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Mostra allo Spazio Moderno di Arona dal 29 agosto al 13 settembre

Con la personale di Giancarlo Fantini, i quadri di Patrizia Pollato, alcune sculture di Paolo Panizzon, gli acquerelli di Paola Battaglia, i lavori in legno di Matteo Lunghi e le poesie appese di Moka (Monica Zanon)

ARONA – Sabato 29 agosto (ore 16) allo Spazio Moderno, Via Martiri della Libertà 38, di Arona sarà inaugurata la mostra personale “500… quasi” di  Giancarlo Fantini, insieme alle opere della pittrice Patrizia Pollato, alcune sculture di piccolo formato di Paolo Panizzon, una serie di acquerelli e tecniche miste con fiori e paesaggi di Paola Battaglia, i lavori in legno di Matteo Lunghi e una serie di poesie di Moka (Monica Zanon) appese accanto ai quadri di Fantini, a cui si è ispirata. La mostra (presentata da Giuseppe Possa) sarà visitabile tutti i giorni dalle 16 alle 19; sabato e domenica anche dalle 10,30 alle 12,30. All’interno del programma espositivo, sarà ospitato anche un momento culturale: sabato 12 settembre, alle ore 21, si svolgerà la Premiazione del concorso LetterALPoetico Fotografico Homo Vacuus.

GIANCARLO FANTINI, in queste opere trae maggiormente ispirazione dalla bellezza della natura che dipinge con le raffinate cromie della vegetazione, la quale non sempre fiorisce contemporaneamente, per cui lui a volte si prende delle “licenze” poetiche. Il tema del paesaggio – concepito come una soglia fra visione realistica e sublimata, rappresentata da una riflessione sul senso trascendente dell’universo – è realizzato con atmosfere e colori assai curati che lo sottraggono e, guardandoli, sottraggono anche noi, almeno per un attimo, dalla frenetica vita quotidiana. Le immagini di Fantini cercano spazi e luoghi definiti, tutti conosciuti ed esplorati, e sono dipinte sempre come trasfigurate da uno sguardo subliminale. Ma come opera l’artista? È lui stesso a spiegarcelo: <<Generalmente, oltre ai materiali tradizionali, ne utilizzo altri, come sabbia, segature, argille, tessuti, metalli, che spesso prelevo sul luogo soggetto dell’opera, con lo scopo di rendere più consistenti i volumi e le prospettive, sempre nel rispetto dell’ambiente in cui è stata scattata la foto a partire dalla quale, quasi sempre, realizzo il mio lavoro>>. Le sue armoniche ricerche vanno dai boschi alla montagna, dagli ambienti magici, ai fenomeni atmosferici (come per esempio i temporali o particolari e affascinanti tramonti), dalle onde imperiose del mare o quelle più distese del lago; all’acqua in generale, quale elemento primordiale e prezioso, che egli rappresenta in modo raffinato, in particolare, nei riflessi, nelle innumerevoli sfumature coloristiche presenti nelle trasparenze e nei riverberi. S’intravede, insomma, nella pittura di Giancarlo Fantini, il continuo cammino che egli intraprende nell’essenza della flora e della fauna che gli sta intorno, nella bellezza di un ambiente da rispettare e conservare per le future generazioni.

In questi giorni mi sono recato nello studio di Fantini (nato ad Arona nel 1954, professore in quiescenza  dopo 40 anni di insegnamento all’Istituto Agrario di Crodo nel VCO. Nel 2003 ha fondato l’associazione ArteAdArona, di cui è l’attuale presidente; nel 2009 ha recuperato e restaurato l’ex cinema Moderno, trasformandolo nell’attuale spazio artistico) e così ne ho approfittato per proporgli alcune domande.

Da dove prendi ispirazione per i tuoi quadri?

<<Se qualcuno mi ha definito pittore-giardiniere un qualche motivo ci deve pur essere: il mio amore per le piante è infatti pari a quello per i colori. Perciò è dalla natura che prendo spunto: di fatto, soprattutto ora che col telefono puoi scattare infinite immagini, quando vedo qualcosa che mi “attizza” faccio un po’ di foto che successivamente, magari anche a distanza di anni, elaboro e traduco in colori sulla tela. Da Professore di piante non mi sono mai limitato a guardare il verde, ma ad analizzare, da lontano e da vicino i particolari che rendono ogni specie o, meglio, ogni individuo, differente dagli altri suoi simili o di diversa specie: ciò significa conoscere le strutture, cioè le regole che costruiscono i corpi vegetali e regolano la loro esistenza. Ecco allora che anche nel dipingere la natura ho imparato un po’ di regole, disegnando il minimo indispensabile, ma cercando di accostare con sapienza e pazienza colori e altri materiali>>.

In pratica, da dove inizi e poi come sviluppi e concludi ogni opera?

<<Parto sempre da una (o più) foto e con l’ausilio di una serie di “mascherine” che passo sopra l’immagine decido se sulla tela riprenderò l’intero soggetto o solo delle porzioni di quella carta colorata chimicamente. Siccome porto avanti più opere contemporaneamente, per ognuna realizzo una scheda di lavorazione a partire dal titolo e dalle misure. Successivamente traccio poche linee essenziali per favorire al meglio la visione finale, il tutto secondo il principio per cui “nulla è come sembra”.  Precedentemente avevo già deciso se usare solo i colori a olio oppure anche altri materiali che prelevo dalla mia collezione di terre, sabbie, segature (e altro).  In conseguenza di queste scelte, finalizzate ad aumentare spessori e profondità e/o a mettere nella tela una porzione di materiale prelevato nel luogo raffigurato, dipingo con modalità ben diverse e non consuete: i diversi tempi di asciugatura e il rischio di “contatti” indesiderati mi costringono ad aumentare la pazienza e a dipingere contemporaneamente le porzioni di tela coperte dallo stesso materiale.  Alla fine, quando tutto è ben asciutto, metto la vernice finale fissativa in quantità variabile, secondo il materiale e, soprattutto, il suo spessore>>.

Che genere di opere esponi in questa mostra?

<<Un’ottantina di opere realizzate in anni e momenti diversi e, comunque, tutte quelle prodotte e/o terminate nell’anno in corso. Il tutto in uno spazio espositivo molto intrigante qual è lo “Spazio Moderno” che ho realizzato una quindicina di anni fa e con un allestimento che, in questa occasione, divide le opere secondo gruppi… naturali, come sono il bosco, le cascate, la magia, il temporale, le onde e altri da scoprire>>.

Per il futuro cosa stai preparando?

<<Mentre sarà in corso questa personale, come succede da tempo, ormai, deciderò il titolo della prossima. Perciò, da ottobre sarò di nuovo all’opera cercando nel mio archivio immagini e soggetti che possano stupirmi, anche e soprattutto a distanza di anni da quando li ho fotografati… sempre con due obbiettivi: condividere con più persone le cose belle che ho avuto la ventura di incontrare e renderle al massimo (dimensioni comprese) della mia percezione visiva che è…. superiore alla norma, al punto che da due anni ho eliminato gli occhiali>>.

A questo ormai storico appuntamento annuale di fine estate, con Giancarlo Fantini ci sono anche altri artisti: Patrizia Pollato fin dai primi anni e poi Paolo Panizzon, Moka, Paola Battaglia e Matteo Lunghi.

PATRIZIA POLLATO - Nasce a Milano, dove frequenta il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura. Sempre nel capoluogo lombardo nel 1982 avvia un Laboratorio Artistico, in cui sperimenta e affina varie tecniche artistico-artigianali, utilizzando diversi materiali. Si dedica così alla realizzazione di complemento d’arredo su commissione, trompe d’oeil in abitazioni prestigiose, vetrate artistiche, sculture, quadri e affreschi. Dal 1994 vive e opera a Nebbiuno, proseguendo la propria attività creativa e insegnando discipline artistiche. La pittrice continua a coltivare la sua passione per la pittura, dipingendo ritratti, paesaggi, nature morte, dedicandosi pure alla produzione di tante opere figurative (non disdegnando un astratto informale dentro cui appaiono forme, segni e simboli iconici). Ha ricevuto importanti riconoscimenti (tra gli altri alcuni primi premi: Trofeo Gaudenziano 2016; La via degli Artisti 2017; Arte ad Arona 2017; Arte Città di Novare 2018); ha partecipato a diverse esposizioni collettive e a manifestazioni culturali; ma, soprattutto, ha allestito alcune importanti personali, ottenendo consensi dal pubblico e dalla critica (Arona, Milano, Novara, Vercelli, Torino). Ha il suo laboratorio artistico in via case sparse per Meina, 2 Nebbiuno (No) cell.3382136495.

In questa mostra Patrizia Pollato (il cui stile è stato definito dalla critica come “eclettismo creativo”) espone soprattutto volti, dipinti con un personale e originale stile, riconoscibile soprattutto nelle sue figure femminili e nei ritratti, a cui sa donare, attraverso gli sguardi, un’anima. Padrona di una tecnica artistica multiforme e talentuosa, Patrizia afferma di sé: <<La mia arte è nell’incontro, il mio eclettismo si diverte a cogliere le migliaia di sfumature presenti nelle persone con cui vengo a contatto. Le mie idee, le mie opere, nascono dagli sguardi, nei gesti, nelle parole di tutti coloro che attraversano la mia vita. Amo intingere il pennello nella tavolozza dell’esistenza e portare sulla tela, su parete o su un semplice oggetto quell’essenza che batte in ogni cuore>>. Colgo l’occasione per proporre alcune altre domande all’artista.

Patrizia, da dove sei pittoricamente partita?

<<Fin da piccolissima ho amato impiegare il mio tempo in varie forme di manualità creativa. Ancora studente, ho aperto in Milano un’attività artigianale (tutt’ora apprezzata per l’originalità delle realizzazioni). Ideavo e realizzavo articoli da regalo, complementi d’arredo e molto altro. Esaudivo, comunque, ad ogni richiesta, dando vita a oggetti unici e personalizzati. Questa attività mi ha permesso di maturare una notevole esperienza creativa e di affinare ottime capacità tecnico-artistiche. La mia curiosità mi ha spinto nel tempo a sperimentare tantissime tecniche di decorazione: dalla ceramica al tessuto e seta, dalle vetrate artistiche ai trompe l’oeil, dalla lavorazione e intaglio del legno all’incisione, dalla grafica all’illustrazione… Ho tenuto e tengo tutt’ora diversi corsi a carattere artistico>>.

Come ti definisci, artisticamente?

<<Mi hanno sempre ritenuta un’artista “eclettica”, in quanto non prediligo uno stile o una tendenza particolare. E’ il soggetto che intendo affrontare a suggerirmi come spaziare tra espressioni artistiche che conosco… ed ecco che su una tela o su una tavola di legno convivono e si completano più tecniche. Amando anche la scultura cerco di portare quasi sempre una certa tridimensionalità ai miei dipinti>>.

Ad Arona cosa esponi?

<<Proporrò opere che raccontano il mio “eclettismo” artistico-artigianale. Soggetto principale il ritratto, che prediligo in modo parti multicolore”colare. L’intento è di esporre opere, in cui sia evidente il passaggio da uno stile decorativo e lezioso a uno più emotivo e sperimentale. Propongo anche tre lavori leonardeschi da me dipinti su “tarsia marmorea” preparatami da Enrico Fraschetti con graniti, marmo, travertini, onice e altre pietre naturali >>

Mentre per il futuro, cosa stai preparando?

<<Il mio motto è “non fermarsi mai”: sia nella ricerca che nella sperimentazione. Ho in programma diverse collettive e una mostra al castello di Novara, dove avrò un posto d’onore come vincitrice del 18° premio nazionale d’arte Città di Novara. Il mio sogno nel cassetto rimane quello di preparare una personale importante>>.

PAOLO PANIZZON - Ha 63 anni, è nato in provincia di Vicenza e vive a Somma Lombardo. Proviene da una famiglia in cui l’arte è stata una presenza forte. Dipinge da sempre, solo negli ultimi anni si è dedicato alla scultura. Non usa modelli e non decide a priori quale sarà il soggetto della sua prossima opera, lascia che sia la creta a prendere forma tramite la trasposizione della sua interiorità. Questo metodo gli permette di realizzare figure, oggetti e soprattutto volti, da cui spesso emerge un’interiorità angosciante. Di se stesso afferma: <<Il mio essere artista non ha nessuna pretesa, ma mi piace dipingere, modellare, spaziare tra i materiali e le linee; mi piace vedere prendere forma un’idea, creare un’emozione; mi piace la soddisfazione che mi dà questa mia passione. Questo sono io>>.

MOKA (Monica Zanon) - Il suo pseudonimo nasce dalla miscela del suo caffè preferito – assaporato a tutte le ore – quello dell’inchiostro. Nata nel pieno inverno del 1982 ad Arona, è indigena di Solcio di Lesa. E’ cresciuta nell’azienda agricola dei genitori, ama il paesaggio lacustre tanto che il suo carattere si riflette in esso (il Lago Maggiore è la chiave di lettura dei suoi umori): ogni giorno è diverso dall’altro. Da adolescente si approccia alla poesia e trova in essa il proprio modo di comunicare con gli altri. Per lei la poesia è in ogni cosa ed è necessaria per comprendere se stessa e il mondo. Vita e poesia per lei sono inscindibili. Moka lavora in una ditta aeronautica, gli elicotteri sono la sua seconda passione. Ha dato alle stampe alcuni libri di liriche e ha altre pubblicazioni all’attivo, sia personali che collettive. Nel 2014 ha fondato l’Associazione Licenza Poetica. Crea e collabora all’organizzazione di eventi letterari, cura il sito personale www.mokaend.com e quello dell’associazione.

PAOLA BATTAGLIA - Nata a Barletta, in Puglia, a 25 anni si è trasferita ad Arona, dove è stata un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, fino alla pensione. Già dall’infanzia, attratta dal disegno e dal colore in tutte le sue forme, ne ha sperimentate alcune, cercando di soddisfare sempre più la sua curiosità artistica e come afferma lei: <<mi sono così permessa quel piacere che ogni esperienza concede, lasciando la sua impronta>>. Ha frequentato i corsi dell’UNITRE di Arona, cominciando con quello di pittura su stoffa, poi su porcellana e ancora con la pittura a olio, acquerello, acrilico, disegno a matita e aggiunge: <<Non ho particolare predisposizione per l’una o per l’altra, scelgo al momento ciò che l’attimo mi offre agli occhi e al cuore: luce, colori, armonia, anima, ricordi>>. In passato aveva anche seguito lezioni coi maestri Carlo Monti e Pierangelo Vicario.

MATTEO LUNGHI - Residente a Ottobiano (PV), classe 1977. Così si presenta: <<Mediante l'ausilio di software grafici e di un pantografo CNC realizzo quadri artistici utilizzando principalmente legno e plexiglass; con quest'ultimo creo anche delle litofanie (immagini rese tridimensionali da una sorgente luminosa posta sul retro). Finora ho sempre puntato sulla personalizzazione e nelle mie realizzazioni propongo sempre delle novità, cercando di trasformare una semplice foto e di mostrarla sotto un'altra luce>>. I suoi soggetti sono vari: dai visi, agli animali, agli elementi architettonici, rivisitazione di opere famose, portachiavi, gadget… Lunghi lavora con la tecnica di chi crede nella propria opera, non solo in senso artigianale, ma anche con un talentuoso impegno artistico. Per info www.myatram.com.

Giuseppe Possa

 

G. Possa, G. Fantini e Patrizia Pollato

Pubblicato il 27/8/2020 alle 18.30 nella rubrica arte.

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