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“1963-2013 un tocco di onestà ieri e oggi”: un manuale di Giuseppe Gesù, Maestro del Lavoro.

Con un linguaggio semplice e diretto, l’autore ossolano si rivolge agli studenti della Scuola Alberghiera, ma non solo. Il volumetto vuole essere uno spunto di riflessione su questa ma anche su altre attività, perché contiene suggerimenti e consigli per la propria professione. Il tutto scritto con la penna, ma “suggerito” dal cuore, con l’unico scopo di aiutare chi si accinge nel mondo del lavoro ad affrontare le varie opportunità che esso può offrire.

Giuseppe  Gesù, Maestro del Lavoro, è un pensionato pieno di entusiasmo che ancora riesce a dare molto al suo paese con un costante impegno nel sociale. Vive a Villadossola (VB) con la sua famiglia. Ha alle spalle 48 anni di duro lavoro, ma vissuto con passione, perché se si ama quello che si fa, si pgesu pinoossiedono sempre energie e forze per superare ogni problema e quindi non occorre attendere i fine settimana, le ferie, la pensione, per dare spazio a ciò che per se stessi conta realmente. Di questo, Pino (come lo chiamiamo noi amici) è un esempio: ha sempre coltivato un concetto positivo del lavoro, concentrandosi sul bene che da esso traeva, oltre che per se stesso, anche per gli altri. Così non si è mai limitato a fare il minimo indispensabile, ha in ogni occasione cercato di rendere di più, ponendosi degli obiettivi e mettendosi alla prova, per realizzare al meglio e più in fretta quanto gli veniva richiesto, curando anche i minimi dettagli del suo operato. E questo gli ha dato grandi soddisfazioni, da quando ha iniziato la sua esperienza nei locali domesi della mensa ferrovieri ad appena tredici anni, fino al termine del suo lungo “tragitto” con Elvetino Ag Zurigo (SBB), mezzo secolo dopo.

Nato nel 1950 a Spinazzola, cittadina dell’Alte Murge in provincia di Bari, l’anno seguente la sua famiglia si trasferisce a Domodossola. Fin da ragazzo desidera viaggiare e conoscere gente nuova, così, dopo una breve occupazione a “terra”, inizia presto il suo servizio sui treni nazionali e internazionali, svolgendo mansioni di ristorazione tradizionale o nel ruolo di “cuccettista e conduttore”, accumulando quasi sei milioni di chilometri sulle tratte Bruxelles, Monaco, Roma, Avignone, Napoli, Marsiglia, Venezia, Lourdes, Bari, Amsterdam, Ostenda, Montecarlo, Lecce, Zurigo, Dortmunpino gesu 2d, Ginevra, Vienna, Berna, Amburgo, Graz, Budapest, Villa S. Giovanni, Baionne e così via fino all’ultimo viaggio Briga-Romanshorn-Briga. Ne ha di cose da raccontare il nostro Pino e lo ha fatto. Non attraverso un memoriale sulla sua lunga storia di vita, ma con un manuale di suggerimenti, di consigli, di buoni proponimenti per i giovani della scuola alberghiera, ma non solo, perché molti di questi spunti sono validi per qualsiasi settore del lavoro. In brevi capitoletti e con parole semplici, l’autore stimola le nuove  generazioni a essere propositive; a valutare le proprie aspirazioni e desideri; a confrontarsi già da studenti con il mondo del lavoro, così da superare le difficoltà in esso contenute, utilizzando i trucchi del mestiere, ma soprattutto mettendoci passione, applicazione, buona volontà e a giudicare il lavoro non solo dalla propria posizione, ma anche da quella del cliente e di chi alla fine del mese paga lo stipendio. Quindi, termini come educazione, rispetto, cortesia, distinzione, disponibilità, motivazione, applicazione, comportamento, umiltà, dedizione, responsabilità, devono far parte del proprio vocabolario, tanto quanto le conoscenze di mestiere e i metodi di servizio.

Ecco, nell’attuale spettacolarizzazione nel settore della ristorazione, questo simpatico libretto <<1963-2013 un tocco di onestà ieri e oggi>> vuole essere uno spunto di riflessione su questa, ma pure su altre attività. Giuseppe Gesù - come ci suggerisce lui stesso - ha voluto mettere a disposizione le sue esperienze di vita professionale, non tanto dal punto di vista tecnico (funzione proposta all’insegnamento), ma dal punto di vista umano, proponendo, inoltre, considerazioni sui rapporti lavoro e individuo, famiglia e società: suggerimenti che tutti possono apprendere e fare propri. <<Lasciami ricordare ai giovani di oggi>> conclude Pino, <<che se vogliono essere “riconosciuti” nel mondo del lavoro devono comportarsi onestamente e darsi da fare, in qualsiasi ambiente in cui si troveranno, perché la “meritocrazia” esiste ancora>>.

Giuseppe Possa

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Pubblicato il 3/10/2017 alle 17.6 nella rubrica miscellanea.

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