Blog: http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it

The Hawk: Memorie de “Il Falco”

www.pqlascintilla.wordpress.com/2021/04/10/the-hawk-memorie-de-il-falco/#more-5500

Un libro di racconti di Luigi Papanice pubblicato con lo pseudonimo “The Hawk” (Il Falco). Tante storie intriganti e spassose sono ambientate in Valle Vigezzo, dove l'autore trascorreva le vacanze e in cui oggi abita. Pubblicato dalle edizioni "Mnàmon" di Milano.

Al telefono, conversando con Luigi Papanice del suo libro di racconti, <Memorie de “Il Falco”>, fresco di stampa, dice: <<Durante il periodo di “confinamento”, parlando della nostra gioventù con un mio coetaneo, che ha già pubblicato alcuni romanzi, sono venuti a galla diversi episodi intriganti e spassosi della sua vita e gli ho chiesto il permesso di raccoglierli in un libro>>. E glielo ha concesso? <<Certo, mutando i nomi dei protagonisti e utilizzando il suo pseudonimo in copertina e all’interno nominarlo come “autore”. Il libro l’ho scritto in terza persona>>. E dove sono ambientati le storie? <<Parecchie in Valle Vigezzo, altre nel milanese, qualcuna in luoghi diversi. Ma in questa raccolta c’è solo la prima parte, ne seguirà una seconda l’anno prossimo>>.

Poi, scarico il libro e-book dalle edizioni Mnàmon di Milano (per ricevere la copia cartacea, sullo stesso sito, cliccare sulla voce “Amazon”) e vedo che l’autore è “The Hawk” (Il Falco), che ormai tutti i suoi lettori sanno essere lo pseudonimo dello stesso Papanice, che nato nel 1940 a Milano, vive da vent’anni a Malesco. Da studente scriveva racconti d’avventura per il giornalino di scuola, poi con gli impegni di lavoro ha accantonato in parte la passione giovanile, solo negli ultimi anni si è dedicato ai romanzi di spionaggio e fantapolitici (ne ha già pubblicati 16 con lo pseudonimo “The Hawk”), ambientati ai tempi della guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti.

Quindi i fatti rievocati, in queste “memorie”, risultano autobiografici, narrati con ironica leggerezza, ma con profondità e prosa scorrevole. Si scopre, così, che il piccolo Luigi (“l’autore”!) era già arguto da ragazzo, con un carattere “peperino” (“un po’ turbolento” sostiene lui) e proprio per questo, durante le medie, è mandato dai genitori a studiare in Collegio. Da lì la memoria gli riporta tutta una serie di vicende vivaci, alcune anche buffe, accadutegli nell’infanzia, a casa, a scuola, durante le vacanze al mare o tra le nostre montagne, fino alla maggiore età, che a quei tempi si raggiungeva a 21 anni.

È impossibile qui segnalare tutti gli aneddoti che lo scrittore propone: bastino alcuni accenni per far comprendere che molti racconti sono ispirati dall’ambiente familiare (“La festa”, “La puntura”, “La caduta”, “La depurazione”), dai suoi amici o compagni di scuola (“Il collegio” “La rissa”, “Gli esami”, “La staffetta”) o da vicende spassose (“Il gatto”, “Le imprecazioni”, “La guida”).

 Giuseppe Possa










(G. Possa e L. Papanice)












Articolo pubblicato anche su Eco Risveglio Ossolano

Pubblicato il 10/4/2021 alle 17.49 nella rubrica arte.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web