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Io e te Giuseppe moriremo, ma non stupidi e neppure stupiti


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(a proposito di coronavirus)

Caro Giuseppe, amico mio,

ho deciso di scriverti per un atto di vera solidarietà e per una certa insofferenza. Volevo innanzitutto dirti quanto sia vano il tuo tentativo di queste settimane teso a far capire alla ‘massa’ (anche dei tuoi contatti) - con la solita ironia e non senza gentili formalismi - che cosa sia successo in Italia e che cosa ci abbiano fatto, come singoli e come popolo (anche io ci ho provato, dopo anni di silenzio, con una poesiuola:

https://pqlascintilla.wordpress.com/2020/03/24/una-poesia-di-giorgio-quaglia

ma solo come sfogo personale). Il disastro che hanno voluto innescare - per premeditazione, incapacità o cos'altro non importa - di fronte a un fenomeno del tutto naturale, non ha precedenti nella storia italiana (poi anche mondiale) e una tale forma di coercizione non è stata neppure comune durante i regimi fascisti e nazisti (per gli estimatori della pura libertà, aggiungiamoci pure quelli stalinisti o comunisti in generale; per inciso l’evocata ‘dittatura’ cinese capitalcomunista, non si è certo permessa di bloccare e segregare l'intero paese, ma solo una regione paragonabile per noi alla Lombardia). Quando dico "hanno voluto" alludo ovvio all'intera classe politica, la stessa che ora comincia a distinguersi in partiti o gruppi (destra, sinistra, centro) nelle polemiche su quanto e come andava o non andava fatto, ma che era rimasta tutta silente e consenziente all'inizio. Alludo anche a tutte le varie organizzazioni, corporazioni e associazioni (ce ne sono a centinaia) che vivono e a volte stra-vivono con tesseramenti e sovvenzioni: anche loro muti come pesci.

Poi, visto che oggi è il 25 aprile, vogliamo forse dimenticarci dell'ANPI e ricordare invece loro che non potrebbero più rappresentare i Partigiani essendo rimasti impassibili di fronte alla Costituzione calpestata e alla creazione (non importa se ‘provvisoria’) di un vero e proprio Stato di Polizia (dove i ‘poliziotti’ sono diventati anche sindaci e governatori con droni ed elicotteri)? In quanto al ‘fenomeno naturale’, ossia la presenza o meno di virus, è il caso di far presente - anche a chi ha voluto e vuole affidarsi alla fede e alla preghiera, enfatizzandone i simboli - che gli stessi esistono da miliardi di anni (non duemila!) e che esisteranno fra altri miliardi quando noi, esseri insignificanti e inutili rispetto all'Universo e in fondo ‘ospiti’ loro come corpo cellulare, di certo non ci saremo più. S’è detto però che uccidono, che mettono in pericolo la ‘salute pubblica’ (appunto il pretesto per innescare il pandemonio di questi mesi). Mentire, sapendo di farlo, è una prerogativa soltanto umana (di cui si è specializzato il potere politico e mediatico): solo attraverso questo e solo attraverso il terrore televisivo e giornalistico hanno potuto spazzare via in pochi giorni ciò che è riconducibile in modo diretto alle scelte e comportamenti dell'uomo ‘moderno’, ossia centinaia di migliaia di morti ogni anno per inquinamento, per abuso di alcool e fumo, per cattiva alimentazione, per disparità sociali ed economiche e per lo stesso modo per giunta con cui ci si difende dalle malattie.

Questa massa enorme e anonima di defunti (compresi il bel po' di migliaia per influenza e polmonite ‘normali’), non è un dramma, non ha niente a che vedere con la salute pubblica e non serve a fare uscire gli aspetti peggiori del senso comune (solo per noi Giuseppe?): l'eroismo (questa volta incappato su medici e infermieri), il richiamo alla patria (anche se, per foga di imitazione, abbiamo esportato sbagli e carenze enormi), lo spirito solidale (lo stesso che va poi a ‘farsi benedire’ in presenza di qualche profugo che ti circola vicino casa). Invece il “rispetto”e la “considerazione” per gli sbandierati morti legati al cosiddetto covid-19 (personalizzare il ‘nemico’ fa sempre comodo), oltre il perfido divieto di normali esequie, prevede l'obbligo che siano cremati, così nessuna autopsia potrà mai nel caso stabilire se sia stato il virus a uccidere o viceversa. Lasciamo poi perdere le assurde similitudini alla guerra e all’utilizzo del linguaggio militare, che qualche sventagliata di mitra a palazzo Chigi, Montecitorio o al Quirinale, oppure la caduta di un missile nella piazza di un nostro paese, farebbero svanire all’istante. Il fatto è, caro Giuseppe, che sono ridicoli (e hanno reso ridicolo un intero paese) con le loro inutili mascherine, mentre sputano bavose sentenze retoriche; ma sono e rimangono anche pericolosi e nocivi non solo per la catastrofe economica, sociale, culturale e psicologica che hanno determinato (senza considerare gli innumerevoli decessi in più - altro che in meno! - causati dalla gestione del tutto, anche solo per la paura). Siamo dunque in presenza di una tragicommedia di proporzioni enormi, rispetto alla quale non è possibile ormai fare nulla: quando scatta l'orario legale, l'ora persa in sonno la recuperi soltanto quando ritorna l'ora solare; il tempo e le cose ‘persi’ in questi mesi, non li potremmo recuperare mai più.

Ci consola soltanto, caro Giuseppe, una certezza : se il virus, questo o qualsiasi altro, ci farà ri-fluttuare nel “pulviscolo dell'Universo”, noi non moriremo stupidi e neanche stupiti.

R ESISTIAMO!

Giorgio

25 aprile 2020

Pubblicato il 29/4/2020 alle 16.45 nella rubrica politica e società.

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