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Gianni Longo, tra arte, letteratura e vita

Nello splendido scenario di “Villa Miraglia” a quota 1450 m. sui Nebrodi (la struttura è di proprietà della Città Metropolitana di Messina), di recente è stato consegnato a Gianni Longo il Premio per la Letteratura “Cesaresi nel mondo” (organizzatore dell'evento è stato Calogero Saraniti, imprenditore del luogo che ha dato origine all'associazione "Timpa Abate", con la quale promuove eventi sportivi e culturali). Per l'occasione è stato presentato un libro dal titolo "Cesaresi nel mondo", scritto da Calogero Polizzi e Simona Pruiti, che riguarda la storia e la sociologia dell'emigrazione cesarese; cita inoltre alcuni suoi illustri cittadini che si son fatti onore nel mondo, come Gianni Longo che è presente con un'esaustiva biografia e con due foto della metà degli anni Ottanta (in una, egli appare con lo scrittore Leonardo Sciascia e nell’altra con il pittore Piero Guccione).

Lo scrittore siciliano - che ha ricevuto, tra i tanti altri riconoscimenti, il “Premio letterario internazionale Milano International 2018” - è autore del libro “Lasciami _DSC0182 (2)almeno un sogno”, edito da Armando Curcio Editore. In esso è raccolto quanto di più significativo ha scritto negli anni, con quella sua prosa stilisticamente forbita, carica di umanità, sia quando i suoi testi sono rivolti alla visione del mondo e dell’uomo contemporaneo, sia quando parla del tempo in cui viviamo, un momento piuttosto oscuro, dove certi valori vengono distrutti o dimenticati da una globalizzazione anarchica, invadente e distruttiva. <<È una silloge di pagine umane che allena a pensare in tempi di mediocrità imperante>>, come titola un saggio di Sergio Sciacca, apparso su un’intera pagina del quotidiano “La Sicilia” del 21 gennaio 2019. Per l’occasione, a Gianni Longo ho proposto alcune domande.

 Parlaci di questo tuo libro, che ha avuto successo di pubblico e di critica.

<<Persino nella copertina del volume “Lasciami almeno un sogno” hanno trovato rifugio lePremio Cesarò-1.jpg mie ferite. Si tratta di una raccolta di testi che accarezzano la mia coscienza, i miei sentimenti e provano a farmi smettere di vivere a teatro. Di contro mi stimolano a pensare. La raccolta ospita pure il tema della vita del nostro Paese, e ciò mi ha spronato a gridare all'inchiostro di lasciarmi almeno squadernare in un sogno il vasto e multiforme diario della vita. Aggiungerò, brevemente, che l’Editore Curcio sta proponendo il libro in importanti concorsi nazionali e internazionali. Inoltre, c’è un progetto per tradurlo e pubblicarlo all’estero>>.

Raccontaci qualcosa del tuo trascorso di vita.

<<Provengo da una famiglia di commercianti, e sin dall'infanzia la mia vita è stata piuttosto zingara: sono nato in Trentino da una famiglia di Cesarò, dove poi sono ritornati i418zfRkoO1L._SY264_BO1,204,203,200_QL40_ miei genitori. Così qui ho frequentato le scuole elementari e le medie; poi, fui alla Berlitz Schule di Vienna nei primi anni Sessanta del secolo scorso; a Savona ho frequentato il Gian Ferraris-Istituto tecnico industriale; studi che ho completato a Catania, dove ho anche frequentato il biennio propedeutico di ingegneria; a Bologna ho proseguito gli studi di Ingegneria, non arrivando alla laurea per 2 materie complementari non sostenute. Nel frattempo, svolgevo anche all'estero lavori che m'insegnarono tanto e m'occupavano a procedere con coerenza. Nei primi anni Settanta spaziavo già nell'universo della cultura, in quella che metabolizzavo, e quindi non soltanto per istruirmi>>.

Quindi sei venuto a contatto con molti intellettuali e artisti, guadagnadoti la loro stima e amicizia.

70638693_10221080484020593_4256758592624918528_n<<Conobbi Virgilio Guidi, per me il padre della corrente artistica dello “Spazialismo”, e non è stato Lucio Fontana a fondarlo. Venni a contatto con Antonio Zoran Music... e quante lunghe telefonate facevamo fra noi, così anche con Renato Guttuso scambiandoci reciproci pensieri, come pure con Sciascia; in particolar modo, con l’amico e pittore Piero Guccione, scomparso di recente, con lui esisteva pure un rapporto epistolare. Questi autentici e inimitabili artisti della cultura mi hanno fatto conoscere il mondo, il loro mondo e io di riflesso il mio: ne sarò sempre loro grato>>.

Nel frattempo, ti sposasti e la moglie ti fu sempre accanto: con lei a Catania hai dato vita a un’importante galleria d’arte che Sciascia definì “un’importante impresa culturale d’Europa”.

<<Purtroppo mia moglie, una donna di grande spessore intellettuale, è scomparsa da qualche anno. Con lei nel 1986 avviammo la “Galleria d’Arte il Segno” con una personale di Guccione. Oltre a numerose mostre, organizzai anche esposizioni e incontri culturali internazionali, come “Da Monet a Pollock” o la grande antologica di Hans Hartung>>.

Pertanto l’arte ha influenzato la tua vita.

<<Altroché! Non sarei mai stato in grado di gettarmi con ardore nell'essenza della vita, se avessi attinto solamente dal pensiero usurato della nostra società>>.

L'arte sarà importante anche in futuro?

<<Certamente! E ai giovani che intendono farne parte attiva li invito a non aver fretta, a non nuotare nella schiuma del superfluo, ossia in un enorme guazzabuglio di futili argomenti, se vogliono scoprire dove andare>>.

Quale fu la molla che ti ha spinto a pubblicare?

<<Non ci pensavo per niente a dare alle stampe i miei scritti; solo in seguito, grazie a mia moglie, a Piero Guccione, a Sonia Alvarez e altri, ho raccolto i testi in un libro. Quasi tutti i miei saggi riportati in “Lasciami almeno un sogno” erano già stati prima pubblicati in importanti cataloghi di presentazione>>.

Hai altri libri nel cassetto?

<<Ho già pronto un altro volume dal titolo “Sedendomi sulla mia piccola collina”. È una 70556183_10221080484260599_5715953695418482688_nraccolta di 47 testi che provano a spingere il lettore a leggersi dentro la profondità del proprio animo, a confidarsi con la vita, perché quest'ultima è quella grande tela, in cui ci si può dipingere sopra e ognuno può metterci tutti i colori che vuole, non permettendo, invece, alle sue ferite di trasformarlo in quello che non è. Anche se l'ho sempre ignorato, sbircio di continuo il calendario della mia vita, e quando mi siedo “sulla mia piccola collina” aspetto incessantemente che questo mondo m'insegni come conoscerlo, che mi porga i suoi occhi, affinché io possa scorgere ciò che ancora non vedo. “Sedendomi sulla mia piccola collina” non mi è stato commissionato, anche se insistentemente la Curcio Editore m’invitava a proseguire nella scrittura. Sono stato io, per mie necessità d'animo, a partorirlo e principalmente per me stesso. Sono disposto a farlo pubblicare in futuro, ma solo al momento opportuno e se lo riterrò utile>>.

Infine, puoi offrirci un pensiero sulla vita?

<<Anche se potrei non posso, anche se vorrei non voglio sapere chi veramente sono. Malgrado ciò le mie credenze sono soprattutto quelle di raccogliere in ogni albero, nell'aria che respiro, persino in un tintinnio di vetro che va in frantumi, quei valori che mi faranno

[caption id="attachment_3568" align="alignright" width="224"]ok.foto mia e di Rita Gianni Longo con la moglie Rita[/caption]

percorrere un cielo azzurro e intenso di essenzialità, a cui aggrappare il mio restante cammino in questa vita, però, sono lacerato dai dubbi che sorgono quando si cerca di capirla. È stata sempre un mistero, come il bene e il male, il vero e il falso, il giusto e l'ingiusto, e la mia esistenza privata si è sempre intrecciata con quella che professavo. Ha sempre avuto in serbo per me grandi sorprese e, al contrario di tutti i mestieri e di tutte le professioni, la vita prima la si vive e poi la si impara a vivere. La ritengo come un sogno da trasformare sempre in realtà. Un gioco… e io intendo giocarlo. La vita è anche una sfida… e io l'accetto, tant'è che le lascio la porta continuamente spalancata. Abbracciamola adesso anche se è come un'opera di teatro. Viviamola intensamente ogni giorno, prima che l'opera finisca priva di applausi>>.

 

 Giuseppe Possa

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https://pqlascintilla.wordpress.com/2018/01/14/gianni-longo-lasciami-almeno-un-sogno-armando-curcio-editore

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Pubblicato il 20/11/2019 alle 8.9 nella rubrica informazione.

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