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Silvia Ceccomori: “Gli spazzacamini lombardi a Parigi (Storia di un’emigrazione secolare)”

Un “dossier” degli spazzacamini emigrati in Francia dalla Valle Vigezzo oggi nella regione del Piemonte, ma per lungo tempo lombarda e i francesi avevano l’abitudine di chiamare lombardi tutti gli Italiani del Nord.

silvia ceccomori

Il titolo originale è <<Les ramoneurs “lombards” à Paris (Histoire d’une émigration séculaire)>> ed è pubblicato in Francia, dove è nata e vive l’autrice, Silvia Ceccomori, la cui famiglia è di origine italiana, precisamente di Crana in Valle Vigezzo. E’ la storia di un’emigrazione secolare, dapprima transitoria, in seguito stanziale, verso la Francia e altri paesi dell’Europa. La scrittrice, laureata in d3QqtfGQBXu90wWGcBou2Dl72eJkfbmt4t8yenImKBVvK0kTmF0xjctABnaLJIm9Lettere Indiane, quando ne è venuta a conoscenza, con tutte le tribolazioni patite da quegli umili lavoratori di montagna, ha voluto metterla per iscritto. Ha così consultato gli archivi di Craveggia e S. Maria Maggiore, paesi vigezzini, per scoprirne fino in fondo la cruda realtà, proseguendo poi le ricerche, altrettanto impegnative, a Parigi presso le Archives nationales (Archivi di Stato) e presso la BnF (Biblioteca nazionale di Francia). Ora, ricostruita la storia di queste persone emigrate oltralpe, al di là delle leggende, l’ha pubblicata in questo libro e in e-book, con interessanti foto in bianconero di documenti e personaggi. <<Ben presto>> dice, <<mi sono accorta che nessuno aveva mai scritto la storia di questi spazzacamini emigrati in Francia e che quindi mancasse un testo che ne raccontasse le varie e secolari vicende. Dal canto mio ho cercato allora di rimediare con questa pubblicazione>>.

Un salto nel passato, propone dunque il libro, che appare come una riscoperta di tradizioni, storie autentiche e drammatiche su un mestiere un tempo assai importante per la pulizia delle canne fumarie. In Valle Vigezzo, come nella maggior parte delle zone alpine, molti abitanti erano costretti a lasciare il proprio paese per cercare lavoro altrove e l’emigrazione più diffusa, complementare alle poche risorse agricole in loco, era quella periodica, che per molti divenne poi definitiva, degli spazzacamini che occupava anche bambini e ragazzi. Uno sfruttamento, quest’ultimo, che avveniva tramite un gruppogiulia4img_9899-25b53 costituito da un adulto, che fungeva da “padrone”, e dei bambini, che gli venivano affidati da genitori poverissimi (che non riuscivano, per le scarse risorse, a sfamare tutti i figli) ed erano ritenuti particolarmente adatti a salire o a calarsi nelle canne fumarie per l’agilità e la corporatura magrissima. A costoro toccava l’impegno più ingrato e gravoso, che consisteva nel grattare con l’apposito attrezzo le pareti del camino, reggendosi con le gambe, la schiena e i gomiti. Molti di questi umili lavoratori ambulanti fecero poi del loro rudimentale mestiere una vera e propria attività, in grado di assicurare la sopravvivenza dell’intera famiglia, molti riuscirono anche ad elevarsi socialmente.

<<Una delle parti più interessanti della ricerca>> ci confida l’autrice, <<è stato recuperare le immagini d’epoca: stampe, foto o cartoline postali. Mi è capitato, di visitare fiere e negozi di ogni genere alla ricerca di documenti, ed è stato così che mi sono imbattuta in quella rarissima cartolina che fa da copertina al mio libro: gli spazzacamini a Parigi con Notre Dame sullo sfondo>>. Silvia Ceccomori, che è specialista dell’emigrazione italiana, piemontese e lombarda, in Francia, così conclude: <<Nel mio libro vi sono pure alcuni scoop: come la rievocazione di quei personaggi di Craveggia dimenticati dalla memoria vigezzina. Ho l’impressione che si ricordi sopratutto il contesto del XIX° secolo, mentre già i Padelini di Craveggia e i Varizia furono Spazzacamini delle Case Reali, dalla fine del 500 sino a Luigi XVI che con Turgot abolì le corporazioni. Inoltre ho messo in rilievo alcune precedenti incongruenze, sfatando leggende, e ho fatto un’analisi dettagliata dei vari privilegi da cui si rivelano conclusioni un po’ diverse da quello che si è scritto in passato>>.

Giuseppe Possa

GLI SPAZZACAMINI «LOMBARDI » A PARIGI Storia di un’emigrazione secolare

Questo libro con le sue foto e documenti inediti susciterà l’interesse degli storici per lececcomoris analisi e le scoperte in esso contenute. Ma sorprenderà anche gli abitanti della Valle Vigezzo (un tempo lombarda) che ogni anno riuniscono in settembre migliaia di spazzacamini dal mondo intero. La loro curiosità sarà soddisfatta da questo lavoro che restituisce in modo dettagliato la memoria sia dei poveri spazzacamini che del loro glorioso passato.

Dall’Indice, ecco un estratto dei capitoli: Introduzione - 1) Un nuovo mestiere, Spazzacamino (I primi migranti, Spazzacamini delle Case Reali, Parigi attrae); 2) Lo spazzacamino, una figura popolare (Il canto degli spazzacamini, La pulitura dei camini e lo sfruttamento dei bambini, I tentativi di alleviare la sorte degli spazzacamini, Testimonianze artistiche); 3) Spazzacamini di successo, i Fumisti (La nascita dei fumisti, I fumisti vigezzini si fanno valere, I fumisti si moltiplicano) - Conclusione – Appendice – Guida turistica sulle tracce dei vigezzini a Parigi e dintorni – Bibliografia.

Per ordinarlo: www.editions-harmattan.fr/index.asp?navig=catalogue&obj=livre&isbn=978-2-343-13457-4&utm_source=phplist&utm_campaign=message_22239&utm_medium=email&utm_content=lienImage

Un’intervista a Silvia Ceccomori sul contenuto del libro, curata da Giulia Del Grande, si può leggere cliccando qui: http://www.altritaliani.net/spip.php?article3113

Silvia Ceccomeri è nata a Saint Maur des Fossés nel 1943 e vive a Parigi. La sua famiglia (Giorgis/Barbieri) è originaria di Crana in Valle Vigezzo. Bernardo Giorgis (bisnonno della scrittrice) e suo cugino Bernardino Giorgis  hanno iniziato a lavorare come spazzacamini, poi emigrarono in Brasile nel 1860 intorno ai 18 e 16 anni. Tornarono, a fortuna fatta, rispettivamente a Crana e Santa Maria Maggiore. Bernardino Giorgis fu sindaco di Santa Maria Maggiore dal 1900 al 1911 (ha una via intitolata a suo nome, essendo stato il promotore dell’asilo di Crana). I loro fratelli, emigrati venti anni dopo di loro rimasero in Brasile, anche perché avevano numerosi figli a carico.

 

Pubblicato il 7/1/2018 alle 17.58 nella rubrica recensioni.

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