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Nell'aria riodo il suo canto

Oggi il cielo è tanto bello

e l'agonia tua oh Madre!

ha gli occhi azzurro chiari

d'un esotico elegante uccello

che più non sa cantare.

 

Trascorsi i giorni amari,

si spegne così il tempo, muto,

che limita il tuo volare:

la Terra pretende per tributo

un consumato corpo di pelle e ossa.

 

Pur inerme nel volerti ascoltare,

io aspetto allora la 'scossa'

che vinca la tua caparbietà

e cambi di colpo la sorte

di figlio aggrappato alla pietà.

 

Quando poi arrivi oh Morte!

- per dire che tutto è finito -

il Passato dispiega il suo manto

a coprire il dolore subito,

mentre nell'aria riodo il suo canto.

 

Giorgio Quaglia

20-24/06/2020

Pubblicato il 25/6/2020 alle 22.53 nella rubrica poesie.

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