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Ricordo di Susy Giorgis (a 5 anni dalla scomparsa)

Giuseppe Possa ricorda la pittrice di Vigezzo Susy Giorgis e intervista Giacomo Bonzani che la presenta nei molti ruoli che interpretò e le dedica una poesia in dialetto locale.

Valle Vigezzo | Trasferito il 2 aprile 2016 da  www.pqlascintilla.ilcannocchiale.it con 1.719.000 letture.MARIA MAGGIORE – Cinque anni fa, in seguito a una grave malattia, moriva nella sua casa di Craveggia Susy Giorgis in Balconi. Come dice Giacomo Bonzani, studioso delle tradizioni vigezzine: <<Susy era una figura troppo ecclettica per ricordarne in breve tutti i ruoli che interpretò. Maestra prima, rappresentante dei prodotti della ditta di liquori della famiglia del marito e albergatrice poi. Abile organizzatrice, si è sempre battuta per la promozione turistica e la valorizzazione della “valle dei pittori”. Si impegnò anche in campo politico, ricoprendo incarichi amministrativi sia nei Comuni di Santa Maria Maggiore e di Craveggia, sia nell’allora Comunità montana. Sostenne sempre il “Gruppo Folcloristico” della valle, inoltre, profuse energie e competenze per anni, quale presidente della Scuola di Belle Arti Rossetti-Valentini>>. (a conclusione dell'articolo si può leggere l'intervista completa a Giacomo Bonzani)

Susy, però, fu anche pittrice ed è in questa sua passione, che coltivò per tutta la vita, che qui la voglio ricordare. È stata la prima donna vigezzina ad aver intrapreso la carriera artistica, in una valle che storicamente era dei pittori. Certo all’inizio - come confidò nella personale che allestì al Vecchio Municipio nel 1997 - trovò qualche difficoltà sulla sua scelta, su cui spesso si ironizzava. In seguito fu accettata, ma da una donna che dipingeva si pretendevano solo fiori e nature morte. A lei, però, piaceva il paesaggio e non si rassegnava a simili imposizioni. Fu Alfredo Acetosi a darle appoggio e a incoraggiarla, poi ha avuto il sostegno di Gianni Mellerio che le diede molti consigli.
Figlia d’arte (il padre Carletto fu un valente pittore), Susy aveva frequentato la Scuola di Belle Arti Rossetti-Valentini sotto la guida del maestro Severino Ferraris. Ha sempre collaborato attivamente al “Gruppo pittori vigezzini”. Pubblicata sugli annuari Bolaffi e Comanducci, partecipò a diverse mostre collettive e personali in Italia e all’estero, ottenendo anche alcuni premi e riconoscimenti.

La sua pittura tende, pur nella tradizione, a scelte personali: quali la stesura di piani per sintesi, la ricerca tonale, la contenutezza volumetrica. I suoi paesaggi sono aperti e pacati; le nature morte fresche di vita e di umori, un po’ per il connaturato senso del colore, un po’ per il gusto di raccontare ciò che ci circonda, nelle sue varie sfaccettature. Alla poesia delle sue opere – che racchiudono soggetti semplici e freschi (nevicate, vedute e scorci vigezzini nel variare delle stagioni) quasi fossero tracciati dai tocchi magici di una fata – c’è una visione d’insieme vibrante, energica, dai toni penetranti, dalle cromie ricche d’emozione. A volte passando dalla piana distesa della vallata, osservando le montagne, i paesi tra i boschi, i prati e i campi in parte ancora coltivati, paiono incorniciati in una tela di Susy Giorgis, come li avevano visti i maestri del passato: ma nei suoi quadri i colori “maschili” rivelano un tenue lirismo femminile.      
                                                                                      Giuseppe Possa 

Per conoscere nella sua complessità Susy Giorgis, do ancora la parola a GIM Giacomo Bonzani: <<Era un personaggio noto in Vigezzo e fuori, per la versalitilità, l'eclettismo e la tenacia con cui abilmente segnò diversi campi esistenziali, assumendo via via ruoli sempre più visibili ed importanti nella valle e non solo. Già di lei si è scritto in quel triste frangente>>. Ricordane alcuni tratti: <<Diplomata maestra elementare al Rosmini, insegnò nelle scuole vigezzine, lasciando la cattedra appena la legge glielo consentì, per quella che si chiamava Baby pensione. Tuttavia mai si fermò: da rappresentante dei prodotti della ditta di famiglia del marito Carluccio Balconi (i liquori Genepy ed altri simili); continuò il folclore espresso e ben organizzato da Erina Belcastro anima del Gruppo Folcloristico Vigezzino, guidandolo con maestria e competenza. Un sodalizio che quest'anno compie un secolo di vita, sotto la guida della figlia Alessandra>>. Era impegnata anche nel settore alberghiero: <<Era l'attività dei suoi genitori a S. Maria, che non la lasciò indifferente, anzi, rilanciò anche il ristorante Miramonti con una cucina ricercata, attività continuata dalla figlia Alessandra, mentre il figlio Paolo è in Scozia sempre nel ramo alberghiero>> Si occupò anche della cosa pubblica: <<Certo, come consigliere comunale a S. Maria Maggiore e anche a Craveggia. Erano i tempi delle Comunità Montane e per un lungo periodo fu Assessore alla Cultura e al Turismo della Vigezzo. Ruolo che le si confaceva e in cui riversò grande passione e profuse altrettanto impegno>>. Gim, mentre nel campo turistico, cosa ci racconti di lei? <<Era un’abile organizzatrice di eventi; innumerevoli furono le sue iniziative nei campi culturali e di incentivazione del turismo della valle. Fu anche nel direttivo della Piana di Vigezzo durante la fase di passaggio da privato a pubblico; di quei periodi sono la costruzione della nuova telecabina per la Piana e della seggiovia di Arvogno>>. Susy era pure impegnata nel mondo della pittura e della cultura in genere: <<Infatti, fu consigliera d'amministrazione nella Scuola di Belle Arti Rossetti-Valentini di S. Maria Maggiore, quella scuola che l'aveva vista giovane promettente pittrice. Era figlia d'arte, in quanto il papà Carletto era già noto e valente pittore. Quando il Cav. Anselmo Gnuva lasciò l'incarico di Presidente della “Belle Arti”, lei gli subentrò e con passione e competenza ne resse le sorti sino al suo ultimo istante di vita. Cercò di associare politica, cultura, arte, turismo e folclore sapendoli contestualizzare non senza difficoltà e grande dispendio di energie. Una grave malattia la colpì nel corpo ma non certo nello spirito, così che resistette e lottò  diversi anni prima di arrendersi>>.












(G. Possa e G. Bonzani)

Giacomo Bonzani, qualche mese dopo la scomparsa di Susy Giorgis, scrisse una poesia che ne riassumeva l'essenza. In dialetto, perchè forse rendeva meglio il legame con la terra vigezzina che tanto amò e che ne conserva perenne il ricordo:

SUSY

U sabat saanti
jei aanch facc giü’
u scalun
'd la piazza di miracul
ma stavouta
it purtavan süi spall
puus in la tu gesa
piena ‘d magun e geent
trii priiv jan facc jesequi
propi cume in teemp
paj finaraaii ad prima
e pöi aanch giü’ ‘n tocc
i t’an matüa via par sempar
in tu tö secuund paiis
Susy it fiva ciamà
insì i t’argurdaran
insì a t’argurarem
parchè i sei rastaa
in l’aria dl’a val
cla u sa da ciööii e laras
in ti fiür ‘dla primaveria
in t’un fanun d’astà
in ti culür di föi d’abrüma
e tra neev e sghi d’inveern
in ti strà da Cravegia
sü ina lavagna ‘d’ina scola
süi skegn ‘dla Comunità
tra i teuul d’in risturaant
in ti canzun e i custüm dul Gruppo
tra i mür ‘dla Scola di pitür
dainaanz an cavalet
in tul prufüm ‘dl’Acqua ‘d Colonia
in cul veent
ca fa dindunà
i cabin ‘dla Piana
in tul cor ‘di tu geent
e’d chi cà t’à gnusüa
par sempar.

Gim 29 aprile 2017

SUSY

Il sabato santo
hai ancora disceso
lo scalone
della piazza dei Miracoli
ma stavolta
ti portavano a spalla
poi nella tua chiesa
piena di dolore e gente
tre preti han fatto le esequie
proprio come un tempo
per i funerali di prima (classe)
e poi ancora giù un tratto
ti hanno sepolta per sempre
nella tua seconda patria
Susy ti facevi chiamare
così ti ricorderanno
così ti ricorderemo
perché sei rimasta
nell’aria della Valle
che odora di abeti e larici
nei fiori di primavera
nel fieno estivo
nei colori delle foglie d’autunno
e tra neve e sci d’inverno
nelle vie di Craveggia
sulla lavagna di una scuola
sugli scranni della Comunità (Montana)
fra i tavoli di un ristorante
nelle canzoni e i costumi del Gruppo (folcloristico)
tra le pareti della Scuola dei pittori
dinnanzi a un cavalletto
nel profumo dell’Acqua di Colonia
in quel vento
che fa dondolare
le cabine della (funivia) della Piana
nel cuore dei tuoi cari
e di chi ti ha conosciuta
per sempre.

(Giacomo Bonzani)

 

Pubblicato il 21/3/2022 alle 21.2 nella rubrica arte.

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