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MUTA È ORA LA MIA VALLE

 
MUTA È ORA LA MIA VALLE

di

Giuseppe Possa

 

Dalla città – caotica metamorfosi –

torno tra le mie montagne,

dove un tempo s’udivano

suoni di campanacci

e faticavano in silenzio

con sudore antico, i nostri avi.

 

Il vento improvviso mulina tra i larici

e diffonde arcani rumori.

M’inebria quest’aria di ginepri,

qui, dove il tempo e lo spazio

sono ancora il mio infinito.

 

Nel pulviscolo dell’universo,

mentre il giorno s’abbraccia alla notte,

le stelle che da tempo non guardavo

brillano sempre innumerevoli.

Ma muta è ora la mia valle:

il suo silenzio sgretola le baite

gli alpeggi abbandonati

i sentieri di pietrame.

Non più un muggire di giovenche

nelle stalle e dietro le rovine

i risorti fantasmi del passato

vagano nella notte, senza pace,

chiamandoci nei secoli per nome.

 

Poesia vincitrice del Premio  Letterario Internazionale

Andrea Testore – Plinio Martini

SALVIAMO LA MONTAGNA 2014

Carvegno (Svizzera)

Fondazione Valle Bavona, Comuni di Cevio, Lavizzara, Toceno

https://www.youtube.com/watch?v=zMXhhArsbCE

Pubblicato il 17/1/2016 alle 11.37 nella rubrica poesie.

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