ossolano” e sulla rivista “Controcorrente” di Milano,  scritta per la prima edizione del volume uscita nel 1989.

La prima cosa che mi ha colpito, sfogliando il libro “8.11.43” edito da “La Pagina” del villadossolese Renato Ponta, è stata l’ottima impaginazione. Per il buon livello del testo, per le note e le schede, per l’apparato iconografico e per la bibliografia ragionata andrebbe poi segnalato come proposta didattica ai giovani allievi ossolani. Verrebbero così a conoscere una delle pagine più “autentiche” della storia locale, raccontata senza retorica, ma recuperando dalla viva voce dei protagonisti “i molteplici aspetti di una realtà non immediatamente decifrabile”.

L’autore Carlo Squizzi, laureato in economia e commercio e insegnante (oggi, pensionato e assessore al Comune) ha voluto qui ricordare i primi partigiani ossolani e rievocare l’insurrezione popolare di Villadossola. Dopo le premesse del primo capitolo, in cui si descrive la vita di paese in quel periodo e i primi fermenti di ribellione al nazi-fascismo, si accenna (secondo capitolo) alla preparazione di quella che sarà l’insurrezione vera e propria, narrata nella terza parte.

Si passa, infine, nei due capitoli successivi, a esaminarne le conseguenze e le valutazioni: trovano posto, ovviamente, anche le considerazioni personali dello stesso Squizzi.

Tuttavia, una delle parti più interessanti della pubblicazione è l’appendice dedicata alle interviste dei diretti protagonisti.

Non è nostra intenzione fare qui un elenco sterile di nomi e di avvenimenti, anche perchè è sufficiente munirsi del libro (del resto i libri vengono pubblicati proprio per essere venduti e... letti); vorremmo invece attirare l’attenzione, pur non appartenendo alla categoria di chi vive con gli occhi fissi al calendario, a questa data fondamentale, simile a una pietra miliare per la nostra popolazione: l’8.11.43.

Villadossola ha vissuto la “scintilla”, ma anche una delle pagine più drammatiche della Resistenza Ossolana; eppure la sua azione è andata ben al di là delle intenzioni dei promotori, “acquisendo spessore e valore politico rilevante grazie al concorso della popolazione”.

Ogni insurrezione, ogni lotta per la liberazione, lascia però delle vittime e gli eroi che sono caduti hanno rappresentato “il seme che muore/per rinascere domani/nella nostra libertà” (versi ripresi, non certo per mia autocelebrazione, da una mia poesia).

Questo è il tragico bilancio di una lotta condotta da tutto il popolo per riaffermare i propri diritti, compresi la democrazia e l’avvio su una strada di progresso e di giustizia.

Noi oggi usufruiamo di libertà e di democrazia, ma non per questo dobbiamo mummificare la “resistenza”: essa appartiene alla nostra vita e deve continuare, con altri mezzi e sotto altre forme, come impegno civile di tutti.

In quasi mezzo secolo è stato realizzato molto, ma ancora troppo rimane da fare: ci sono ingiustizie e privilegi che non sono certo simboli di libertà e di democrazia e non tutti i cittadini, checchè se ne dica, hanno pari dignità e diritti.

Apprezziamo, quindi, lo sforzo di Carlo Squizzi che ci ha ricostruito un episodio storico davvero determinante per la nostra liberazione. Ci auguriamo, però, c

he i giovani lo leggano con lo spirito necessario per apprezzare quanto oggi possiedono e per raccogliere, quegli insegnamenti e quei valori onde proseguire una battaglia non del tutto vinta.

Diversamente le “fotografie” del passato finiscono solo per risvegliare i ricordi dei protagonisti ancor in vita, mentre i morti cantano col poeta: “Qui, sui vostri cuori resteremo,/ semineremo idee/ come .lievito nella pasta del pane./ Radice nostra vivente, attecchisci!”.

(Nella fotografia del libro, l'immagine molto bella e significativa  è stata scattata da Michele Frasca, fotografo di Colloro, che aveva vinto l'apposito concorso indetto per illustrare la copertina, la cui prima edizione è stata pubblicata nel 1989)


Giuseppe Possa



Pubblicato il 9/11/2013 alle 18.22 nella rubrica recensioni.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web